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The Black Keys,“On Repeat”: si aprono le porte al nuovo album

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The Black Keys - Foto di Martina Barbon

A tre settimane dall’annuncio del nuovo album No Rain, No Flowers, i The Black Keys pubblicano il singolo “On Repeat”, una traccia dal sapore classico che conferma la direzione intrapresa dalla band: tornare a far parlare le chitarre, tra radici blues e nuove aperture pop. 

Un mantra roccioso, sporco quanto basta, che suona come un loop mentale tra voglia di evasione e vecchie abitudini che non si spezzano.

On Repeat è l’ennesima dimostrazione di quanto il duo dell’Ohio sappia ancora costruire brani immediati e solidi: riff avvolgente, ritmo secco, atmosfera notturna. Il pezzo si apre con una progressione semplice ma ipnotica, cresce lentamente fino a esplodere in un ritornello che ti resta addosso. È un fare i conti con i strumenti per poi abbracciarseli sul divano.

Un assaggio del disco in arrivo

Il nuovo album, No Rain, No Flowers, in uscita l’8 agosto per Easy Eye Sound / Warner, si preannuncia come un lavoro che guarda avanti senza dimenticare il passato. Con già cinque brani pubblicati, tra cui Babygirl e The Night Before, la sensazione è quella di un disco vario ma coeso, in cui i Black Keys riprendono in mano le redini del loro suono con lucidità e istinto.

Le tracce già note

Oltre a On Repeat, ecco cosa abbiamo ascoltato finora:

  • “Babygirl” – Funk e soul si incontrano in un brano scivoloso e notturno.
  • “The Night Before” – Mid-tempo melodico, con una linea vocale malinconica che richiama i loro lavori più intimi.
  • “Man On a Mission” – Una delle più ruvide finora, quasi southern rock.
  • “No Rain, No Flowers” – La title track è una ballata da luci soffuse, dove Auerbach si mette a nudo.

Una rinascita senza finzione

Con queste anteprime i Black Keys dimostrano di essere entrati in una nuova fase. Non cercano più di reinventarsi a tutti i costi, ma nemmeno si accontentano della nostalgia. Stanno costruendo qualcosa che suona attuale, ma parla ancora la lingua del rock che conta: quello diretto, viscerale, senza sovrastrutture.

Dopo oltre vent’anni di carriera, Dan e Patrick hanno ancora qualcosa da dire. E No Rain, No Flowers potrebbe essere proprio il loro modo di dirci che il rock, quello vero, non muore – si evolve. E torna, anche a ripetizione.

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