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Interviste

Savma, speranza, accettazione e delle diversità attraverso Le Parole

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Savma, cantautore palermitano che vive a Roma da quando aveva 18 anni, presenta Le parole, il suo nuovo singolo, per Maionese project di Matilde dischi. In un epoca in cui se non dici quello che pensi sempre e comunque non esisti, anche a costo di esprimersi su fatti su cui non siamo informati, Le parole è una richiesta di prestare attenzione, di fare caso a quali parole usiamo e come le usiamo. Con un pop elettronico e trascinante, Savma racconta di speranza, accettazione e delle diversità che ci rendono umani.

Parli di accettazione, diversità e libertà come ricchezze. Intanto è stato affossato il DDL Zan. Pensieri e opinioni?

Tu credi sia stato affossato? Io no! Sono stato deluso, amareggiato da quello che ho visto attraverso i social media, e non ti nascondo che ho provato rabbia e dolore, ma quello che è successo non ci deve sconfiggere: la diversità, la libertà e l’accettazione che io scrivo nel mio brano sono fatti concreti. La loro logica, priva di ogni senso, non può vincere. Siamo dovuti arrivare ad una legge che protegga la libertà di essere quello che siamo? Ma noi siamo e saremo sempre noi stessi.

L’uso delle parole, ultimamente, sta raggiungendo l’importanza che merita. In ogni contesto l’uso di una parola al posto di un’altra cambia molto. Credi che questa consapevolezza stia aumentando? E quanto dobbiamo continuare a lavorarci?

Le parole sono un mezzo necessario per poter esprime quello che abbiamo dentro, nella nostra anima, ed è per questo che assumono un valore importante, così importante che la stessa parola usata in una frase, piuttosto che in un’altra, assume un significato diverso che può far male. Penso che, purtroppo, la nostra società ancora non sia pronta per capire quanto sia importante l’utilizzo verbale, ancora siamo ben lontani dal capirlo! Quello che mi solleva è che la mia generazione e la generazione dopo di me sta cominciando a rendersene conto, dobbiamo solo essere tenaci e non mollare mai.

“La tua immagine allo specchio prende a pugni la tua diversità/staremo insieme quando tutto cambierà”. A cosa ti riferisci, di cosa stai parlando in questi due versi?

Ti faccio io una domanda: ti sei mai trovata davanti allo specchio e non riconoscerti? Pensa quante persone devono fingere di essere quello che non sono per motivi lavorativi, familiari, sociali, e quando tornano a casa si ritrovano da soli e davanti ad uno specchio si chiedono “perché?”. La vita ti prendi a pugni, prende a pugni la diversità che sei e non solo per un orientamento sessuale: quante persone fragili ci sono con malattie mentali, o pensiamo alla disuguaglianza razziale o tutte quelle donne che subiscono violenze e per paura di essere giudicate non parlano, o di quei ragazzi che subiscono bullismo di qualsiasi genere. Il mio grido con questo brano è di cambiare, e cambiare stando insieme, uniti, perché solo così tutto cambierà.

Al momento per fare concerti ci sono ancora un sacco di ostacoli. Come promuoverai la tua musica?

Gli ostacoli si superano: oggi, ringraziando i social, possiamo arrivare ovunque. I concerti sono importantissimi perché è li che trovi il contatto umano, il guardarsi negli occhi e vedere l’emozione delle persone che cantano insieme a te i tuoi brani, un abbraccio che ti dà calore, energia e sostegno, ma certamente non mi fermerà questo momento pesante che stiamo vivendo tutti noi. Io amo le persone e darò sempre il massimo esprimendo con i miei brani quello che sento, e spero con tutto il cuore che questo arrivi dritto.

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