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Interviste

I Segreti e il loro nuovo album Qualcosa da Risolvere

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I Segreti sono usciti il 5 febbraio con il loro nuovo album “Qualcosa da Risolvere”, loro sono una band pop di Parma fondata nel 2013 da Angelo Zanoletti, Emanuele Santona e Filippo Arganini. Posseggono un pop moderno, qualcosa da dire e quel pizzico di follia dei giovani che rende il tutto piacevolmente fresco da ascoltare. Sono una band da quattro milioni di streaming anche se non sentono il peso di questi numeri, sono tosti e sanno come parlare alle nuove generazioni, non si fanno illusioni e aspettando la giusta direzione ci regalano la loro musica.

“Qualcosa da risolvere” è un album romantico e garbato, una bella track list che scende bene come un ottimo bicchiere di rosso. Come nasce questo disco?
Questo disco nasce alla fine del tour di “Qualunque cosa sia”. Appena finito di viaggiare in macchina e suonare abbiamo cominciato a pensare un pò a cosa voler dire con le prossime canzoni e soprattutto che parole usare per raccontarci in nuovo Album. È stato un percorso lungo, ci abbiamo messo più di un anno e mezzo per riuscire a registrare tutto.

Un lavoro molto ben fatto con piccole influenze lontane. Ho molto apprezzato il sound delle percussioni soprattutto in “Non Cambierà”, un pizzico di sud America o mi sbaglio?
Si, forse, chissà. Questa canzone nasce in studio con Simone Sproccati, con cui abbiamo prodotto il disco. Abbiamo cercato fin da subito di spaziare a livello ritmico e cercare di esplorare vari mondi ancora a noi sconosciuti. Probabilmente è dalle percussioni di “Non cambierà” che hanno dato il via anche a varie ritmiche presenti nel Disco, per esempio quelle di “Salto”.

 Avete detto: “Un altro disco pop con una serie di canzoni da risolvere”, mi piacerebbe approfondire questa definizione.
Questa è una bella domanda. Questa definizione diciamo che nasce dal gioco di parole col titolo dell’album. È stata una frase uscita di getto, in maniera istintiva, probabilmente se la spiegassimo rischieremmo di togliere un po’ di magia.

Ascoltando “Vivi” ho avuto la netta sensazione che si parlasse di pandemia e di ciò che dovremmo apprezzare quando lo abbiamo e non quando ne siamo senza. Come avete vissuto le privazioni della pandemia e quanto hanno influito sulla vostra musica?
Questa cosa della pandemia è stata ovviamente stranissima; sia da un punto di vista musicale, che ci ha impedito spostamenti e quindi di non lavorare a pieno regime sul disco ma anche da un punto di vista di comprensione delle canzoni. Ti spiego: Canzoni come “Come fai tu” o “Vivi” sono state scritte molto prima della pandemia eppure a causa di quello che è accaduto hanno cambiato il loro contesto, sono state per forza di cose collocate in questo periodo. Diciamo questo non perché vogliamo lamentarci della cosa, ma perché ne siamo rimasti sorpresi. Alla fine è proprio vero che le parole cambiano a seconda del contesto in cui viviamo.

“Generazione” mi è piaciuta davvero tanto, lo trovo un brano completo e significativo. Quali sono i conflitti con le generazioni che vi circondano?
Qui potremmo aprire mille discorsi sull’argomento, diciamo, però, che la mancanza di figure di riferimento sono una grave perdita, ci sente facilmente smarriti, si vive nella totale insicurezza.  Oggi rispetto a prima c’è la “libertà” di decidere chi vuoi essere e questo automaticamente porta con se anche varie forme di frustrazioni e insicurezze. È molto facile voler essere qualcuno che non sei, pensare che “se loro sono cosi lo posso essere anche io”, ma non è vero. Questo è sicuramente un punto molto sensibile della nostra generazione insieme a tanti altri, a nostro parere, e che questo aspetto possa portare anche a forme di angoscia e di ansia che sono ormai famose ai giorni nostri.

Cosa vuol dire essere giovani oggi?
Significa cercare di essere intelligenti e fare le scelte giuste seguendo il proprio istinto.
Significa resistere.

Siete insieme dal 2013, c’è stato un momento nel quale avete avuto paura di non riuscire ad emergere dal calderone musicale?
Ma guarda noi non ci sentiamo emersi in realtà. Noi sentiamo di stare facendo un percorso, il percorso che fa per noi e che abbiamo scelto noi, dove questo porterà non lo sappiamo, ma come dicevamo prima è importante seguire il proprio istinto e vivere le cose nei modi e nei tempi che conosci.

Siete comunque un gruppo che ha avuto quattro milioni di streaming, non è un numero da poco, i social per voi sono stati un veicolo di notorietà?
Noi non abbiamo un Instagram o dei social fortissimi e forse non lo avremo mai. Fa male pensare che sia l’unico modo per comunicare con il pubblico ma per adesso in effetti sembra un po’ così… Noi puntiamo molto sulle canzoni e sempre lo faremo, convinti che un giorno anche questo ciclo di comunicazione folle faccia il suo corso. Le cose cambieranno un giorno dai. Crediamoci!

Dove sta andando la musica oggi?
Speriamo dalla nostra parte!

 Il 15 febbraio 2022 sarete protagonisti di un evento live streaming ai Magazzini Generali a Milano, come vi state preparando all’evento?
Ancora non ci stiamo preparando, essendo tra un anno avremo tempo per pensare a tutto e fare un bello spettacolo. È stato un evento a cui abbiamo pensato molto prima di annunciarlo ma ci andava di lanciarci e fare questo passo. Sarà bello.

 

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FUTURA DISCHI
Futura Dischi nasce in un pomeriggio di febbraio nel 2018. Contemporaneità, nelle canzoni e nel modo di comunicare. La testa e l’ufficio a Milano, il cuore a Napoli. Nei primi due anni di vita la label colleziona oltre sette milioni di stream.
Al centro di Futura s’intravedono i contorni più promettenti della musica italiana, quella nuova e indipendente.

Artisti: I Segreti, Costiera, Meli, cecilia, idontexist, Gabriele Troisi, Riva, Uruguai

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