Report
In fuga dal caos con i Morcheeba live al Circolo Magnolia di Milano
“Escape the Chaos”, si intitola così il nuovissimo album dei Morcheeba, con cui la band capitanata da Skye Edwards è approdata, ieri, al Circolo Magnolia di Milano, per l’unica data italiana del tour. Un concerto di un’ora e tre quarti, dai toni morbidi, lievi, a tratti oscuri e pulsanti, ma sempre avvolgenti, come la voce di miele di Skye e la sapiente chitarra del socio di sempre Ross Godfrey. In sintesi, la fuga perfetta dal disordine dei nostri giorni.
Un’occasione speciale, per ascoltare dal vivo i pezzi del nuovo eccellente lavoro, uscito venerdì 23 maggio, ma anche per festeggiare insieme ai Morcheeba il compleanno di Skye: anni 51, segni particolari, dea. Magnetica, seducente, affabile, autoironica, la frontwoman della band londinese, ha fatto suo il parterre di affezionati già dall’attacco con l’ammaliante “Trigger Hippie”, inizio di un viaggio nella storia dei Morcheeba, con una scaletta di pezzi fondamentali e dal ritmo assolutamente perfetto.
Il ritratto che ne emerge è quello di una band, che non deve chiedere davvero permesso a nessuno, una macchina oliatissima sul palco, nei suoni, nei ruoli, nei momenti, spinta da un tot di cavalli di razza: “Friction”, “The Sea”, “Otherwise”, incorniciata da “Call For Love” e “We Live and Die”, dal nuovo album, ma perfettamente integrate al fianco delle pietre miliari della band, sono l’affaccio sull’universo Morcheeba, che ci si spalancherà davanti al cuore in tutta la sua profondità a partire da “Never an Easy Way”, dall’album d’esordio del 1996 “Who Can We Trust?”, un trip assoluto nella versione live.
L’atmosfera è calda, rilassata. Skye, oltre che una cantante dal talento indicibile, è anche una perfetta padrona di casa e si commuove quando dal pubblico si leva spontaneo il coro di auguri, poi impreziosito dall’intervento del tastierista. Un momento dolcissimo, da cui trapela chiaramente il profondo legame che unisce i Morcheeba con il loro pubblico e tra di loro. Più che una band, una famiglia, letteralmente, visto che al basso c’è il marito di Skye, Steve Gordon, e alla batteria il figlio Jaega.
Bellissimo, ma c’è da suonare un concerto, così a riportare in carreggiata la scaletta, per il momento, ci pensano “Part of the Process” e “Blood Like Lemonade”: «Una canzone sul bere», spiega Ross, trovando un’ottima scusa per spararsi uno shottino. Seguirebbe “Rome Wasn’t Built In A Day”, ma a quanto pare Jaega ha bisogno di un momento privato in the loo, così, abbandona per pochi minuti la batteria in mano a mamma, che con l’autoironia di cui sopra si esibisce in un 4/4 drittissimo, accompagnata da basso, tastiere e dal battito di mani del pubblico.
Finalmente riuniti sul palco, è il momento di “Rome Wasn’t Built In A Day”, di certo il pezzo più conosciuto della band, cantato all’unisono dal Magnolia, ad introdurre uno dei momenti migliori del set, il trittico “Slow Down”, “Oh Oh Yeah”, “Blindfold”: balsamo per e nostre orecchie e per le nostre anime, prima della chiusura, decisamente più frizzante con “Blaze Away”, dall’omonimo bellissimo album del 2018 (ne avessero mai sbagliato uno!). Ah, Skye sa pure rappare – d’altro canto, il pezzo è un ft. con Roots Manuva – e non sarà la sua comfort zone, ma se la cava decisamente bene.
Escono, ma il Magnolia ne vuole di più e, così, nell’ovazione generale i Morcheeba tornano sul palco per regalarci una chicca: “Shoulder Holster”, da “Big Calm”, il loro secondo fantastico album. «È un pezzo che non suoniamo live da 25 anni», dice Ross, «se dovessimo cannarlo perdonateci». Non ce n’è bisogno, Ross, non ce n’è bisogno, tutto gira per il meglio e sulle atmosfere psichedeliche di questo classico smarrito e ritrovato, un po’ come il citar che ne informa l’anima (quello, perso in tour, in realtà Ross non l’ha mai più recuperato, ma ne ha comprato uno nuovo, elettrico, «che non sarà bello come l’altro, ma funziona»), si viaggia alla grande verso la vera conclusione del live, affidata alla nuova “Bleeding Out”.
È la fine di un viaggio appagante, la perfetta fuga dal caos nel morbido e vellutato universo Morcheeba. Una fuga, che non ci resta che replicare con l’ascolto in loop di quello, che promette di diventare l’ennesima pietra miliare di questa band dal genio gentile: “Escape the Chaos”.
Scaletta:
“Trigger Hippie” (mash up con “Love to Love You Baby” di Donna Summer)
“Friction”
“The Sea”
“Call for Love”
“Otherwise”
“We Live and Die”
“Never an Easy Way”
“Part of the Process”
“Blood Like Lemonade”
Improv strumentale (basso, tastiere e batteria suonata da Skye)
“Rome Wasn’t Built in a Day”
“Slow Down”
“Oh Oh Yeah”
“Blindfold”
“Blaze Away”
Encore:
“Shoulder Holster”
“Bleeding Out”
