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Interviste

Bastard sons of Dioniso, nel caos post pandemia si chiedono “Dove sono finiti tutti?”

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I Bastard sons of Dioniso sono tornati con “Dove sono finiti tutti?”, disco uscito l’otto aprile anticipato dai singoli “Tali e squali” e “Ribelli altrove” e da un lungo tour nell’estate del 2021.

“Dove sono finiti tutti?” è l’ottavo lavoro dei Bastard sons of Dioniso, secondi a X-Factor nel 2009 e una Targa Tenco 2018 per il “Miglior album collettivo a progetto” sotto la cintura con “Voci per la libertà”, di cui hanno scritto “Sulla cresta dell’onda”. I Bastard sons of Dioniso sono attivi da più di quindici anni e hanno realizzato un numero altissimo di show in tutta Italia, aprendo per artisti come Ben Harper, Robert Plant e Green Day.

Ormai  suonate insieme da un bel po’ di tempo, sono quasi 20 anni: cosa è cambiato in questi anni, come è cambiato l’ambiente musicale italiano?
Noi ci sentiamo sempre gli stessi, ma fortunatamente siamo cambiati. In un certo senso quello che è stato fatto è continuamente evolvere di album in album come se fosse sempre il primo. Nell’ambiente musicale italiano abbiamo visto tantissimi artisti tradursi in un mondo sempre più digitale. Il fine primario della nostra musica non è la riproduzione in streaming da uno smartphone, anche se è sicuramente un metodo comodo per utilizzare la musica. E’ pensata per essere proposta dal vivo.

Come sta la musica dal vivo in questo paese?
Dobbiamo dirti che da quando ad aprile abbiamo ricominciato a tornare dal vivo abbiamo potuto respirare di nuovo quell’aria di vita che per un lungo periodo ci è mancata. La musica resiste come ha sempre saputo e dovuto fare senza chiedere a nessuno, perdendo pezzi, e lottando.

“Restiamo umani” sono le parole di Vittorio Arrigoni, morto a Gaza. Sembra le abbia dette al vento, visto quello che succede in Palestina, nel Tigrai o in Ucraina. Cosa c’è di sbagliato, nell’essere umano? Quand’è che, citando Mafalda, i bambini vanno a male ed escono fuori degli adulti così, secondo voi?
Nell’essere umano non c’è nulla di sbagliato, anche nel peggiore di quelli che vediamo come fallimenti perché ne siamo il frutto. E’ la presunzione di essere migliore che lo fa fallire, perché è una illusione. Solo quando si passerà dal tifo alla discussione si potrà avere un momento di rinascimento per poi crollare subito dopo.

Il tour è partito l’otto aprile: come sta andando, e che effetto fa vedere di nuovo il pubblico in piedi (se già l’avete visto in piedi e non solo a sedere)?
Beh è stato bellissimo riprendere i concerti in concomitanza con l’uscita del nuovo album. Abbiamo aspettato molto per arrivare a questo momento e ce lo stiamo godendo.

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