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Editoriali

Rosalía ci dona “LUX”: un disco illuminante, divino e necessario

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Rosalia - foto free creative commons tratta da: https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Rosal%C3%ADa_by_year?uselang=it#/media/File:2023-11-16_Gala_de_los_Latin_Grammy,_27_(cropped)02.jpg

Il nuovo progetto “LUX” (dal latino “Luce”) è qualcosa che va oltre tutte le aspettative. Viaggio profondo, spirituale, multiculturale, che osa sperimentare ed elevarsi a divino.

C’è una crepa in ogni cosa, ed è così che entra la Lux”. Ed è proprio questo il concept del disco.

Rosalía torna finalmente dopo due anni, con un nuovo attesissimo progetto: “LUX” (dal latino “Luce”). Album del tutto inaspettato, che si discosta dal flamenco di “El Mal Querer” e dal reggaeton elettronico di “Motomami”, per mutare in qualcosa che va oltre. Figlio di un duro lavoro, di viaggi, studi ed esperienze multiculturali, “LUX” è infatti un disco che punta al “mutamento”. Concepito in quattro Movimenti, supera le barriere culturali, linguistiche e sonore. Esplora nuove direzioni musicali, mescolando la cultura pop-elettronica, all’uso di sonorità liriche/classiche e orchestrazioni lussureggianti -alle quali il nostro orecchio non è probabilmente abituato- e lo fa con un approccio rischioso, profondo e spirituale, che osa sperimentare con orchestrazioni che trascendono il sacro e divino, durante tutto l’ascolto.

MA DA COSA NASCE E DI COSA PARLA DAVVERO “LUX”?

Tutti noi abbiamo delle crepe o ferite me ci portiamo addosso; e quante volte abbiamo sentito citare “C’è una crepa in ogni cosa, ed è così che entra la luce” del grande Leonard Cohen. La cantante catalana si ispira proprio a questo. Si rende conto che solo nel momento in cui ci si “lascia cadere” si può davvero rinascere e toccare qualcosa di grande. “Essere nell’oscurità completa è il modo migliore per trovare la luce” rivela. Si abbandona infatti alla necessità di raccontare una verità, la sua verità, senza la quale probabilmente questo disco non sarebbe mai nato. Lo fa in quattro Movimenti in chiave pop orchestrale, dando vita a qualcosa di mai sentito prima, che sembra quasi direzionarsi verso un’altra Era. Il suo “LUX” spazia diverse tematiche. I temi centrali infatti, trattano la trasformazione, la trascendenza, il caos, il dualismo tra Terra e cielo, carne e spirito, umano e divino. Non a caso Rosalía si ritrova in qualche modo alla ricerca di uno “scopo divino”, guidata e illuminata dalla potenza della “luce”. Non manca una forte componente femminile: si rivolge infatti al misticismo femminile, ispirandosi nei suoi testi alle storie di diverse sante (tra cui Santa Rosalia, Santa Teresa d’Avila, Giovanna d’Arco). Canta anche l’amore, non solo quello sentimentale, comune a tutti noi, ma anche a quello più ampio, quasi spirituale. Dedica vari brani alla fede, al profondo legame che ha con Dio, sempre presente, “Unico che può riempire gli spazi”, in un modo o nell’altro e a volte anche alla paura del Suo giudizio.

LA STRUTTURA DEL DISCO:

Prende a cuore questo lavoro fin dal principio, e grazie a quest’apertura, ne diventa protagonista indiscussa; sia in fase di scrittura, che nella produzione (componendo persino delle “arie”). Spinge ai limiti anche la sua voce, che spazia da toni sussurrati e intimi, fino a crescere in toni più potenti, che ricordano le arie d’opera lirica, dimostrando di non essere solo forte nel flamenco, popreggaeton e urban , ma di avere anche un notevole controllo e una solida formazione classica. La grandezza di questo disco lo si percepisce anche nella sua struttura. Grazie alla scelta dell’uso di ben 13 lingue diverse, tra cui spagnolo, catalano, inglese, giapponese, latino, tedesco (come già sentito in “Berghain”), ucraino, italiano (come nella straziante traccia “Mio Cristo Piange Diamanti” ) e siciliano di“Focu ‘ranni” (un tributo a Santa Rosalia, patrona di Palermo) disponibile solo nella versione fisica del disco.

Per amplificare la potenza spirituale del progetto, la pop star si affida completamente alla possente presenza della London Symphonic Orchestra diretta da Daníel Bjarnason. Si arricchisce anche di presenze giganti come Yves Tumor e Björk (sua “madre” e musa artistica ispiratrice), Carminho (cantautrice portoghese di fado che l’affianca nel brano intitolato “Memória”), Estrella Morente e Silvia Pérez Cruz (con le quali collabora insieme inLa Rumba del Perdón), Yahritza y su Esencia (trio messicano che fonde pop e flamenco in “La Perla”) e dal coro di voci bianche Escolania de Montserrat, (uno dei più antichi della Catalogna).

Se la musica è arte, solo quando ha alle spalle tanto studio, lavoro e verità: questo è un disco che ci infonde ottimismo. In un mondo dove tutto corre ormai troppo veloce, dove le produzioni musicali sono standardizzate e si somigliano tutte, questo è sicuramente un disco che ci “fa vedere la luce”, che ci infonde ancora speranza, che ci arricchisce. Inaspettato e sincero, che viaggia verso sonorità e prospettive nuove, mai sentite, senza tempo. Rosalía che può vantare ormai tormentoni e stream da capogiro, non si adagia, ma torna con coraggio, proponendo l’inaspettato. Cambia forma, tenendosi stretta la possibilità di raggiungere la grandezza. Non sempre di facile interpretazione – non possiamo sapere se il mondo possa essere pronto a questo tipo di avanguardia- tuttavia per quello che mi riguarda, posso affermare di essere davanti ad uno degli album più illuminanti, geniali e commoventi di questo 2025.

I BRANI DI “LUX” DIVISI PER MOVIMENTI:

MOVIMENTO I

1. “Sexo, Violencia y Llantas”

2. “Reliquia”

3. “Divinize”

4. “Porcelana”

5. “Mio Cristo Piange Diamanti”

MOVIMENTO II

6. “Berghain”

7. “La Perla”

8. “Mundo Nuevo”

9. “De Madrugá”

MOVIMENTO III

10. “Dios Es Un Stalker”

11. “La Yugular”

12. “Focu ‘ranni” [CD/vinyl exclusive]

13. “Sauvignon Blanc”

14. “Jeanne” [CD/vinyl exclusive]

MOVIMENTO IV

15. “Novia Robot” [CD/vinyl exclusive]

16. “La Rumba Del Perdón”

17. “Memória”

18. “Magnolias”