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Editoriali

Recensione “G” di Giorgia: Autoritratto ed essenza di una fuoriclasse

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Giorgia - Foto di Valentina Ceccatelli

Confermandosi una fuoriclasse della musica italiana, Giorgia ha lanciato il suo nuovo album “G” venerdì 7 novembre: un vero e proprio disco di rinascita. Pur non essendo scritto in prima persona, l’album rivela appieno l’essenza dell’artista, trovando un equilibrio perfetto tra mente e anima. Un lavoro consapevole, maturo e innovativo, ma che strizza comunque un occhio al passato.

“<<In questo disco io ho scritto pochissimo, ma ci ho messo comunque tanto di me, quindi G è proprio l’essenza. Poi c’è tutto un collegamento con il passato>>”.

“G” come Giorgia. “G” come la settima lettera dell’alfabeto, che in musica corrisponde all’accordo di Sol.“G” è anche il titolo di quest’ultimo progetto, che arriva a soli due anni di distanza dal precedente lavoro, “Blu” del 2023 (un disco che non ha lasciato, tuttavia, un segno indelebile).  Dopo tre decenni di carriera, Giorgia quindi sceglie proprio il 2025 come suo anno di rinascita. Un anno che la vede già pienamente protagonista in varie vesti: dalla meravigliosa interpretazione sanremese di “La cura per me”, ai tour sold out nei palazzetti, fino alla disinvoltura dimostrata nei panni di conduttrice a X Factor. Insomma questa è una Giorgia intraprendente, versatile, che dimostra di saper fare davvero tutto, con innata eleganza e perfezione.

Giorgia - Foto di Valentina Ceccatelli
Giorgia – Foto di Valentina Ceccatelli

COMPOSIZIONE DEL DISCO:

L’album, composto da dodici tracce, frutto di un lavoro corale, scritto e prodotto a più mani- circa una trentina di autori- che hanno contribuito con metriche fresche e giovanili. Tra i nomi più noti spicca sicuramente quello di Blanco, co-autore di “La cura per me” – che all’ultimo Sanremo ha permesso a Giorgia di prendersi il titolo di vincitrice morale. La famosa canzone viene inoltre riproposta nell’ultima traccia del disco, in una versione inedita, in duetto con l’artista stessa. Tra gli altri grandi autori che hanno collaborato figurano: Calcutta, Dardust e Davide Petrella (che hanno co-firmato il singolo“Golpe”) e poi ancora Mara Sattei, Jacopo Ettorre, Kyv, Federica Abbate, Enrico Brun, Cripo, Rondine, Simon Says, Alessandro La Cava, e Katoo. 

DI COSA PARLANO LE TRACCE DEL DISCO?

“La pressione che viviamo che ci rende sempre costantemente insoddisfatti. Ad un certo punto serve capire e dire <<ok, basta io sto qua, devo stare qua e non altrove>>”.

La tracklist prevede brani che solo all’apparenza sembrano viaggiare sulla falsa riga del successo Sanremese, ma che in realtà, se ne discostano. Replicarne il successo, sarebbe stato infatti presso che impossibile. Per esempio“Golpe”-brano che ha anticipato l’uscita di “G”– è altrettanto melodico, ma meno luminoso e strutturato. Stessa sorte toccata anche al fresco tormentone estivo L’unica, che suona molto più pop, e che invita a vivere a pieno le relazioni, consapevoli che prima o poi tutto potrebbe finire.

Un’altra ballad è ”Corpi celesti’, nella quale la cantante riconosce ‘il coraggio di cadere all’indietro’ e di ‘buttare via tutte le certezze che ha’, mettendosi in gioco senza paure. Ad un certo punto decide persino di utilizzare l’autotune, ma solo come sfumatura in fase di post-produzione, poiché sappiamo tutti benissimo che a una come Giorgia modificare l’intonazione non serve. Nel pop dinamico di ‘Rifare tutto’, torna il senso di rinascita, per poi esplodere nel ritornello con «Voglio rifare tutto, ridere e piangere, ma voglio rifare tutto». Qui Giorgia si concede infatti la possibilità di “rimettersi in discussione”, rimediando agli errori passati, se necessario, ricominciando da capo, sia nella vita che nelle relazioni.

Giorgia - Foto di Valentina Ceccatelli
Giorgia – Foto di Valentina Ceccatelli

Incertezze e nodi alla gola fanno da eco nel pezzo più Soul ed R&B del disco -arrangiamenti che nel suo percorso non potrebbero mai mancare- ovvero “Sabbie mobili”, come metafora di quanto spesso una relazione possa diventare tossica a tal punto da trascinarti a fondo, senza punti fermi.

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Amore e odio diventano due facce della stessa medaglia in “Odio corrisposto”, un’incalzante traccia up-tempo in cui la cantante si domanda quale sia la vera natura del vuoto che l’assale: “<<Se tutte quante le parole che mi lanci addosso sono solo il frutto di quest’odio corrisposto, allora dimmi cos’è?>>”.

“G” si conferma quindi “autoritratto” di sostanza e maturità, all’altezza di una fuoriclasse che, dopo trent’anni, continua a stupire e a raccontarsi con eleganza, voce e melodie inconfondibili.