Editoriali
Nek e i “suoi Police” – Un viaggio nella musica che fa bene al cuore
Con la formula del power trio, Nek ritorna alle sue origini di bassista e cantante ispirato dalla musica dei Police, catapultandoci in quel 1989, quando, leader degli White Lady, inizia la sua splendida vita da artista.
Il suo concerto infatti è un racconto denso di emozioni, che ripercorre, in quasi 2 ore di maestria tecnica e grande cuore, la sua carriera artistica che lha portato a vendere oltre 10 milioni dischi, regalando ai quasi 2000 spettatori presenti, non solo i suoi piu grandi successi musicali, ma la consapevolezza che la musica sia un ponte, una congiunzione, un avvicinarsi, risposta carica di speranza alla violenta società dei muri.
Il concerto è il focolare domestico, quindi, il ritrovo multigenerazionale di tutti gli sguardi che Nek ha incrociato in questi anni e che trovano, in questi attimi di musica, un luogo sicuro in cui stare, riparandosi dalle paure di questo mondo che non è proprio bellissimo.
La presenza nella scaletta de “Gli spari sopra” , pezzo storico di Vasco Rossi, è un voler fotografare con oggettività la violenza che ci circonda, spiega Nek al termine dell’esecuzione del brano, cercando però di esorcizzarla.
E si ritorna immediatamente a casa, al calore, alla confidenza di “Se una regola c’è, Contromano, Amami, La vita è qui, Congiunzione Astrale , Lascia che io sia” e degli altri bravi che hanno emozionato le migliaia di persone di diverse generazioni che si sono incontrate in questi anni attorno ad essi, con gioia e con la convinzione che la musica protegge. Sempre.
“Se telefonando, Laura non c’è e Se io non avessi te”, salutano Breno, paesino della Valle Camonica, che per una notte è stato il luogo dove ancora una volta la musica ha dato speranza e gioia, regalando a Nek un abbraccio suggestivo delle montagne che circondano lo stadio.
Musicalmente perfetti Nek voce e basso, Emiliano Fantuzzi alle chitarre e Luciano Galloni alla batteria, hanno emozionato davvero, ricordandomi che la musica è veramente un “Message in a Bottle” che, mai come oggi deve essere letto, gridato e poi riconsegnato al mare delle nuove generazioni.Un viaggio nella musica che fa bene al cuore.
Paolo Romagnosi
