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Editoriali

Disturbed, 25 anni di caos: una malattia mai del tutto curata.

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Disturbed - Foto creative commons tratta da: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Disturbed_-_Novarock_-_2016-06-10-17-23-46.jpg

25 anni dopo “The Sickness”, i Disturbed sono tornati a scuotere il Vecchio Continente con un tour celebrativo, tra nostalgia, nuove canzoni e le polemiche che inseguono David Draiman.

Il ruggito che non invecchia

Quando The Sickness uscì nel marzo del 2000, Disturbed erano il nuovo volto dell’ira. Un suono grezzo, industriale, rabbioso e profondamente americano che stava traghettando il metal fuori dagli anni Novanta e dentro un’era digitale e disillusa. Venticinque anni dopo, quel ruggito non ha perso potenza.

Oggi come allora, David Draiman è il cuore pulsante del progetto. La sua voce, tra grido e preghiera, rimane uno degli strumenti più riconoscibili del metal moderno. E anche se la band ha attraversato mode, crisi e pause, la loro estetica è rimasta intatta: pesante, teatrale, diretta.

Il tour: nostalgia e rivelazione

Il tour in Europa e nel Regno Unito appena concluso è stato, per i fan, una specie di rito collettivo. Ogni tappa è stata un viaggio nel tempo, con la band che ha suonato The Sickness per intero: una mossa coraggiosa in un’epoca in cui il concetto di “album” sembra sempre più fragile.

Ma non si è fermato solo a questo. C’è stato spazio per i nuovi brani, per momenti di improvvisazione e per qualche riflessione. Draiman, visibilmente coinvolto, ha trasformato il palco in un luogo di confessione pubblica: dolore, guarigione, rabbia, fede. Tutti i temi che da sempre alimentano la poetica dei Disturbed.

Il pubblico ha risposto come davanti a un vecchio amico tornato a casa: con abbracci, cori e lacrime.

“I Will Not Break” e il futuro di un’identità

La band non si limita a guardarsi indietro. Il nuovo singolo I Will Not Break suona come un manifesto di sopravvivenza. Un pezzo diretto, ruvido, con quella tensione emotiva che solo i Disturbed sanno rendere credibile.

Nel frattempo, l’edizione speciale di The Sickness per il suo venticinquesimo anniversario promette di riportare alla luce rarità, demo e versioni alternative. Un modo per riconnettere le origini al presente, per dire che la ferita è ancora aperta e che forse non deve mai rimarginarsi del tutto.

Megadeth: due leggende, due epoche

A condividere il palco con Disturbed in questo tour ci sono stati i Megadeth, i padri fondatori di un modo di intendere il metal che ancora oggi detta legge. L’incontro tra Dave Mustaine e David Draiman è stato simbolico: due generazioni di frontman, due concezioni del metal che si guardano negli occhi.

Per i fan è stato un doppio regalo: un viaggio nel passato e un assaggio del presente, una celebrazione di tutto ciò che il metal può ancora essere quando riesce a unire, invece che dividere.

Le ombre di Draiman

Eppure, come spesso accade con le rockstar vere, la luce non esiste senza ombra. Negli ultimi mesi David Draiman è stato al centro di pesanti polemiche per alcune sue prese di posizione sul conflitto in Medio Oriente. Una foto, una firma su un proiettile, e il web è esploso.

Da lì, cancellazioni, proteste, dibattiti. Ma anche difese accorate da parte di chi lo conosce da anni e lo descrive come un uomo profondamente idealista. Draiman, dal canto suo, ha scelto di affrontare la tempesta a modo suo: dal palco. Durante un concerto nei Paesi Bassi, ha parlato di unità, di libertà, di rispetto reciproco. Ha chiesto al pubblico di non portare dentro la musica le divisioni del mondo.

Il risultato è stato potente e fragile al tempo stesso. Come la sua voce.

Disturbed nel 2025: ferite aperte, cuori pulsanti

Venticinque anni dopo, i Disturbed non sono una band “vintage”: sono una testimonianza vivente di quanto il metal possa essere umano. La loro musica non è mai stata solo aggressione o tecnica; è sempre stata una forma di catarsi collettiva, una terapia urlata.

Oggi portano in giro per il mondo non solo un album, ma una storia fatta di rabbia, di perdita, di fede, di perdono. E forse è per questo che, in mezzo a un’epoca che ha bisogno di autenticità più che di eroi, i Disturbed continuano a parlare alle persone.

Draiman, con le sue contraddizioni, è l’incarnazione di tutto questo: un artista che cade, si rialza, e invita il pubblico a fare lo stesso.

Perché The Sickness, a pensarci bene, non è mai stata una malattia. È sempre stata una cura.

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