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Interviste

Drago: le ombre della notte verso la luce di un nuovo inizio

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Abbiamo incontrato Drago, nome d’arte di Roberto Dragonetti, già conosciuto nel panorama musicale italiano ed internazionale per aver calcato palchi illustri assieme al suo basso e ora lanciato in un progetto solista, fortemente voluto e sentito. Ci ha raccontato l’origine di questa svolta, la nascita del singolo “Tutto stanotte” e la sua reazione ad una sorpresa arrivata da MTV…

Ti abbiamo conosciuto per sei anni come Roberto Dragonetti, bassista di artisti del calibro di Nic Cester, Diodato e Ghemon. Ora ti presenti come Drago e soprattutto come cantante solista. Com’è nato questo progetto?
Il progetto è nato più o meno un anno fa quando, sulla base delle influenze degli artisti con cui ho lavorato, ho deciso di mettere insieme alcune idee che avevo in testa soprattutto riguardo a testi e parte vocale. Ho cominciato a scrivere in inglese ma poi mi sono reso conto che sarei riuscito a esprimermi meglio in italiano, anche se inizialmente avevo timore di espormi utilizzando la nostra lingua. Ad un certo punto ho pensato: “Perché aver paura di intraprendere questa strada che è quella che volevo sin da subito?”. È avvenuta questa tipologia di passaggio.

Il 10 gennaio è uscito per Solid Records il tuo primo singolo, “Tutto stanotte”. Nel ritornello canti, appunto, “Io voglio tutto stanotte”. Che cosa è racchiuso nel termine “tutto”?
È racchiuso tutto e niente. Succede, o per lo meno a me succede, che in periodi super stressanti non sai con chi prendertela, sei irrequieto, pensi tutto e il contrario di tutto. “Io voglio tutto stanotte” significa proprio questo. Non sapere bene che cosa desideri in quel momento ma, per qualche motivo, sentirsi in debito con la vita.

Nel video giri in bicicletta per le strade di Milano. Ci sono le ombre della notte, c’è anche lo sfavillio della città. In questo momento, quali sono le tue zone di luce dove rintracci delle certezze e quali, invece, le zone d’ombra più confuse?
In questo progetto, pur trovandomi all’inizio, le luci riguardano la mia identità vocale già ben delineata, assieme ad una mia precisa via di scrittura. Credevo fossero le ombre più grandi e invece non si sono rivelate tali. Invece le ombre… Sono ancora tante perché ancora non ho fatto un live. Ne ho fatti tantissimi, ma come bassista… Arriveranno presto anche i concerti ma vorrei definire meglio la modalità. Quindi ombre ce ne sono ma su tutti quei lati che non ho ancora affrontato, non perché abbia un senso di confusione ecco…

Protagonista del video è anche Milano. Secondo la tua percezione, qual è la situazione musicale e artistica nella città “più internazionale” d’Italia?
Be’ Milano è diventata un lab creativo sia per i musicisti nati qua sia per quelli provenienti da tutta Italia. In città si percepisce l’atmosfera del “qualcosa può succedere”. Ci sono moltissimi concerti a cui partecipare, locali da frequentare e frequentati da artisti con i quali confrontarsi. C’è un bel fermento.

Dal punto di vista della produzione, curata da Tommaso Colliva, il brano è molto radiofonico (la parola pop non mi è mai piaciuta). Raccontaci come è stato impostato il lavoro…
Parlando con Tommaso delle mie idee sul progetto, è emersa l’esigenza di un brano un po’ “up”, un po’ carico. Mi sono concentrato in questa direzione: cassa in quattro, linea molto dritta ed efficace… Ho voluto comunque dare al tutto un tocco malinconico nelle melodie e una sfumatura di rabbia nella voce, per un risultato contrastante. È il racconto di un sabato sera, con la sua parte “pop”, appunto, ma anche con i suoi risvolti più “rock”. Sono nato e cresciuto con l’hard rock… e questa cosa me la porto dietro.

Ecco, a proposito… Quali sono le tue ispirazioni musicali di riferimento e quali sono i tuoi ascolti del momento?
Se dovessi partire dai primi ascolti consapevoli della mia “crescita musicale” ti direi i Led Zeppelin. Sul fronte italiano, Lucio Battisti, Lucio Dalla, Rino Gaetano e Franco Battiato sono i quattro artisti intoccabili, con Battisti e Dalla come fari assoluti del cantautorato. Poi ascolto tantissima musica e di vario genere. Ad esempio… Amo Beck e nell’ultimo periodo sono in fissa con Post Malone… Mondi lontanissimi ma mi piace prendere ispirazioni di varia provenienza.

Sei stato nominato Artista del Mese (di febbraio) da MTV New Generation. Che effetto ti ha fatto?
È stata una sorpresa incredibile. Ero in studio al lavorare quando è arrivato il tag di MTV New Generation… una figata! Io sono cresciuto guardando i video e mai avrei immaginato che un mio pezzo, un giorno, potesse girare su MTV. È sicuramente un po’ strano… Mi era già capitato di vedermi in tv come bassista di altri artisti ma quando succede per un progetto del tutto personale è una grandissima emozione.

Per l’ultima domanda riprendo il concetto che esprimi nel singolo. C’è stata una notte che si è dimostrata per il tuo percorso la notte della vita?
Probabilmente è stata la notte in cui ho deciso di buttarmi a capofitto in questo progetto, l’attimo in cui ho detto: “Mi prendo il mio momento e mi dedico a questo”. In realtà, è successo tutto molto in fretta. Ti spiego un po’ nel dettaglio come è andata… Ho iniziato a scrivere canzoni per il piacere di farlo e per dare espressione alle mie idee. Tuttavia, è stato necessario un periodo di metabolizzazione per passare alla fase: “Lo faccio davvero”. Mi ricordo la sera trascorsa da solo, ascoltando musica, riascoltando i provini, che rappresenta la chiave di volta per tutto il progetto. Non era una notte confusa, non ero in giro – come invece accade nel racconto di “Tutto stanotte” – ma è avvenuto proprio quello switch psicologico per intraprendere il mio percorso, con determinazione come ho sempre fatto. Vediamo dove porterà.

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