Connect with us

Editoriali

FOO FIGHTERS: novità live, enigmi e l’ep che segna il ritorno

Il ritorno è un codice segreto tra i fedeli: tra l’EP live a sorpresa, il debutto del nuovo batterista e il mistero del pappagallo, i Foo Fighters hanno riacceso il volume.

Published

on

Foto free come creative commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File:TaylorHawkTributeWemb030922_(84_of_281)_(52334661318).jpg

Per tutti quelli che sanno che il cuore batte ancora più forte, dopo un colpo al fegato.

C’è chi ha pianto la fine di un’era nel rock e chi ha capito che la musica, quella vera, è una forza mitologica. Non muore, si rigenera. È un cuore che batte, e i Foo Fighters, ragazzi, sono quel cuore: magari malconcio dopo l’addio straziante a Taylor Hawkins, magari segnato, ma pulsante come un basso distorto a tutto volume.

Diciamocelo subito: ho visto i Foos 5 volte, forse 6. Ho divorato la biografia di Dave Grohl – quel libro che è la Bibbia laica di chi sa cosa significa nascere dalle ceneri di un colosso (i Nirvana) e ricostruire tutto, pezzo dopo pezzo, nota dopo nota, sul fottuto asfalto. Oggi, il rock and roll dei Foo Fighters non è una questione di hit facili, è un sussurro, un codice segreto che si trasmette tra i fedeli, tra gli stadi che aspettano e i piccoli club che sono già esplosi. Negli ultimi giorni, quel codice è diventato un’urgenza.


L’enigma sociale: un pappagallo

Dopo il dolore di “But Here We Are” (2023), l’album della rinascita, i Foos hanno smesso di parlare chiaramente e hanno iniziato a lanciare enigmi.

L’ultima mossa è un capolavoro di marketing rock. Su Instagram, è comparso un pappagallo. Semplice, davanti al logo, con una chitarra sullo sfondo e una frase secca: “About to take flight” (Sul punto di decollare). Non è un post, è una promessa alata che riprende il mood delle storie uscite dallo studio di registrazione. I fan si sono scatenati: quei colori – giallo, blu, verde – sono il Brasile, il Sud America, le prossime tappe di novembre a Monterrey e Città del Messico. La band ha bisogno di viaggiare, di spargere le ceneri sonore del suo passato e di mettere le radici per il futuro.

Ma non è finita qui. I Foos hanno invaso il mondo reale con messaggi in codice: cartelloni che illuminano aeroporti e stazioni con l’inconfondibile logo e la data fatidica: Giovedì 23 ottobre. Cosa succederà? Un singolo? L’annuncio di un tour? L’unica cosa certa è che l’aria vibra.


Un EP e il nuovo batterista

Mentre aspettiamo il 23 ottobre, il rito propiziatorio si è già consumato. Lo scorso mese, i Foo Fighters sono tornati dove la polvere e il sudore sono sacri: i club. Concerti a sorpresa in locali minuscoli. Biglietti venduti a 30 dollari, direttamente in cassa. Nessun sistema di prevendita complesso, solo rock and roll vecchia scuola.

Queste serate non sono state solo un rodaggio, ma un battesimo di fuoco per Ilan Rubin (ex-Nine Inch Nails), il nuovo batterista che ha preso il posto di Josh Freese. Rubin si è buttato “a capofitto nel materiale”, e il suo esordio è stato uno sfogo di energia in uno show di 25 brani, riportando in scaletta chicche del 1995 come Exhausted e Winnebago.

Da quelle notti senza filtro nasce la prima inaspettata pubblicazione: l’EP live “Are Playing Where???? Vol. 1” (disponibile solo su Bandcamp). Sei tracce registrate in quelle serate, con quattro brani che sono un vero e proprio tuffo alle origini, all’album di debutto del ’95 (Alone + Easy Target, Wattershed, Weenie Beenie).

Questo EP è una dichiarazione di intenti e di responsabilità: il ricavato va interamente ad associazioni che combattono l’insicurezza alimentare. E quel “Vol. 1” nel titolo? Non è una promessa, è una certezza: ne arriveranno altri. La musica suonata per strada che torna sulla strada.


Il futuro è vivo

La strada è tracciata. C’è un nuovo batterista che pesta con una rabbia controllata e un frontman che ha fatto della resilienza un genere musicale. Oltre al mistero del 23 ottobre, c’è già il prossimo appuntamento live: il 30 ottobre saranno protagonisti dell’Amazon Music Live negli Stati Uniti.

I Foo Fighters sono pronti a decollare. Hanno chiuso il capitolo del lutto, e ora stanno aprendo quello della gioia violenta e del ritorno alle origini, mescolando i suoni nuovi (Today’s Song e la cover dei Minor Threat) con l’energia cruda dei loro esordi.

Per tutti noi che abbiamo il cuore tatuato di Everlong e i cui dischi dei Nirvana sono consumati, questo è il momento di stringere la cinghia della chitarra e prepararsi al prossimo schiaffo sonoro. Il rock and roll, amici, ha bisogno solo di volume, sudore e un cuore in fiamme. E i Foo Fighters, per fortuna, le hanno tutte e tre.

Paolo Pala

foto: “Taylor Hawkins Tribute Concert – Wembley Stadium – Saturday 3rd September 2022 (84 of 281)” di Raph_PH da Flickr, con licenza CC BY 2.0