Dischi
NIUIORCHERUBINI – la bellezza dell’imperfezione di Jovanotti
Frutto di live session newyorkesi, il sorprendente nuovo disco spazia tra funk, soul, afrobeat e molto altro. L’uscita anticipa un tour mondiale, esito di un progetto musicale fuori dagli schemi.
A soli dieci mesi da “Il Corpo Umano vol.1”, giovedì 20 novembre Jova ha sorpreso tutti con l’uscita inaspettata di “NIUIORICHERUBINI (BROOKLYN STUDIO, JOVA SESSION 25)”. Questo disco live, registrato a New York in soli sei giorni, si aggiunge al suo progetto artistico più ampio de “L’Arca di Lorè”, che presto vedrà l’artista impegnato in un tour mondiale. L’audace idea alla base di quest’opera unica, composta da tredici brani inediti, prende vita da una jam session. Suonate e registrate dal vivo in uno studio di Brooklyn direttamente su un nastro analogico ed impolverato, le tracce sono state incise, senza correzioni, post-produzioni o sovraincisioni. È a tutti gli effetti un LP imperfetto, libero e spontaneo, figlio delle session newyorchesi: un lavoro privo di strategie di marketing o pretese, creato semplicemente per il puro piacere di fare musica.
Come afferma l’artista stesso, questo LP non era previsto, infatti nasce spontaneamente dalle sue emozioni più profonde, come via di fuga, contro le ingiustizie del mondo e gli orrori della guerra, per ridare vitalità e amore a chi l’ascolta.
<<La musica non può fermare le guerre o risolvere le emergenze, però è quello che faccio, e mi ci dedico corpo e anima affidando a lei le mie emozioni. Amo la musica, soprattutto amo sentirla nascere: lo studio di registrazione, gli strumenti, i microfoni, le parole che diventano melodie, ritmo, canzoni. >>
IL SOUND DI NIUIORCHERUBINI:
Il sound del disco è energico, dinamico, ritmato e spazia con disinvoltura tra generi come salsa, soul, afrobeat, tropicalismo e funk. Non a caso, Lorenzo ha reclutato a New York una band di musicisti di alto livello e provenienti da mondi differenti, scegliendoli non solo per la loro tecnica, ma per l’imprevedibile capacità di improvvisare ed unire sensibilmente varie culture musicali. Ne sono un esempio le collaborazioni con Oscar Hernandez, la Spanish Harlem Orchestra (nel brano “Senza se e senza ma“), i Red Baraat (nel brano “Ai miei amici”) e JP Bimeni (nel brano “La musica dell’anima”) il percussionista Caìto Sanchez, ed il chitarrista Binky Griptite.
Il risultato? un’opera autentica: note stonate, risate fuori campo e colpi di batteria imprevisti celebrano la bellezza dell’imperfezione. Sullo sfondo, una New York, più viva che mai, dalle sirene di Brooklyn al traffico del Queens fino alle notti infinite dei diner, fa da cassa di risonanza a questa musica pulsante. Tutto sembra vibrare.
IL SIGNIFICATO DELLE TRACCE:
Le tracce dell’album affrontano principalmente i temi dell’amore e della bellezza della vita in varie sfaccettature. Il disco si apre con “Senza se e senza ma”, un inno all’amore puro e incondizionato. Il viaggio musicale prosegue su rotte non convenzionali, come nell’inno alla vita “Ai miei amici“, che unisce sonorità punjabi indiane al groove newyorkese. Nel soul classico de “La musica dell’anima“, invece, c’è una ricerca di speranza, amore e pace universali. La sognante “Magari” porta con sé una nota di malinconia, nata in un giorno di pioggia.
In “So solo che la vita“ (feat. Felipe Hostins, Gil Oliveira, Ronaldo Andrade) si balla fino all’alba, con un omaggio al forró e al piseiro del nordest brasiliano, arricchito da fisarmonica, triangolo e zabumba. A seguire, il riff ritmato di “Resistente“, in cui Jova ritrova la sua dimensione, affermando: <<Ho una cosa da dire: non mi sono fatto niente, sono resistente>>.
Sonorità latineggianti risuonano con “Un miracolo” (feat. Chicha Libre), per poi immergersi nella cumbia di “Cado verso l’alto“. Il percorso si chiude con la danza libera di “Shiva Jam“, un sound che rappresenta appieno l’essenza e l’energia di questa sessione improvvisata.
