Pascucci racconta la violenza con la sua Coriandoli e Cicatrici

Dal 6 aprile è disponibile per l’ascolto Coriandoli e Cicatrici, l’ultimo singolo del giovane cantautore Pascucci. Nella canzone l’artista affronta i delicati temi della violenza e dell’abuso facendo riferimento ad un’esperienza vissuta da una persona a lui vicina, rapportando l’innocenza dell’infanzia rappresentata dai coriandoli al trauma che ferisce e rimane addosso alla vittima come delle cicatrici. Questo perché il testo si rivolge direttamente alla vittima e, più che una condanna diretta all’aggressione, è un messaggio di solidarietà verso tutti coloro che vivono la stessa situazione del soggetto nel brano e si trovano in difficoltà con l’accaduto.

Il beat, prodotto dallo stesso Pascucci, è costruito ad hoc per la canzone: una base leggera e pop che nasconde però dei toni malinconici che seguono perfettamente il contenuto del testo.
L’artista attraverso questo singolo porta all’attenzione dell’ascoltatore un problema sociale che, nonostante il periodo storico di movimenti di solidarietà e di sensibilizzazione del tema, affligge ancora pesantemente le vite di molte persone nel mondo.

Nell’intervista Pascucci parla del brano, del processo che ha portato alla sua creazione e dei messaggi al suo interno.


Il 6 aprile è uscito il tuo ultimo singolo, Coriandoli e Cicatrici, che tratta un argomento molto delicato: quello della violenza e dell’abuso. Innanzitutto, a quando risale la scrittura del brano?

La scrittura del brano risale a settembre, mi avevano da poco raccontato un’esperienza di violenza subita e quella testimonianza mi aveva colpito così tanto che quando creai la base del brano mi venne spontaneo scrivere il testo che potete ascoltare nella canzone.

Qual è il tuo rapporto con i temi trattati?

Fin da quando son piccolo ho sviluppato una forte sensibilità, è la mia arma a doppio taglio, da un lato mi permette di entrare meglio in contatto con le persone vicino a me, dall’altro mi fa sentire molto il peso di certe situazioni, sia che io le abbia vissute o meno.

Ciò che fai passare nel testo è sicuramente positivo, speranzoso, ed il fatto che sia un messaggio rivolto direttamente alle vittime di violenza piuttosto che una mera condanna generale è molto nobile.

Voleva essere un messaggio diverso dal solito, ho cercato di mettere in evidenza tutto il percorso che una vittima è costretta a compiere dopo una violenza e allo stesso tempo ho voluto mandare un messaggio di vicinanza e di speranza a chi si trova in difficoltà.

Il titolo della canzone, Coriandoli e Cicatrici, è un’immagine impattante. Puoi spiegare il suo significato?

Nel brano in particolare, si parla di una ragazza che ha subito una violenza quando era più piccola. Volevo quindi creare una contrapposizione tra l’innocenza dell’infanzia e la crudeltà della violenza. In questo i coriandoli, da sempre simbolo di festa e gioia, e le cicatrici, ferite che si rimarginano ma che rimangono per sempre sulla nostra pelle, mi son sembrate le immagini più adatte.

La strumentale è perfetta per il pezzo, coerente con lo stile dei singoli precedenti ma anche con la gravità e l’importanza di questo. Te ne sei occupato interamente tu?

Si, mi piace molto creare produzioni musicali, dopodiché mi lascio trasportare dalle emozioni che esse mi trasmettono per quanto riguarda la scrittura.

Pensi che, specialmente in questo periodo storico di grande rivalsa, serva sensibilizzare maggiormente questo tipo di argomento?

Assolutamente si, nonostante si cerchi di fare dei passi in avanti, ancora c’è molta strada da fare.

Vuoi dire qualcosa ai tuoi ascoltatori?Vorrei ringraziare tutte le persone che mi stanno supportando e che credono in questo mio percorso continuando a sostenermi.

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