Salmo presenta FLOP, il suo peggior disco

Il 17 settembre viene ufficialmente annunciato su Instagram il sesto album del rapper sardo Salmo. Il titolo è FLOP, la copertina è una rielaborazione de “L’Angelo Caduto” di Alexandre Cabanel, i quattro featuring sono lasciati segreti fino all’uscita dell’album. FLOP è stato anticipato in diversi modi: da una serie di cartelloni digitali e un manichino del rapper investito da una Cadillac (tattica aspramente criticata dall’associazione delle vittime della strada) nella città di Milano ad uno spoiler del brano CHE NE SO in anteprima durante un dj set a Polignano a Mare.
L’uscita il primo di ottobre rivela le quattro collaborazioni che sono – in ordine di apparizione – Noyz Narcos, Marracash, Gué Pequeno e Shari. Nello skit vocale VIVO la voce narrante è quella dell’attore romano Josafat Vagni, mentre nel brano A DIO la chitarra è quella di Alex Britti.
L’album conta 17 tracce e vede la partecipazione alla produzione di Low Kidd, Andry the Hitmaker, Mace, Takagi e Ketra, Verano e Luciennn.

Ci sono diversi brani che mi hanno colpito fin dal primissimo ascolto, uno su tutti A DIO: il pezzo è costruito sul riff di chitarra di Alex Britti, sporco di swamp blues, reminiscente in qualche modo del mood cajun già riscontrato in Don Medellìn (Hellvisback). Non il primo rimando al quarto album di Salmo, visto che una traccia si chiama proprio HELLVISBACK 2. Altri pezzi degni di nota sono la martellante FUORI DI TESTA; il “sequel spirituale” di Rob Zombie (Midnite) GHIGLIOTTINA sempre con Noyz Narcos, un pezzo aggressivo dal beat vecchia scuola firmato Low Kidd; la “kanyewestataYHWH con un attacco killer di Gué Pequeno e diversi rimandi più o meno espliciti al rapper di Atlanta.

Tutto sommato sono pochi i pezzi che non mi hanno convinto; tuttavia, è da notificare la mia percezione di un ritmo altalenante tra le diciassette tracce: questa probabilmente dovuta alla presenza di diversi generi in FLOP che da un lato evidenzia l’abilità di Salmo nel non restare incastrato in un genere e di sfuggire alla monotonia, ma dall’altro rende un po’ evanescente (almeno dal mio punto di vista) la continuità del disco. Nulla che abbia minato pesantemente il mio ascolto dell’album, che a mio avviso è un prodotto di tutto rispetto.
FLOP non rispecchia sicuramente il titolo, ma mi risulta nemmeno abissalmente meglio di Playlist o di un altro album precedente. FLOP è da considerare unico nel suo genere, è un disco godibile e non mancano né le hit né i pezzi per puristi o fan di lunga data. È un disco di Salmo e basta, ha tutti gli elementi che hanno reso celebre e rispettabile il rapper olbiese. I testi sono fiumi di parole, non mancano riferimenti ad eventi recenti, rimandi politici, critiche, parentesi anti-politically correct.
Se ti piace Salmo ti piacerà FLOP. E se non ti piace Salmo, è sicuramente un buon disco per cominciare ad ascoltarlo e farsi un’idea di chi si sta parlando.

In conclusione, ascolto caldamente consigliato.