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The Smashing Pumpkins, trent’anni dopo Mellon Collie

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Smashing pumpkins - Foto di Mairo Cinquetti

Tappa milanese per gli americani The Smashing Pumpkins che nella serata del 30 luglio hanno divorato il palco del Parco della Musica, recente location estiva a due passi dall’Aeroporto di Linate che, tra un aereo e l’altro, ha visto susseguirsi una serie di artisti di fama nazionale ed internazionale, offrendo una alternativa sia in termini di proposte musicali che di location rispetto a venue ben più blasonate.

L’occasione per gli Smashing Pumpkins è piuttosto ghiotta dal momento che quest’anno si festeggiano i trent’anni dall’uscita di “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, terzo disco della band che, sfidando le logiche del music business, se ne uscì nell’autunno del 1995 con un doppio album estremamente corposo, ma decisamente impattante ed ad oggi estremamente attuale. La setlist proposta omaggia, di fatto, questa pietra miliare, senza però togliere spazio ad altri successi, più o meno telefonati.

Smashing pumpkins - Foto di Mairo Cinquetti


La serata è un salto negli anni ’90 e, sarà che ormai ho una certa, mi fa piacere vedere come la musica possa annullare il concetto di età e unire, sotto ad uno stesso palco, generazioni diverse, che negli anni hanno trovato come comune denominatore Billy Corgan & Co. Ancora più bello è vedere come un concerto sia l’occasione perfetta per vedere famiglie intere ed eterogenee divertirsi e ballare. La musica è bella e l’idea che un bambino possa respirare fin da subito questo concetto di libertà è una grande speranza per un futuro che ogni tanto sembra tanto silenzioso ed artefatto.

La scenografia sul palco è impattante, estremamente coreografica e dinamica, nonché protagonista indiscussa dalla seconda metà della scaletta in poi.

I suoni, perfettamente calibrati e dirompenti, hanno permesso fin da subito di godersi un live che, a discapito di concerti con biglietti pagati a peso d’oro a fronte di performance che arrivano a 90 minuti scarsi, è invece una carrellata di oltre due ore vissute tutte sul palco, senza pause e senza encore (che sinceramente ha anche rotto le palle, qualcuno doveva dirlo e io sono quel qualcuno!)

Smashing pumpkins - Foto di Mairo Cinquetti

Se da un lato abbiamo dei suoni premianti, dall’altro vi sono dei musicisti performanti e performativi, che hanno messo in scena non solo la loro storia ma anche dei riarrangiamenti che hanno saputo colorare ancora di più i pezzi.

Dirò la verità, sono partita un po’ prevenuta perchè negli anni ho visto (a distanza) qualche live e Billy Corgan non sempre ha brillato, a differenza di questa sera dove ha cantato, parlato e riso, senza mancare mai di intonazione, carisma e tecnica. Ma Billy Corgan non è solo voce e anima della band, è anche un compositore e chitarrista eccellente, di cui ha dato ampia dimostrazione durante il live lanciandosi in numerosi assoli suonati su un arsenale di chitarre da far invidia a molti, tra cui chi sta scrivendo. Ma a proposito di chitarrista va fatta una menzione al braccio destro di Corgan, l’istrionico James Iha, chiacchierone sul palco e anche lui compositore sublime. E a proposito di riarrangiamenti va dato onore a Jimmy Chamberlin che ha ripreso in mano l’intera linea della batteria, incattivendosi sulle pelli e mettendo il
punto decisivo su ogni pezzo.

Per la formazione live troviamo anche Kiki Wong, che bene o male ha girato molte band come chitarrista ritmica e di cui va apprezzato il fatto di rappresentare le donne in un ambiente ancora un po’ tanto maschile, e Jack Bates, bassista talentuoso e dal sound pieno e pulito.

La scaletta, come soprascritto, ha saputo rendere omaggio non solamente ad una carriera ricca e senza compromessi, ma anche al compianto Ozzy Osbourne, che ci ha lasciati da pochissimo consegnando ad i posteri una eredità musicale che solo in pochi possono vantare. “N.I.B.” dei Black Sabbath, quasi a chiusura, è il giusto modo per ricordare Ozzy e chiudere questo live.

Smashing pumpkins - Foto di Mairo Cinquetti


Ho iniziato ad andare ai concerti nel lontano 2005 e in vent’anni ho visto di tutto di più, forse abituandomi fin troppo ai ritmi musicali dei live e perdendo un po’ il gusto dello stupore. Ecco, gli Smashing Pumpkins hanno saputo superare di molto le mie aspettative, facendo scorrere in un lampo le due ore di concerto e facendomi varcare i cancelli di uscita felice e arricchita da una esperienza che mi ha fatto rivivere la spensieratezza dei 16 anni, con la maturità dei quasi 36.

La musica è libertà e movimento, non fermatevi mai, anche se a volte vi sembrerà di perdere il ritmo.

La scaletta del concerto

  1. Glass’ Theme
  2. Heavy Metal Machine
  3. Where Boys Fear To Tread
  4. Pentagrams
  5. Today
  6. Edin
  7. Bullet With Butterfly Wings
  8. Muzzle
  9. 1979
  10. Porcelina Of The Vast Oceans
  11. Sighommi
  12. Mayonaise
  13. Take My Breath Away (Berlin cover)
  14. 999
  15. Disarm
  16. Tonight, Tonight
  17. Cherub Rock
  18. Jellybelly
  19. If There Is A God
  20. Bodies
  21. Ava Adore
  22. Stand Inside Your Love
  23. Zero
  24. The Everlasting Gaze
  25. The Aeroplane Flies High

Clicca qui per vedere le foto del concerto degli Smashing Pumpkins a Milano, oppure sfoglia la gallery qui sotto:

Smashing Pumpkins - Parco Musica Milano

Testo di Francesca Carbone
Foto di Mairo Cinquetti