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Intervista ad Alice Phoebe Lou: «Tornare a suonare in Italia? Un’occasione speciale».

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Alice Phoebe Lou

Alice Phoebe Lou arriva in Italia per un’unica data, il 2 novembre, ai Magazzini Generali di Milano (vinci 2 biglietti per il concerto, clicca qui!).

Un ritorno attesissimo per i fan italiani della cantautrice sudafricana, appena salpata per il tour a supporto del suo quinto album in carriera: “Shelter”. Classe 1993, al secolo Alice Matthew, l’artista porterà sul palco, insieme alla sua band, uno spettacolo capace di riunire la raffinatezza delle sfumature jazz e blues della sua musica con gli aspetti più viscerali ed istintivi del suo dna da artista di strada. Attualmente residente a Berlino, infatti Alice Phoebe Lou ha costruito la sua storia in musica partendo proprio dalla strada e viaggiando dal Sudafrica attraverso tutta l’Europa. Oggi, con quattro album in studio tre ep e due live album in curriculum, Alice è pronta per tornare ad abbracciare il suo pubblico italiano. «Sono molto contenta di venire in Italia», ci ha raccontato Alice. «Il tour è appena iniziato e sono con una crew e una opening band (Loving) davvero incredibili, quindi ho l’impressione che ci divertiremo moltissimo. Ogni volta che vengo a suonare in Italia provo un sentimento molto forte e meraviglioso! L’ultima volta che sono stata a Milano, il concerto era all’aperto e abbiamo dovuto interrompere lo show a metà a causa di una tempesta ed è stato molto triste, perché il pubblico era meraviglioso. Quindi questa volta dovremo renderla speciale».

Sei in tour con il tuo ultimo album “Shelter”, 9 canzoni che parlano di crescita e di auto accettazione. Come senti di esserti evoluta personalmente negli ultimi anni?

«Sono diventata più onesta con me stessa e le persone attorno a me, mi sono appoggiata ai miei traumi e ai miei problemi passati e ho trovato una via per imparare da essi e lasciarmi alcune cose alle spalle. Quest’album è stato un grande modo per me per connettermi con la me stessa più giovane e anche per entrare in questa nuova decade della mia vita, visto che ho appena compiuto 30 anni».

C’è un segreto o qualcosa che non molti sanno di quest’album, che puoi rivelarci?

«La canzone “Open My Door”, che è diventata la più popolare dell’album, era una canzone di cui ero molto consapevole e ci è mancato poco che non la registrassi!».

Un brano del disco che ami particolarmente suonare dal vivo?

«“Lose My Head” è una canzone davvero divertente da suonare, è un’esplosione di energia da parte della band e del pubblico e un modo per esprimere davvero me stessa e scatenarmi un po’».

La tua carriera è iniziata come street artist, che lezione hai appreso suonando in strada, che oggi porti con te sui palchi di tutto il mondo?

«Tutto ciò che so riguardo all’esibirmi l’ho imparato sulla strada. Ti insegna come creare una bolla calda e sicura, di cui la gente voglia essere parte e anche come essere te stessa sul palco. Incoraggio sempre gli altri musicisti a provare a suonare in strada, perché ti insegnerà sempre qualcosa!».

Negli anni, poi, hai sempre mantenuto un approccio DIY, ti prendi cura di ogni aspetto, dalla composizione, al merch, un compito non facile! Perché per te è una conditio sine qua non e quanto più difficile è stato gestire una carriera in crescita?

«Non ho mai voluto sentirmi in una scatola, che qualcuno fosse dietro gli ingranaggi della mia carriera o di dover rendere conto a qualcuno. Al contrario mi sono sempre voluta sentire in controllo della mia carriera e della mia creatività e non ho mai trovato una situazione nell’industria musicale con qualche etichetta, che mi facesse sentire come se potessi fare esattamente quello che voglio e come voglio. A volte è stata una battaglia riuscire a crearmi una carriera senza avere alle spalle un’etichetta, ma sono così felice di essere dove sono ora, di possedere la mia musica, decidere tutto in autonomia e sentirmi in controllo della mia vita, del mio stile e dei miei risultati».

Per quanto riguarda la tua vita e la tua musica, possiamo dire che sei una cittadina del mondo. Cosa hai imparato viaggiando così tanto?

«Che è importante essere gentili e comprensivi con le persone. Ovunque tu sia, le persone stanno affrontando le loro vite, limitazioni, battaglie e la cosa migliore che puoi fare è essere più gentile e paziente che puoi. Il mondo è grande e bellissimo e mi sento davvero fortunata ad averne visto così tanto nei miei viaggi musicali».

Credo che tutti noi abbiamo una missione nelle nostre vite, uno dei compiti più ardui è realizzarne i contorni. Quale pensi che sia la tua?

«Credo che sia quella di sentire profondamente e di aiutare gli altri a fare lo stesso attraverso le canzoni».

Vuoi mandare un messaggio ai tuoi fan italiani?

«Sono così eccitata di rincontrarci a Milano! Daremo vita a una serata speciale per voi dopo la danza nella pioggia dell’ultima volta!».

Cinzia Meroni

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