Editoriali
Heavy metal per termiti
Il linguaggio universale che spinge le creature a lavorare… o a fuggire. Una storia di vibrazioni, fame e zoologia del rock.
Il rock, si sa, è un organismo vivente. È rumore, sudore, vibrazione. Ma pensavamo fosse un’esperienza puramente umana, o al massimo, un disturbo per i vicini. Sbagliato, come dimostrano alcuni curiosi studi scientifici. L’hard rock, e il suo cugino più pesante, il metal, esercitano un fascino (o un terrore) primordiale che travalica il confine tra la civiltà e il mondo animale. Perché? Perché dove c’è il baccano, c’è la vita. O, in alcuni casi, una produttività da record.
Termiti Headbanger: Il pasto al doppio della velocità
Pensate al riff di chitarra più sporco, al doppio pedale più martellante. Immaginate i Manowar o gli AC/DC. Sentite l’aria che trema? Bene. Ora, immaginate di essere una termite australiana.
È qui che la scienza, nella sua ineffabile ironia, incontra l’heavy metal. Alcuni studi hanno dimostrato che quando le termiti vengono esposte a potenti vibrazioni sonore, come quelle generate da un amplificatore Marshall al massimo volume, iniziano a rosicchiare il legno al doppio della velocità. Non è che l’insetto improvvisamente apprezzi la batteria martellante. La realtà è più grezza e, se possibile, più rock’n’roll: la termite non sente la musica. La vibra. Le onde sonore, soprattutto quelle a bassa frequenza che fanno tremare il palco e la pancia, si propagano nel legno, simulando, per la termite, l’attività frenetica di un intero sciame. È un segnale primitivo: “Affrettati, mangia, o qualcun altro lo farà prima di te!”
Quindi, la prossima volta che la vostra vecchia cassettiera trema al ritmo di “Highway to Hell”, non è un problema di isolamento acustico: sono solo le termiti che hanno trovato il loro personalissimo brano motivazionale. In pratica, l’heavy metal è la dieta del carpentiere, ma al contrario.
Lo spauracchio sonoro
Se per i piccoli roditori il rock è un acceleratore di appetito, per gli uccelli è… beh, l’equivalente di un’evacuazione d’emergenza.
La questione è pragmatica e si svolge negli aeroporti. Gli uccelli, si sa, sono un pericolo serio per gli aerei. Come tenerli lontani dalle piste, evitando l’uso di cannoni o altri metodi drastici? Con il rumore. È qui che il rock entra in gioco come arma sonora. In alcuni aeroporti, viene sparata musica a volumi elevatissimi per disorientare gli uccelli e scoraggiarli dal nidificare o sostare. La musica forte, dissonante e innaturale è percepita come una minaccia, o comunque come un ambiente ostile.
L’esempio più noto è l’uso di musica ad alta energia, come quella di Tina Turner, all’aeroporto di Gloucestershire in Inghilterra. Ma se l’obiettivo è la massima deterrenza sonora, il vero potenziale risiede nell’hard rock. Non è difficile immaginare che una dose di puro hard rock, come i riff taglienti degli Scorpions o una scarica di “Kashmir” dei Led Zeppelin, possa trasformare una pista d’atterraggio in un incubo sonoro per ogni pennuto. Il rock, dunque, passa da colonna sonora della ribellione a strumento di controllo aereo. Che beffa!
Serpenti, cani e bestie da palco
L’influenza del mondo animale non è solo acustica o comportamentale, ma si insinua nella mitologia del genere. Molte band hanno scelto il regno animale non per un apprezzamento zoologico, ma per la sua carica di forza e pericolo.
L’hard rock non usa il cane o il maiale come un animale domestico, ma come simbolo di forza bruta e istinto primordiale:
- Il serpente bianco della seduzione: Gli Whitesnake (Serpente Bianco) incarnano un misto di seduzione e veleno. David Coverdale non ha scelto il nome per un amore per gli ofidi, ma per richiamare un’immagine sensuale e ambigua.
- Il rock che morde: I Black Sabbath hanno “War Pigs”, i Led Zeppelin hanno “Black Dog”, e gli AC/DC hanno “Dog Eat Dog”. Il cane e il maiale sono usati non come pet domestici, ma come metafore di desiderio, tradimento, guerra o istinto primordiale.
- La bestia di copertina: Come dimenticare la mitologia delle mascotte? Eddie The Head degli Iron Maiden, l’iconico scheletro mutaforma, non è un animale, ma incarna la mostruosità e l’eterno sopravvissuto.
Il rock è istinto. È muscolare, è rumoroso, è tutto ciò che la nostra società civilizzata cerca di reprimere. E, a quanto pare, è l’unico linguaggio universale che può comunicare perfettamente con una termite in preda alla fame, o con un gabbiano in cerca di pace.
La prossima volta che mettete su un disco hard rock, ricordate: state parlando la lingua della giungla, o almeno, della falegnameria.
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