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Mumford & Sons all’Arena di Verona: il folk britannico arriva in Italia
I Mumford & Sons sono tornati sul palco dell’Arena di Verona, a dieci anni dal loro precedente concerto nella stessa cornice. La data veronese ha rappresentato l’unica tappa estiva italiana del tour europeo della band, che proseguirà a novembre con altre due serate a Bologna e Milano. L’attesa per il ritorno della formazione londinese era alta: i biglietti sono andati esauriti in pochi giorni, con migliaia spettatori da tutta Italia e dall’estero presenti nell’anfiteatro romano.

Il concerto è stato strutturato come un viaggio attraverso i principali successi della band e i brani del nuovo album “Rushmere”, pubblicato il 28 marzo 2025. La setlist ha incluso tracce storiche come “Babel”, “I Will Wait”, “Little Lion Man” e “The Cave”, accanto a pezzi più recenti come “Caroline” e la title track “Rushmere”, inserite in scaletta in modo da integrarsi con i classici, offrendo un equilibrio tra passato e presente della band.
Non sono mancati momenti in cui il gruppo ha proposto arrangiamenti acustici e spazi dedicati alle nuove sonorità, segno della continua evoluzione del loro folk-rock.

La band, guidata da Marcus Mumford, ha mantenuto un approccio diretto e privo di artifici. Poche parole tra i brani, nessuna sovrastruttura scenografica, ma una presenza solida e compatta. La scelta dell’Arena di Verona ha offerto un contesto scenico naturale, lasciato volutamente intatto: la musica, più che la spettacolarizzazione, al centro.
Il ritorno dei Mumford & Sons all’Arena di Verona ha confermato il legame della band con il pubblico italiano. La scelta di alternare brani storici e nuove composizioni ha permesso di ripercorrere la carriera del gruppo, offrendo uno spaccato fedele della loro attuale identità musicale.
Foto di Veronica Lisi
