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Interviste

Davide Sammarchi, And In Silence I Found My Voice è un invito a rallentare e un viaggio nei ricordi

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Davide Sammarchi è un pianista che racconta i suoi paesaggi interiori attraverso le sue note. Un pianista contemporaneo con una passione per il Nord Europa, sia a livello naturale che musicale. Davide Sammarchi ha pubblicato “And In Silence I Found My Voice”, il disco di debutto nel quale esprime la sua passione per la natura e per i viaggi, fonte d’ispirazione per le sue composizioni. La musica, dichiara l’artista, è il suo posto sicuro. Le sue composizioni comunicano infatti un senso di pace e gratitudine per le piccole cose della vita, un momento per rallentare in un mondo che a volte và troppo veloce.

Album di debutto: suona davvero bene. Se oggi dovessi mettere in musica le tue emozioni per l’uscita del tuo lavoro musicale quale brano le esprimerebbe al meglio? 
Bella domanda! Direi ‘Amori Con Le Ali’ di Niccolò Fabi, è un brano che sto ascoltando molto in questo periodo e che esprime bene quello che sto provando dalla release del disco. Una canzone che è un invito a  non rimanere statici, cambiare visuale ed abitudini, un suggerimento a lasciarsi trasportare dalla musica.  Così voglio fare con questo disco, che sia un inizio, una partenza, io mi lascio portare. 

“And In Silence I Found My Voice” è il brano che oltre ad essere il singolo è anche quello che dà il titolo all’album. Eri davvero circondato da un silenzio così puro quando hai composto questi brani? 
Quando scrivo un brano tendenzialmente ho necessità di avere molto silenzio attorno e in particolare l’idea del concept dietro questo disco mi è venuta in Finlandia dove davvero il caos e i rumori sono concetti lontani. ‘And In Silence I Found My Voice’ parla di momenti che non volevo dimenticare, di amicizie, di quei sogni che abbiamo da bambini e che vogliamo tenere con noi crescendo, della necessità di rallentare quando intorno a noi il mondo và troppo veloce. Parla della natura attorno a noi, che se ci fermiamo ad osservare e ad ascoltare, ha tantissimo da insegnare. E’ l’inizio di un viaggio

Non amo la tendenza che porta ad avvicinare la produzione di un artista a riferimenti musicali, la creatività è soggettiva, ma le influenze nella nostra vita e nell’arte sono presenti anche quando non ce ne accorgiamo.  C’è un autore, in particolare, che porti chiuso nel cuore? 
Decisamente più di uno, ascoltare tanto degli artisti li rende un po’ i tuoi ‘maestri’ ed è naturale portare anche inconsapevolmente un po’ della loro influenza nella propria scrittura. Fatico molto a sceglierne uno ma direi Ólafur Arnalds, ha la capacità di trasportarmi in un mondo a parte. Per farti capire sono riuscito a sentirlo una volta dal vivo, sotto un temporale assurdo a Milano e questa sensazione di trasporto era talmente forte che mi sono totalmente dimenticato della pioggia che cadeva, come se mi trovassi davvero in un luogo lontano. 

Dopo questo album credi di conoscerti più a fondo? 
Assolutamente. La scrittura di questo disco è stato un processo fondamentale per affrontare i miei dubbi, rafforzare le mie certezze e capire davvero qual è la mia ‘voce’, le cose che voglio dire. 

Un musicista non espone mai la sua personalità a parole perché parla attraverso la musica, oggi mi piacerebbe conoscere l’uomo che è dietro al pianoforte. Chi è Davide Sammarchi? 
Ho sempre trovato difficile parlare di me, sicuramente un ragazzo innamorato della musica, a volte un po’ distratto, di poche parole. Ho sempre preferito ascoltare le persone piuttosto che raccontarmi, mi piace aspettare di capire bene prima di esprimermi, cerco di restituire alle parole il peso che hanno e detesto parlare a vuoto. 

Sei più affascinato e quindi ispirato dall’arte in generale, da qualcosa di ancora più etereo o, esattamente l’opposto, da quello che tangibilmente I circonda? 
Direi entrambe le cose. Sicuramente le esperienze di vita concrete che faccio hanno una forte influenza nella mia musica ma allo stesso tempo interessarmi ad opere di artisti che ammiro mi trasmette, oltre ad una carica pazzesca, la necessità di ‘parlare’ di quella bellezza, di quelle sfumature delle emozioni umane e di quella voglia di ‘andare oltre’, di cui solo l’arte riesce a farsi portavoce. 

Uno dei brani che più mi ha rapita è “Sitka”. Dura molto poco e mi ha lasciata con la voglia di volerne all’infinito. È un luogo o una persona?
Sitka è legata ad un concetto. È un luogo in Alaska dove si può ammirare una tipologia di abete i cui rami crescono senza mai toccare quelli dell’albero vicino. Oltre a formare dei bellissimi mosaici nell’aria, è un modo per garantire ad entrambi un’equa distribuzione di risorse nutritive e di luce del sole. lo trovo un bellissimo insegnamento, ci ricorda che siamo tutti un unico organismo e quindi è fondamentale il rispetto per l’altro. 

La musica può rendere meno fragile la nostra anima? 
Secondo me ci ricorda la bellezza della fragilità, di commuoversi. Ascoltare una musica, andare ad un concerto spesso ci fa sentire più compresi, meno soli, e in questo senso si, è una forma di guarigione. 

E rendere più fragile l’artista che la compone? Chopin, genio assoluto, non è mai riuscito a trarre forza dalle sue composizioni e nella vita, anche per motivi di salute, era un uomo molto fragile
Credo che possa avere un ruolo quasi catartico. Ci permette di liberarci da ‘contaminazioni’, episodi o ricordi negativi che trasformati in una musica perdono quel dolore e diventano qualcos’altro. ‘Monoceros’ per esempio è un brano che ho composto in un periodo abbastanza difficile per me e mi ha permesso di affrontarlo diversamente. Ma penso si tratti più di accettare alcune fragilità piuttosto che volerle perdere. 

Dieci sono le tracce che compongono l’album “And In Silence I Found My Voice”, hai dovuto scegliere di lasciare fuori dei brani che potresti farci ascoltare in una prossima uscita?
Erano i brani più coerenti tra di loro tra quelli che ho scritto per l’idea di suono che volevo portare in questo primo disco, ho alcuni brani che ho tenuto fuori e altri su cui sto lavorando.

tracklist

Ad Occhi Chiusi – Variazioni di Luce – And In Silence I Found My Voice 

Aurora – Kiitos – If Someone Loves A Flower – Il Mare e L’Incanto

Monoceros – Goccia di Vetro – Sitka

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