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Francesco Gabbani: dieci anni di Amen, un’Arena in festa

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Francesco Gabbani in concerto a Padova - Foto Giuseppe Craca

Il primo ottobre 2025 Francesco Gabbani si è esibito all’Arena di Verona in una serata speciale che ha celebrato i dieci anni di “Amen”, il brano che nel 2015 lo consacrò a Sanremo. A quattro anni dal suo debutto nello stesso luogo, il cantautore toscano è tornato per ripercorrere un decennio che lo ha trasformato da promessa a nome ormai consolidato della musica italiana.

L’Arena è praticamente sold out: restano pochissimi biglietti disponibili in cassa per chi decide all’ultimo di non perdersi l’evento. La voglia di esserci è comprensibile: la scaletta si preannuncia irripetibile, il live lungo e coinvolgente, con tanti ospiti annunciati nelle settimane precedenti.

Una scaletta fittissima

Il concerto inizia con pochi minuti di ritardo. Gabbani entra al centro del palco, mentre sul maxischermo scorrono immagini naturalistiche da tutto il mondo accompagnate da suoni tribali: è l’introduzione a Magellano, primo brano di una scaletta densissima.

L’artista appare subito divertito ed emozionato: già dopo il secondo pezzo si concede un breve discorso di ringraziamento. A seguire spazio a successi più e meno noti, da Pachidermi e Pappagalli con cui l’Arena esplode di energia, a Spazio Tempo dove Gabbani chiede al pubblico di accendere le torce dei telefoni per creare un’atmosfera intima e romantica.

Il primo ospite della serata è Willie Peyote, che appare durante Il sudore ci appiccica. Subito dopo porta una ventata funky e, insieme a Gabbani, esegue il suo successo sanremese Grazie ma non grazie. Ma il momento più sorprendente arriva poco dopo: su La leggerezza parte una fan action in cui ogni settore dell’Arena alza un foglio con il verso “Sembra solo un sogno eppure è tutto vero”. Un gesto che commuove profondamente Gabbani tanto da farlo vacillare per un attimo, ma lo show deve continuare. Ed è magia pura quando sul palco sale Fiorella Mannoia per cantare insieme Che sia benedetta.

Dopo un discorso sulla costante ricerca della felicità, Gabbani introduce Volevamo solo essere felici, al termine della quale appare Simone Cristicchi: insieme portano in scena anche una versione acustica di Ti regalerò una rosa, vincitrice di Sanremo 2007. Non manca una parentesi sociopolitica, con Gabbani che, seppur in modo velato, si espone: “Una parte dell’umanità non ha ancora capito che quello che ci serve è un po’ di pace e amore in più”, prima di attaccare Peace & Love.

A sorpresa sugli schermi appare un videomessaggio di Ornella Vanoni, impossibilitata a essere presente come annunciato. Poco dopo, dopo un medley al pianoforte (Einstein, La Mira, Immenso), arriva Noemi, che “porta” simbolicamente la Vanoni sul palco: con Gabbani canta Un sorriso dentro al pianto e la sua più recente hit sanremese Se t’innamori muori.

Dopo questa parentesi più intima in cui Gabbani coglie l’occasione per presentare e ringraziare uno a uno i musicisti della sua orchestra, l’Arena torna a ballare con un mashup di Tra le granite e le granate ed El Party, insieme a Jake La Furia. I due si divertono a scambiarsi battute su X Factor, gioco che prosegue anche con la successiva ospite: dopo Viceversa arriva infatti Paola Iezzi, e all’improvviso l’Arena viene catapultata nei primi anni Duemila con Amici come prima e Vamos a Bailar.

La messa è già finita, amici andate in pace

Dopo Viva la vita e un applauso lunghissimo, dedicato a tutti gli operatori dietro le quinte, Gabbani annuncia un ritorno alle origini: Amen. Il pubblico, già in piedi da quando è entrata la Iezzi, si scatena. Il cantautore diventa per una sera il “guru” da seguire, e la chiusura è affidata alla sua hit più iconica: Occidentali’s Karma. Le prime file si avvicinano al palco, Gabbani canta insieme ai fan, batte i cinque, raccoglie piccoli doni. Prima dei saluti finali proclama: “Viva l’amore, viva la sincerità, viva la vita, viva l’umanità, viva l’Arena di Verona.

I ringraziamenti conclusivi diventano un gioco con il pubblico e i musicisti: tutti iniziano a muoversi a rallentatore sulle note di Chariots of Fire, colonna sonora di Momenti di gloria, oppure si rincorrono sulle note di Yakety Sax, celebre nel Benny Hill Show. Poi, l’ultimo inchino collettivo, le luci che si spengono sul palco e si riaccendono sugli spalti.

Gabbani saluta così il suo pubblico lasciando una sensazione di libertà e leggerezza, con il cuore pieno e soddisfatto. Più che un concerto, una vera festa di fine tour.

La scaletta di Gabbani in Arena

  1. Magellano
  2. La rete
  3. Pachidermi e pappagalli
  4. Eternamente ora
  5. Foglie al gelo
  6. Così come mi viene
  7. Spazio tempo
  8. Il sudore ci appiccica (con Willie Peyote)
  9. Grazie ma no grazie (con Willie Peyote)
  10. La leggerezza
  11. La mia versione dei ricordi
  12. Che sia benedetta (con Fiorella Mannoia)
  13. Dalla mia parte
  14. Volevamo solo essere felici (con Simone Cristicchi)
  15. Ti regalerò una rosa (con Simone Cristicchi)
  16. Peace & Love
  17. Einstein
  18. La mira
  19. Immenso
  20. Un sorriso dentro al pianto (con Noemi)
  21. Se t’innamori muori (con Noemi)
  22. Frutta malinconia
  23. Tra le granite e le granate + El Party (con Jake la furia)
  24. Viceversa
  25. Amici come prima (con Paola Iezzi)
  26. Vamos a bailar (con Paola Iezzi)
  27. Amen
  28. Occidentali’s Karma