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Interviste

Francesco Anselmo, Pluriball e l’incertezza del mondo moderno

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L’album di Francesco Anselmo, “Pluriball”, è uscito lo scorso 21 gennaio: il secondo disco del cantautore siciliano segue “Il gioco della sorte”, uscito nel 2018 e ben accolto dalla critica che lo ha eletto fra i 5 album d’esordo più belli dell’anno, selezionandolo fra i finalisti delle Targhe Tenco nella categoria “Miglior opera prima”. Francesco Anselmo ha fondato, nel 2012, l’orchestra Treis Akria, di cui è voce e chitarra, con cui suona la musica popolare della Sicilia: parallelamente ha iniziato a lavorare alla sua carriera solista, suonando in apertura per artisti come Max Gazzè e la Bandabardò. Il premio Tenco arriva nel 2019, insieme al collettivo artistico Adoriza, per il “Miglior album a progetto dell’anno”.

Prima cosa: hai chiamato il disco pluriball. Il pluriball è quella cosa che serve a proteggere tutto e che tutti alla fine non riescono a non spiaccicare. E’ quasi poetico. Che ne pensi?
Io stesso ho scoperto tardi che quel materiale che serve ad imballare tutto e che per me è sempre stato “le cose che scoppiano”, in realtà si chiama “Pluriball”. Penso che si tratti di un oggetto che utilizziamo così spesso per proteggere e custodire i nostri ricordi che è diventato, appunto, poetico e giusto per scriverci una canzone (prima) e un disco (dopo).


Pluriball parla dell’incertezza costante, del fatto che non ci sono sicurezze. Significa anche, almeno per me, non riuscire a far partire un progetto a lungo termine per timore di vederselo rimbalzare sui denti, per esempio. E’ una condizione dettata dall’economia, e questo tipo di economia genera anche problemi a livello psicologico a tutta una generazione. Anzi, a più di una visto che io sono degli anni ‘80, e la situazione è la stessa. Quindi: quando hai iniziato a scrivere ti sei reso conto di essere riuscito ad abbracciare così tanti temi o è successo e basta?
Me ne sono accorto sì. Parlando con amici notavo che alla domanda: “dove sarai o cosa farai tra due anni?”, quasi nessuno sapeva rispondere. La mancanza di appartenenza ad un luogo geografico nel futuro prossimo riguarda la mia, ma come giustamente fai notare tu, anche le generazioni vicine.
Però penso pure che per fortuna abbiamo una grande arma a nostra disposizione: la capacità di adattamento. Sappiamo adattarci bene ad ogni situazione e quindi abbiamo tutti gli strumenti per fronteggiare qualsiasi cosa. Da questo punto di vista siamo i migliori!

Domanda tecnica: come promuoverai Pluriball? Hai già delle date pronte? E con la pandemia la tua musica come sta andando?
Inizio con i concerti il 18 Febbraio da “L’asino che vola” di Roma. Poi il 19 Sarò a Velletri al DLF e a partire dalla primavera il tour prenderà forma un po’ dappertutto. Non ti nascondo che sono molto emozionato di tornare a suonare dal vivo, probabilmente perché le canzoni contenute in questo album non le ho mai suonate in giro e quindi il tutto si amplifica. Con la pandemia tutto è stato davvero bizzarro: dalle registrazioni del disco che ho fatto in piena zona rossa a Palermo, alla promo che risente ancora delle limitazioni; guardando in avanti spero che tutto adesso possa cominciare a svolgersi con semplice normalità.

So che sei fondatore e chitarra dell’orchestra Treis Akria: come è nata? E questi due progetti si sono mai incontrati, hanno mai suonato insieme?
Quel progetto nasce dalla voglia di portare in giro la tradizione popolare della mia terra: la Sicilia. L’idea era quella di arrangiare in chiave moderna i repertori dei cantastorie siciliani e di portare in giro uno spettacolo in tal senso. Devo dire che è stata un’esperienza molto bella e interessante. La tradizione popolare va tutelata e mantenuta perché solo così diventerà memoria storica.
I due progetti non si sono mai incontrati anche se ho suonato brani miei con Treis Akria scritti prima di questo album.

Inventiamoci le cose: se tu potessi suonare ovunque, con chiunque, dove e con chi suoneresti?
Fantasticando mi piacerebbe suonare con Franco Battiato in un tour in giro per tutte le culture da lui citate nelle sue canzoni.

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