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Interviste

MUMEx Trio, la “Spirale Cosmica” è la musica che scandisce il ritmo delle nostre esistenze

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Uscito il 2 febbraio il primo video-album, FOLDS OF TIME, di MUMEx Trio ovvero il pluripremato compositore e musicista di fama internazionale Louis Siciliano (al pianoforte), insieme a Roberto Bellatalla e Mauro Salvatore, due eccellenze assolute del jazz, rispettivamente al contrabbasso e alle percussioni. È un viaggio lungo 43 anni – intenso, travagliato e profondamente interiore – quello che ha portato Louis Siciliano e il suo MUMEx Trio alla realizzazione di un progetto unico come Folds Of Time. Louis Siciliano incontra il bassista Roberto Bellatalla – che lui stesso definisce “protagonista dell’avant-garde music a Londra per più di 30 anni” – e il batterista Mauro Salvatore per portare a livello pratico le parole contenute nel suo libro Music Multiverse Exploration (MUMEx, appunto) ispirato a John Coltrane e basato sul concetto che la musica sia mossa da ciò che regola l’universo, tra simmetrie e l’opera didattica di George Garzone. Un Ulisse della musica che fa della ricerca la sua stessa ragion d’essere. Un viaggio sperimenta-le per un caleidoscopio di influenze e sonorità, pensando a John Coltrane e a quella musica che regola l’universo, tra passaggi onirici e metafisici, astratti, malinconici e ritmici: è questo Folds of Time. “Tutto ciò che è stato prodotto in precedenza è solo un Prologo. – spiega Louis Siciliano – Da Folds Of Time inizia un periodo in cui lavoro, ricerca, pratica spirituale e musicale coincidono perfettamente” e aggiunge “Ho dovuto aspettare 43 anni per ottenere il mio linguaggio. Anni di studio, di quasi disperata ricerca, persino anni drammatici. Ma, alla fine, sono felice di aver raggiunto il punto di partenza. Un punto di partenza che non so dove mi porterà, ma sono innegabilmente entusiasta di potermi concentrare sul suono di MUMEx. Non mi sono mai fermato da quando avevo 7 anni”.

Il MUMEx Trio ci vuole regalare con Folds Of Time un’esperienza musicale completa, qualcosa, che se possibile, va oltre la musica. Una musica che regola l’universo. Sarebbe meraviglioso se fosse così. La musica regola davvero l’universo?
MUMEx Trio vorrebbe regalare al pubblico un’Esperienza. Una volta ho incontrato Brian Eno e ci siamo messi a parlare dell’attuale situazione discografica. Che molti artisti di oggi sono abilissimi PR sui socials ma poi la loro musica risulta banale e decisamente poco interessante. E Brian mi diceva una cosa importante: la cosa più importante oggi per un musicista è quella di riuscire a regalare al proprio pubblico un’esperienza. Per me quella fu davvero un’illuminazione.  Di solito questo tipo di “Esperienza”, si può vivere solamente durante il Concerto. Il rito del Concerto, la cosiddetta Musica dal Vivo rimane il cuore pulsante di tutta l’attività musicale. Visto che in questo periodo di pandemia non è stato possibile poter godere delle performances dal vivo, per i motivi che tutti noi conosciamo, abbiamo deciso con Gianluca Colantoni che ha prodotto FOLDS OF TIME con me, di regalare al pubblico un Video-Album ad alta risoluzione. Ovviamente è impossibile cercare di eguagliare le profondità emozionali che può evocare un concerto live ma comunque rimane uno strumento di “avvicinamento” importante per avvicinare la gente al nostro modo di fare musica. Ritornando alla domanda: Da sempre sono stato attratto dalle idee Pitagoriche. Ho dedicato anni e anni allo studio, alla ricerca: andando da Boezio a Joseph Schillinger, da Niccolò Vicentino a Nicolas Slonimsky. Per me cresciuto alla maniera medievale, nel senso alto del termine, in un paese di 4000 anime ai piedi del Vesuvio, il Quadrivium (Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica) era un qualcosa di vivo. Nel mio libro MUSIC MULTIVERSE EXPLORATION: A NEW COSMOLOGY OF THE SOUND ho cercato di unire Pitagora con Bohr e la musica quantistica ma anche Mandelbrot con le sue fantastiche geometri frattali, scrivendo: Tutto e Vibrazione. La Musica è vibrazione. Siamo tutti Musica e siamo tutti immersi in una meravigliosa Sinfonia Cosmica che ci circonda, nel macro e nel micro. Dalla voglia di rendere tangibili queste intuizioni e farle diventare musica, insieme a Roberto Bellatalla e Mauro Salvatore, abbiamo deciso di registrare questo album che è la prima tappa di questo viaggio nel Multiverso del suono MUMEx.

Come nasce un progetto così ricco di musica e contemporaneamente così metafisico da lasciarci a pensieri astratti e profondi?
La Musica, quella vera, non è un genere, non è una moda. La Musica è Vita. Per me è la forma più gioiosa e dinamica di percorrere il sentiero spirituale. Una spiritualità senza dogmi e completamente avulsa dai poteri che da sempre tendono a limitare la libertà degli esseri umani. La Musica esprime in primis, la vita degli artisti che la creano. Se Billie Holiday o Jimmy Hendrix non avessero avuto il percorso esistenziale che hanno vissuto, a prescindere che sia stato doloroso oppure no, non avrebbero potuto “partorire” la loro Musica che è magica, valica tempo e spazio ed è molto più cool di tanta “tappezzeria sonora” che siamo costretti a sorbirci senza poterci ribellare. Purtroppo la MUZAK imperversa di questi tempi. Mi fanno sorridere chi cerca di imitare questo e quello. Per me è importante vivere ciascuno la propria vita nella maniera più piena e più vera possibile per cercare di esprimere tutto ciò in Musica. In questo progetto ci sono la vita di Roberto Bellatalla al contrabbasso, di Mauro Salvatore alla batteria e la mia che in questo album suono il pianoforte (da compositore che è un’altra storia!). Tre vite che si nutrono tutti i giorni di musica e di tutto ciò che ruota attorno alla Musica: filosofia, fisica, acustica, matematica, spiritualità, poesia ma anche pittura e architettura. Tutto quell’enorme prodotto dello scibile umano che contempera i concetti di armonia, ritmo, pieno e vuoto, intensità, rarefazione, solo per citare alcuni parametri. I presupposti sono questi, poi ovviamente disse qualcuno “ai posteri l’ardua sentenza”. Comunque non potete capire la gioia di poter fare musica liberamente e a cuore aperto, senza pensare vende, non vende, va di moda non va di moda. Noi abbiamo voluto condividere la nostra verità nella massima purezza. Questo è davvero importante sottolinearlo.

Music Multiverse Exploration è il libro ispirato a John Coltrane. Come si riesce a trasformare in musica le proprie parole e a rendere accessibili gli stessi tipi di concetti?
John è stato un Sole per tutti noi musicisti. Un astro di prima grandezza che brilla imperituro nell’infinito cielo della Musica. Non solo il Jazz ma di tutte le musiche, perché per il sottoscritto esistono solo due generi: la Musica di qualità e la “muzak” a Napoli la chiamiamo “A’ Munnezza” (pure a Roma:))), forse rende meglio l’idea. Non vorrei apparire presuntuoso ma una volta Carmelo Bene quando ero un giovane ribelle (adesso sono quasi un cinquantenne ribelle ahimè.. il tempo passa per tutti) mi chiese: Ma per te la Musica è una questione di vita o di morte? Io gli risposi di si. Ho scelto di non fare l’intrattenitore e di non fare l’impiegato della Musica. Questa scelta la vita me l’ha fatta pagare molto molto cara. Non mi sono mai genuflesso al cospetto di nessuno. In totale devozione e nella massima umiltà sono un servitore di Madre Musica. Sono convinto che se si praticasse bene la Musica in giro, dalle scuole ai conservatori, e non in questo modo deteriorato che ha declassato la figura del maestro per far posto al “diplomificio”, questo mondo sarebbe molto molto più interessante, aperto, dinamico, felice e pacifico. La Musica è una terapia potentissima. Le parole sono limitanti rispetto al suono puro ed è questo il motivo per il quale io non mi sono mai dedicato totalmente alla forma canzone. Sogno un mondo nuovo che riporti l’ascolto al centro della vita delle persone ormai inquinata da miliardi di immagini senza senso e dalla grande truffa dei socials. Dico cose forti ma qualcuno le deve pur dire. Ecco questo credo quello che vogliamo esprimere con la nostra musica: verità, profondità, onestà. Ce la mettiamo tutta. Poi tra il dire e il fare… 

Ho letto una dichiarazione: “Da Folds Of Time inizia un periodo in cui lavoro, ricerca, pratica spirituale e musicale coincidono perfettamente” e che tutto ciò che è stato prodotto in precedenza è solo un prologo. Che tipo di prologo è stato e a quale tipo di ricerca ha portato?
Ho iniziato da professionista con la musica che avevo 12 anni. Guadagnavo 20.000 lire a canzone (non poco) coi matrimoni. Poi ho iniziato a dirigere l’orchestra e il coro a 16 anni. Di notte suonavo nei locali. Ho praticato tutti i generi dal metal al Jazz, a Napoli facevamo World Music molto prima che Peter Gabriel fondasse la real world. Ho composto, diretto, suono e prodotto su album più di 25 ore di musica. Sono stato un pioniere nel fare musica coi computer che all’epoca chiamavamo calcolatori, mi sono occupato di spazializzazione del suono tra i primi nel mondo, morale della favola? Ho preparato colori e pennelli come fece un famoso pittore in un antico racconto cinese. Se volete provo a raccontarvelo in breve.
Migliaia di anni fa in Cina un imperatore potentissimo fece radunare alla propria corte i più grandi artisti accorsi da tutte le parti del suo sterminato regno per selezionare il pittore che doveva fare un quadro al suo gallo da combattimento. Tutti si cimentarono nell’impresa per mesi e mesi ma l’imperatore era totalmente scontento del risultato. Un giorno fu avvicinato da un suo consigliere che disse: “Maestà un pittore bravissimo che conosco vive nelle montagne e non si è presentato qui da noi”.  “Fai sellare i cavalli che lo andiamo a cercare” disse l’imperatore. Arrivarono al posto e si presentarono al pittore chiedendogli di fare questo ritratto al gallo che avevano portato con se nel frattempo. Il pittore stette in silenzio a osservarlo e disse di ritornare dopo un mese. Dopo un mese l’imperatore ritornò con tutti i suoi cavalieri. Il pittore disse che non era pronto e chiese di poter avere tre mesi. Dopo tre mesi la nobilissima brigata si presentò dall’artista il quale candidamente confessò di non aver svolto il suo compito. Allora l’imperatore chiese a tutti di fargli largo che gli avrebbe tagliato lui stesso la testa davanti a tutti. Il pittore lo guardò e gli chiese se poteva avere 5 minuti di raccoglimento prima di essere giustiziato. Prese una tela e in quei cinque minuti disegnò il più bel gallo da combattimento che si sia mai visto da quelle parti. Tutti rimasero a bocca aperta. L’imperatore felicissimo chiese di poter uscire a prendere una boccata d’aria sul retro perché era letteralmente sconvolto da tanta bellezza. Aprì la porta sul retro e trovò migliaia e miglia di bozzetti che ritraevano il suo gallo. Modellini anatomici. Studi sulla prospettiva. Tele incompiute. Ecco questa è la mia vita artistica e FOLDS OF TIME segue questo tipo di dinamica.

Cosa vuol dire essere un moderno “Ulisse della Musica”?
Di sirene che hanno cercato di incantarmi ne ho incontrate tante. Io che ho sempre detestato il trash televisivo mi ricordo che fui convocato da un personaggio molto importante della TV che voleva che io facessi delle musiche per un loro prodotto. Il tizio mi diete tutti i nomi dei musicisti che dovevo coinvolgere, dello studio di registrazione dove dovevo andare, addirittura mancava poco che mi dicesse quale camicia dovevo mettere, mi fu detto anche da un agente che lavorava con me ai tempi che tra le riga mi aveva chiesto di far uscire anche dei soldi per lui dal mio onorario che io naturalmente non avevo proprio afferrato. Morale della favola? Lo lasciai così appeso in ufficio e me ne andai. Purtroppo, la vita per un musicista è davvero dura ma io nel mio viaggio, pur essendo più volte caduto, mi sono sempre rialzato ed ho sempre avuto una fede incrollabile che un giorno mi sarei dedicato anima e corpo alla mia Musica nel modo che volevo io.

La mia Ithaca oggi si chiama MAGIC&UNIQUE GROUP, un gruppo di 12 etichette discografiche con sede a Los Angeles e a Londra che ha per mission quella di preservare e supportare tutte le musiche lontane dal mainstream. Ai Grammy Awards siamo stati definiti da alcuni giurati il WWF della Musica e questo mi diverte e mi da una grandissima energia propulsiva a non fermarmi e ad essere sempre positivo.

47 gli anni di attesa per avere la certezza di aver trovato il giusto linguaggio. Da dove nasce questa consapevolezza?
Bella domanda. Da dove nasce questa incoscienza forse? Ognuno di noi in questo mondo è un essere unico e irripetibile. Tutti portiamo una scintilla nel nostro cuore che può incendiare la vita di Bellezza e renderla un viaggio avvincente ed entusiasmante. Bisogna avere fede in sè stessi. Equilibrare le nostre energie Yiin e Yiang continuamente e aprirsi al mondo e agli altri. Come? Con la Meditazione (ognuno cerca la propria forma, ci sono centinaia di scuole e di tecniche, non solo orientali), con l’alimentazione (sono vegetariano dal 94 e francamente tutto ciò mi ha cambiato totalmente il modo di vivere), prendersi cura del proprio tempio: il corpo e stare sempre nel Presente. Anche quando la società, il quotidiano ci vuole spingere nel futuro, rimanere sempre QUI ed ORA. Questo è almeno la mia esperienza. Poi ognuno segue il proprio cammino. Certo seguire il proprio cammino ha un costo, un costo molto salato. Si è disponibili a sostenere un tale onere? Per me ne è valsa e ne vale tuttora la pena.

La musica ha sempre fatto parte della vita di ognuno di voi ma con questo disco, con tutta la ricerca e la filosofia che c’è dentro sembra una di quelle opere senza tempo, quasi immortale. La musica è riuscita a rendervi immortali in qualche modo?
Siamo tutti Musica e tutto è Musica. La Musica è la “Spirale Cosmica” che scandisce il ritmo delle nostre esistenze. Basta aprire il cuore senza aver paura, respirare profondamente e tutti inizierete a sentire la Musica del Silenzio. Ecco quella è l’anticamera per l’immortalità. Non dimentichiamo che siamo tutti Anima.

L’album è dedicato ai popoli pigmei e a tutte quelle minoranze che debbono lottare ogni giorno per la loro stessa sopravvivenza. È una dedica bellissima e particolare, anche in questo percepisco una sensibilità profonda e sincera. Cosa possiamo fare noi, l’umanità, per far sì che questi popoli possano avere una vita degna di tale nome?

I PIGMEI sono un popolo prodigioso. Un monumento vivente all’Umanità. Sono tra i primi abitanti di questo pianeta e sicuramente i più collegati alla Madre Terra. Immaginate che nelle corti dei grandi faraoni egizi, i Pigmei venivano chiamati ad espletare il ruolo di musici di corte. La loro Musica è cosmica e terrena, ha la liquidità di Madre Acqua e sa essere più lieve dell’aria che respiriamo. Dedicare questo album ai PIGMEI significa andare ad onorare la radice della Musica. Noi occidentali cosa possiamo fare? Io credo che non servano soldi o chissà cosa. Quello che dovremmo fare tutti è costruire ciascuno di noi nel nostro cerchio di relazioni dei rapporti e delle visioni del mondo che si basano sulla consapevolezza, il rispetto, l’apertura, la Compassione (parolina magica per il Cristo ripresa poi dal Gautama “Siddhatta” Buddha) e l’AMORE. Quello disinteressato. Lo stesso che abbiamo per i nostri figli, genitori, compagne e compagni e riversarlo sugli alberi, sulle formiche, sulle piante di rose, sul torrente che scorre, sul tizio che strombazza nella sua automobile, sul personaggio televisivo che ci sta antipatico. Una bella sfida no? Io personalmente ne ho strada da fare. La Musica è tutte le Arti performative possono accelerare di molto il processo. Con Roberto Bellatalla e Mauro Salvatore ci crediamo fortemente.

Grazie per l’intervista e grazie a tutti voi per il vostro tempo.

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