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Editoriali

E’ morto Ace Frehley dei KISS

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KISS - foto free creative commons tratta da: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Kiss_at_backstage_(1975).jpg

Il mondo del rock perde uno dei suoi protagonisti più amati e riconoscibili: Ace Frehley, chitarrista fondatore dei KISS, è morto il 16 ottobre 2025 all’età di 74 anni. La notizia, diffusa dalla famiglia e confermata dai principali media internazionali, ha scosso fan e colleghi in tutto il mondo. Frehley era ricoverato in ospedale nel New Jersey, dove si trovava da alcune settimane in seguito a una caduta che aveva causato una grave emorragia cerebrale. È spirato circondato dai suoi familiari e amici più intimi.

Nato come Paul Daniel Frehley il 27 aprile 1951 nel Bronx, New York, Ace crebbe in un ambiente semplice ma pieno di musica. Autodidatta, iniziò a suonare la chitarra da adolescente, ispirato da artisti come Jimi Hendrix, Led Zeppelin e The Rolling Stones. Sin da subito mostrò uno stile personale, fatto di riff potenti e assoli melodici che sarebbero diventati il suo marchio di fabbrica.

Nel 1973 rispose a un annuncio su una rivista newyorkese: “Cercasi chitarrista per band con ambizioni professionali”. Era l’annuncio di Paul Stanley e Gene Simmons, che stavano dando vita a un nuovo progetto musicale. Quel progetto sarebbe diventato uno dei fenomeni più grandi della storia del rock: i KISS.

Frehley portò con sé non solo talento e carisma, ma anche un’immagine iconica: il trucco argentato da “Spaceman”, la chitarra che sprigionava fumo e scintille, e una presenza scenica magnetica. Il suo apporto fu fondamentale per definire l’identità visiva e sonora della band.

Tra il 1974 e il 1982 suonò nei dischi più celebri dei KISS, tra cui Destroyer, Love Gun, Alive! e Rock and Roll Over. Fu anche l’autore di brani memorabili come “Shock Me”, ispirato a un episodio reale in cui rimase folgorato sul palco, e “Cold Gin”, una delle canzoni simbolo della band.

Nel 1978, durante una pausa del gruppo, pubblicò il suo primo album solista, “Ace Frehley”, da cui venne estratto il singolo di successo “New York Groove”, diventato un classico del rock anni ’70.

Le tensioni interne, l’abuso di alcol e droghe e le divergenze artistiche lo portarono a lasciare i KISS nel 1982. Ma Ace non smise mai di fare musica: fondò la band Frehley’s Comet, con cui pubblicò diversi album tra gli anni ’80 e ’90.

Nel 1996 tornò a sorpresa nei KISS per la reunion della formazione originale, partecipando a un tour mondiale e ad alcuni progetti speciali fino ai primi anni 2000. In seguito proseguì la carriera da solista, pubblicando dischi apprezzati come Anomaly (2009) e Spaceman (2018).

Nel 2011 pubblicò la sua autobiografia, “No Regrets: A Rock ’n’ Roll Memoir”, in cui raccontava senza filtri la sua vita tra eccessi, successi e cadute, sempre con ironia e sincerità.

Ace Frehley non era solo un chitarrista: era un personaggio unico, un simbolo di libertà e fantasia. Il suo modo di suonare – diretto, istintivo, pieno di feeling – ha ispirato generazioni di musicisti, da Dave Grohl a Slash.

Il suo trucco argentato, il costume spaziale e la chitarra fumante rimangono tra le immagini più iconiche della storia del rock. Anche dopo aver lasciato i KISS, Ace restò per milioni di fan il vero “Spaceman”: il ribelle gentile, lo spirito libero che preferiva la chitarra alle regole.

Dopo l’annuncio della morte, i compagni di band Gene Simmons e Paul Stanley hanno espresso profonda tristezza.
Simmons lo ha ricordato come “un fratello del rock, imprevedibile ma geniale”, mentre Stanley ha scritto: “Ace era parte del nostro DNA. Senza di lui, i KISS non sarebbero mai stati ciò che sono diventati.

Sui social, fan e musicisti di tutto il mondo hanno reso omaggio al suo talento e alla sua personalità fuori dagli schemi.

Ace Frehley ha vissuto come ha suonato: senza paura, sempre in cerca di nuove galassie da esplorare. Con la sua morte si chiude un capitolo irripetibile della storia del rock, ma la sua musica – e la sua chitarra che brucia nel buio del palco – continueranno a risuonare per sempre.

Buon viaggio, Spaceman.