Avincola, Turisti tra bellezza e malinconia

Il 26 febbraio, quattro giorni prima di esibirsi sul palco dell’Ariston, il giovane cantautore romano Avincola pubblica il suo album di debutto Turisti. Il disco è anticipato da tre singoli: Tra Poco, Un rider (usciti nel 2019) e Miami a Fregene (2020), mentre il brano con cui entra in gara per le Nuove Proposte di Sanremo è Goal!.
Prodotto da Alberto Quartana e Mauro Ciolfi per Leave Music e da Emiliano Bonafede per quanto riguarda la produzione artistica, Turisti è un album di matrice indie che va a mescolarsi con elementi cantautorali, acustici ma anche synthpop permettendo ad Avincola di spaziare e sperimentare su uno spettro musicale decisamente ampio.

Il disco all’ascolto procede come una sorta di piano sequenza, una carrellata di memorie e di posti già visti, sensazioni provate nel bene e nel male, dove sono gli stessi ascoltatori a ritrovarsi nei turisti del titolo. L’artista ci invita nei suoi scenari solo superficialmente autobiografici, ma pregni di dettagli da esplorare riscoprendo il piacere delle piccole cose; il tutto inevitabilmente influenzato dalle suggestive immagini all’interno dell’immenso quadro romano.

Calatevi quindi nelle vesti di turisti, prendete le vostre valigie e partite per questo viaggio di emozioni, di dolci dejà-vu, di sorrisi e di malinconia.

 

Il 26 febbraio è uscito il tuo primo album, “Turisti”. L’album è anticipato da tre singoli e il primo, “Tra Poco”, risale al 2019. Sapevi già che sarebbe stato parte del disco? Ci stavi già lavorando allora?

Sì, mi piaceva l’idea di cominciare il progetto del nuovo album con un titolo che fosse anche un messaggio: “Tra poco”. In effetti però, ora che ci penso è passato un po’ di tempo perché ho voluto lavorare molto insieme a Emiliano Bonafede, il mio produttore artistico, affinché i brani potessero avere un sound il più espressivo possibile.

Con il tuo ultimo singolo “Goal!” invece hai partecipato come nuova proposta al festival di Sanremo, quattro giorni dopo la pubblicazione di “Turisti”. Come hai vissuto quest’esperienza di Sanremo? Hai suonato ad altri festival in precedenza?

Ho fatto tanta gavetta e spero di farne ancora perché amo raggiungere gli obiettivi faticando e lavorando sodo. Sanremo è stato pazzesco, una botta di adrenalina che ho ancora addosso. La cosa più bella che sto ancora constatando è il fatto che tantissima gente si sia riconosciuta nelle parole di “Goal!”, una canzone che lancia un messaggio di rivincita e ottimismo. L’ultimo festival a cui ho partecipato prima di Sanremo è stato l’Indiegeno Fest. Lo ricordo con estremo piacere perché è stato l’ultimo live davanti a un pubblico ed è un’iniziativa meravigliosa che si affaccia sul bel mare siciliano.

Parlando ancora di Sanremo, com’è stato il rapporto con gli altri concorrenti?

Abbiamo subito stretto una bella amicizia, ancora ci scriviamo e ci prendiamo in giro (io sopratutto con Folcast) sul nostro gruppo whatsapp. Chissà che non nasca qualche collaborazione tra qualcuno di noi. Sarebbe bello mischiare i nostri immaginari così diversi

Lavoreresti (o lavorerai) in futuro con altri concorrenti del festival?

Mi piacerebbe molto scrivere per altri e insieme ad altri. È una cosa che sarebbe sicuramente stimolante. Bugo, Ermal Meta, Coma Cose, Colapesce-Dimartino, Arisa, Malika. La lista è bella lunga!

“Turisti” è molto indie, sia nel sound che nei testi. Sei stato influenzato da qualcuno in particolare durante la produzione?

Io non direi esclusivamente “indie”. Diciamo che ho cercato di creare il giusto equilibrio tra un sound acustico a cui sono molto legato e un insieme di elementi elettronici. Quando scrivo cerco sempre di non sentirmi parte di un solo genere musicale. Amo spaziare, stupire e sopratutto stupirmi.

I testi del tuo album mi hanno dato l’idea di essere frammenti di storia vissuta. “Turisti” è un disco di immagini, hanno un soggetto particolare a cui si rivolgono?

In effetti parto sempre da qualcosa di autobiografico ma poi lo trasformo, altero la realtà. Questo è il bello dello scrivere canzoni. Puoi decidere tu il finale. Sicuramente è un disco di immagini molto nitide che nascondono però tanti piccoli particolari. Infatti è proprio è questo il concetto: ritrovare il piacere di dare importanza alle piccole cose.

Tu sei parte della scena romana, quanto ha influenzato la produzione del disco l’ambiente della capitale?

Sicuramente quando costruisco uno scenario, mi vengono in mente angoli di Roma. Essendo io molto pigro, il solo fatto di pensare di ambientare una canzone in un luogo troppo lontano mi fa venire l’affanno!

Vuoi dire qualcosa ai tuoi ascoltatori?

 Certo! Ascoltate! Ascoltate sempre!