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Una battaglia dopo l’altra – Colonna Sonora di Johnny Greenwood
“Una battaglia dopo l’altra (“One battle after another” in originale), di Paul Thomas Anderson con la colonna sonora Jonny Greenwood è il film dell’anno, almeno per la critica, e anche un’esperienza sensoriale che scuote lo spettatore dall’inizio alla fine. PTA firma con questa opera il suo lavoro più radicale, una miscela esplosiva di rivoluzione, amore, tragedia e amara ironia. Ma se il film è certamente un capolavoro, è anche merito della sua anima sonora.
Mentre vanno avanti le polemiche intorno alla gestione dei biglietti per accedere all’improvviso ritorno dei Radiohead sulle scene, Greenwood prosegue il suo discorso artistico anche in ambito cinematografico. Nella colonna sonora di “Una battaglia dopo l’altra”, non si limita ad accompagnare l’azione, ma lavora come un vero co-autore della narrazione. 18 tracce che si divincolano tra pianoforti tesi, synth che pulsano e archi graffianti diventano il ticchettio di un orologio che porta avanti un film a volte intimo e maestoso: Greenwood riempie i silenzi con battaglie interiori, amplificando ogni gesto, ogni urlo, ogni smorfia dei protagonisti. La musica è il motore invisibile che spinge la storia, rendendo ogni scontro più vibrante, ogni fuga più adrenalinica. C’è un’intera sequenza, tesissima, con protagonisti i personaggi di Benicio Del Toro e Leonardo Di Caprio, scandita solo da una manciata di note di pianoforte.
Mentre il film danza tra momenti di suspense e folgorante comicità che ricorda “Il grande Lebowsky”, il punteggio musicale scandisce un ritmo incalzante che tiene lo spettatore sospeso, trasformando l’esperienza in un viaggio tanto psicologico quanto viscerale. “Una battaglia dopo l’altra” non sarebbe lo stesso senza questa sinergia perfetta tra immagine e suono: un binomio che eleva l’opera a un livello di intensità e profondità raramente raggiunto dal cinema contemporaneo.
La forza di questa alchimia risiede anche nella storia della collaborazione tra i due autori: da “Il petroliere” in poi, Anderson e Greenwood hanno creato un linguaggio comune che ha ridefinito il rapporto tra cinema e musica. Ogni loro incontro è stato un tassello in più di una ricerca condivisa, in cui la partitura non è semplice accompagnamento ma drammaturgia sonora, capace di rivelare mondi interiori tanto quanto le immagini. In “Una battaglia dopo l’altra” questa intesa raggiunge il suo vertice: la radicalità visiva di Anderson e la visionarietà musicale di Greenwood si fondono fino a diventare indistinguibili, dando vita a un’opera che non è solo vista e udita, ma vissuta nel profondo. La forza di questo lavoro di Greenwood è che riesce a vivere di vita propria anche lontano dalle immagini del film, come i migliori lavori musicali in questo ambito.
Se il film fa ridere con i denti stretti e spaventa per la sua atrocità, la colonna sonora di Greenwood è il suo cuore pulsante: onde sonore che rispecchiano il delirio e la bellezza di un presente sull’orlo del collasso. Un capolavoro che vi resterà dentro, battito dopo battito, una battaglia dopo un’altra.
