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Interviste

Chiara White, Pandora è una raccolta di mostri interiori specchio della realtà

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Pandora, il secondo disco di Chiara White, è uscito lo scorso 7 maggio per Suburban Sky Records. E’ una raccolta di mostri, ne più ne meno, che servono a raccontare la realtà ma, a pensarci bene, è quello che gli esseri umani fanno da tempo immemore: inventano creature inesistenti e le incaricano di incarnare le loro paure e i loro incubi, e magari anche un paio di speranze qui e la. Chiara White ha chiamato il disco come il mitico vaso che conteneva malattie e disgrazie, e che in fondo conservava la speranza, ed è stata Pandora stessa a chiudere il coperchio prima che la speranza scappasse. Ogni mostro, ogni creatura mitologica, è padrone di una canzone e di una paura, e Chiara White le canta tutte. Una per una.

Prima di tutto: Pandora. Ho letto un libro di Eva Cantarella, che si chiama “Gli inganni di Pandora”, che tratteggia in che modo la discriminazione di genere fosse già iniziata al tempo degli antichi greci. Se ci pensi tutte le sventure mitologiche sono colpa nostra: Pandora, Elena di Troia, Medusa (che prima viene stuprata e poi fatta fuori) eccetera. La domanda è, visto che anche a te pare piacere Pandora: secondo te questo timore, questa paura che sembrano avere del sesso femminile, può darci più potere di quanto ci aspettiamo? Se cerchi di far sparire qualcosa, di cancellarlo, vuol dire che ti fa paura, giusto?
Ciao Valentina! Bella domanda e bella riflessione! Direi che sono molto d’accordo con te… da sempre la donna è considerata colpevole, rea… la mela di Eva, il vaso di Pandora… in fondo però se ci pensi è grazie ad Eva se esiste il mondo… altrimenti Adamo ed Eva sarebbero ancora a godersela nell’Eden senza procreare. Quindi, ragionando per simboli, già nel mito la donna ha effettivamente il potere, è fertile! Vista da un punto di vista più sociologico direi che è chiaro che la cultura è sempre stata maschile, dunque mettere la donna in posizione di svantaggio e svalutarla, attraverso storie, racconti, miti, simboli (che vanno a costruire l’inconscio collettivo) è una fortissima forma di violenza… e la violenza si rivolge sempre nei confronti di quello che ci fa paura.

Tu parli di mostri: in latino “monstrum” non ha necessariamente un’accezione negativa perché significa sia “ciò che spaventa” ma anche “ciò che desta meraviglia e stupore”. Credi che dovremmo riappropriarci anche di questo secondo significato? Potrebbero cambiare tante cose!
Assolutamente sì, è questo il messaggio di tutto il disco… viviamo in un mondo che ci vuole sempre attivi, allegri, performanti, felici… ma in modo finto, incompleto, superficiale. C’è molto di più dentro e fuori di noi, nel bene e nel male… e non può essere ignorato per sempre.

Detto fra noi, credo che il mostro del Girotondo sia quello più invisibile e spaventoso di tutti. Da lui deriva anche il Kraken di Neroseppia, credo. E penso che tu sia una delle uniche artiste con cui ho avuto il piacere di parlare che ha visto il ripetersi ciclico delle cose, la ruota del karma o come la vuoi chiamare, come un mostro vero e proprio. Più che una domanda, quindi, è un chapeau!
AHAH grazie! Ci hai preso in pieno…

Domanda tecnica: so che sei anche un’attrice. Il teatro è entrato nella tua musica? E ti ha dato una mano a tratteggiare i personaggi dei mostri di cui canti?
Sicuramente il teatro ti mette a contatto con parti profonde di te e ti aiuta a tracciare queste parti come dei personaggi definiti, individuati… i miei mostrini in fondo sono i personaggi che mi abitano… quelli antipatici, quelli scomodi, spaventosi, dolorosi… quei ruoli che io stessa preferirei non recitare, ma che fanno parte di me e non posso fare altro che accettarli. A proposito di teatro a questo link trovate il live in streaming della presentazione del disco, in cui c’è decisamente qualcosa di teatrale https://www.youtube.com/watch?v=Y0cYp-XTlY0&ab_channel=LaChute

Ultima cosa: se tu potessi suonare ovunque, ma ovunque per davvero (tipo sulla Luna o nella Fossa delle Marianne) dove suoneresti?
In mezzo al mare non sarebbe male!

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