Editoriali
Axl Rose lancia il microfono a Buenos Aires: la Rosa perde i petali ma non le spine
Axl Rose non ha perso il vizio — o forse ha solo ricordato al mondo chi è. Durante il concerto dei Guns N’ Roses del 18 ottobre all’Estadio Huracán di Buenos Aires, il frontman ha scagliato il microfono contro la batteria del nuovo drummer, Isaac Carpenter, per poi lasciare il palco per alcuni minuti. Un gesto improvviso che ha fatto il giro del web, riaccendendo il ricordo di un passato fatto di genio, rabbia e istinto puro.
Secondo fonti interne al tour, la causa sarebbe stata un problema tecnico: Axl non riusciva a sentire correttamente la propria voce in cuffia e, dopo vari tentativi di sistemare l’auricolare, ha perso la pazienza. Rientrato sul palco, ha ironizzato con il pubblico — “So, I’ll just try and wing this!” — e ha portato a termine lo show senza ulteriori scosse. Il messaggio, però, era chiaro: la Rosa può anche appassire un po’, ma le spine restano affilate.
Un déjà-vu del passato
Per chi segue Axl da decenni, la scena di Buenos Aires è un déjà-vu. Negli anni del Use Your Illusion Tour (1991-93), il cantante era celebre per le sue incandescenze: show iniziati con ore di ritardo, risse con i fan, e l’ormai leggendario St. Louis Incident del 1991, che portò a una rivolta e alla fuga del frontman dal palco. Quella furia era parte integrante del mito Guns N’ Roses: l’idea che ogni concerto potesse esplodere da un momento all’altro.
Quella di oggi, però, è un’altra storia. L’Axl Rose del 2025 non è più l’icona autodistruttiva degli anni ’90, ma un artista maturo che sceglie quando — e come — lasciare emergere la propria collera. Il microfono scagliato in Argentina non è stato il preludio al caos, ma uno sfogo circoscritto, rapidamente riassorbito dalla professionalità del gruppo.

I Guns n’ Roses ieri o oggi
Il confronto con il passato è inevitabile. Trent’anni fa, un episodio simile avrebbe probabilmente fatto deragliare l’intero concerto. Oggi, invece, Rose si riprende, scherza con la folla e continua a cantare. La differenza sta nel controllo: l’artista non è più vittima dei propri eccessi, ma li utilizza per alimentare la tensione scenica, per ricordare che sotto i riflettori pulsa ancora il sangue del rock.
E se “la Rosa ha perso qualche petalo” — perché Axl, nel bene e nel male, non è più quello di un tempo — resta capace di far riaffiorare quelle spine che erano croce e delizia dei vecchi fan. I live dei Guns N’ Roses sono sempre stati un percorso sulla lama del rasoio, dalla grande estasi alla delusione più cocente: non sapevi mai cosa aspettarti.
Chi è il vero Axl?
La forza dei Guns è sempre stata quella di far parlare di sé, alimentando le interpretazioni più fantasiose sulle loro vicende. Quindi scegliete voi quale Axl vi piace di più: l’inguaribile ribelle o il rocker maturo. In ogni caso, lui ha già vinto — perché ha ancora la vostra attenzione.
