Editoriali
Sanremo 2026: I 30 Big in gara. Tra delusioni, sorprese e grandi assenze
L’attesa è davvero finita, Carlo Conti ha finalmente annunciato al TG1 i nomi dei 30 Big che parteciperanno alla 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026. La gara si terrà dal 24 al 28 febbraio 2026, come di consueto al Teatro Ariston.
L’annuncio, inizialmente previsto per domenica 23 novembre, ha subito uno slittamento di una settimana per due motivi principali. Il primo, in segno di rispetto per la recente scomparsa di Ornella Vanoni, avvenuta venerdì 21 novembre. Il secondo motivo è stato deciso per far spazio alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, che si terranno nello stesso periodo del Festival (dal 6 al 22 febbraio).
POSSIAMO DUNQUE SCOPRIRE INSIEME IL CAST DI QUESTO FESTIVAL: Tommaso Paradiso
Chiello
Serena Brancale
Fulminacci
Ditonellapiaga
Fedez e Masini
Leo Gassmann
Sayf
Arisa
Tredici Pietro
Sal Da Vinci
Samurai Jay
Malika Ayane
Luché
Raf
Bambole di Pezza
Ermal Meta
Nayt
Elettra Lamborghini
Michele Bravi
J-Ax
Enrico Nigiotti
Maria Antonietta E Colombre
Francesco Renga
Mara Sattei
LDA e Aka7ven
Dargen D’Amico
Levante
Eddie Brock
Patty Pravo
<<C’è tantissimo fermento, varietà di sapori, alcune conferme e tantissimi esordi musicali. Spero di aver scelto bene le canzoni che canteremo, che resteranno nel tempo, e scaleranno le classifiche>>.
CONTI FA IL PIENO : RECORD DI CANDIDATURE NONOSTANTE I “NO” ECCELLENTI
L’avvicinamento al 76° Festival di Sanremo, è stato fin da subito carico di chiacchiericci e retroscena. Un Sanremo all’apparenza sottotono, orfano di grandi nomi, ma che potrebbe però rivelare delle sorprese in corso d’opera. Tra la lista compaiono molti nomi esotici, alcuni provenienti dal cantautorato (come Fulminacci, Enrico Nigiotti, Tommaso Paradiso), altri dalla scena rap (Luchè, Tredici Pietro, Nayt), esordi del tutto originali (Eddie Brock, Le Bambole di Pezza, Samurai JAY, e Maria Antonietta in coppia col compagno Colombre), oltre ai già noti (Arisa, Ermal Meta, Fedez&Masini, Malika Ayane, Michele Bravi, Patty Pravo, Raf, ecc.). Non c’è dubbio, l’intento di Conti è quello di provare a replicare un altro Festival “fortunato”, con la speranza di aver scelto bene le 30 canzoni e i 30 artisti in gara, così da ampliare il ventaglio di sapori e gusti musicali che andrebbero ad accontentare un po’ tutti. Tanta varietà sonora dunque, ci saranno canzoni che potrebbero farci riflettere, e altre hit che potrebbero farci ballare. In un Sanremo che sembra non aver lasciato chissà quali strascichi di entusiasmo, ci chiediamo se quindi Conti riuscirà a vincere la sua scommessa?
Come sopra citato, non sono mancati i vari rumors insistenti su presunti malumori, inaspettati “No” e “fughe” di artisti di primo piano. Se in passato Sanremo era un’esperienza ambita, quasi imperdibile per la carriera di un cantante, oggi cresce il numero di giganti della musica italiana che avrebbero deciso di tirarsi indietro, rifiutando l’offerta. Come possiamo notare tra questo cast non vediamo infatti comparire: Angelina, Annalisa, Carmen Consoli, Emma, Lazza, Noemi, Irama, Tedua, Tananai, oltre al grande atteso Tiziano Ferro. Ennesima esclusione anche per i Jalisse, per cui la “maledizione” continua. I motivi di questi rifiuti sono vari e sfaccettati. Si dividono tra chi ha già in programma tour estivi o impegni discografici inderogabili e chi preferisce tirare il fiato, prendendosi del tempo per sé ed evitando quella “sovraesposizione” mediatica che, a volte, rischia di bruciare una carriera. C’è poi chi non si sente attratto dalle scelte professionali di Conti, percepite come più vicine a un formato “cantautorale” e meno “pop” rispetto all’era Amadeus. Per le major discografiche, inoltre, partecipare a Sanremo significa spesso dover pubblicare un album subito dopo il Festival, un piano che non sempre rientra nelle strategie del momento. Infine, sembra che la RAI, nelle trattative, abbia richiesto maggiori garanzie e responsabilità sui comportamenti “sopra le righe” dei cantanti, un aspetto che potrebbe aver complicato alcuni accordi. Parallelamente, è stato raggiunto un accordo economico: i rimborsi forfettari RAI sono stati aumentati del 20%. La decisione ha soddisfatto le case discografiche, che da tempo richiedevano un “adeguamento” per coprire in modo più efficace le spese vive e i costi gestionali legati alla partecipazione dei loro artisti.
Tuttavia, è importante ricordare che Carlo Conti ha ricevuto oltre 250 candidature, un numero che smentisce categoricamente l’idea di un Festival in crisi. L’interesse è altissimo, tanto che il direttore artistico ha deciso di aumentare il numero dei partecipanti a 30 per gestire l’elevato interesse e venire incontro alle esigenze delle case discografiche.
L’ARISTON SI RINNOVA : ECCO LE NOVITÀ E L’ORGANIZZAZIONE DEL FESTIVAL
I cambiamenti del 76° Festival di Sanremo, previsto dal 24 al 28 febbraio 2026 riguardano principalmente la direzione artistica, il numero e la selezione degli artisti, e gli aspetti organizzativi/legali. L’evento si svolgerà come di consueto al Teatro Ariston, dopo che il comune di Sanremo è riuscito a ottenere la piena legittimità dell’appalto per l’organizzazione del Festival. Alla timone del Festival per il secondo anno consecutivo torna Carlo Conti, con l’intento di replicare il successo passato, valorizzando generi e stili differenti.
Il regolamento di quest’anno prevede la partecipazione di 30 artisti totali: 30 “Big” già affermati, oltre allo spazio dedicato ai vincitori provenienti dalle Nuove Proposte.
La prima serata martedì 24 febbraio prevede l’esibizione di tutti e 30 gli artisti in gara, mentre nelle serate di mercoledì 25 e giovedì 26 il cast sarà suddiviso a metà. Giovedì sarà la volta anche dei vincitori delle Nuove Proposte. Un punto fermo e tra i più attesi resta come sempre la serata delle cover, prevista per venerdì 27 , in cui gli artisti in gara saranno liberi di scegliere quale brano edito reinterpretare (italiano o internazionale) esibendosi in duetto o con un ospite di chiara fama. I voti ottenuti in questa serata, che avrà una classifica a parte, andranno a sommarsi al punteggio generale. Il tutto terminerà col gran finale di sabato 28.
Il sistema di voto rimane fedele alla formula consolidata delle ultime edizioni, garantendo un equilibrio tra le diverse componenti. Nella serata finale, il peso sarà suddiviso tra Televoto (34%), Giuria della Sala Stampa, TV e Web (33%) e Giuria delle Radio (33%).
In finale, i primi cinque classificati verranno sottoposti a una nuova votazione da zero per determinare il vincitore assoluto.
A livello organizzativo, la principale novità è l’introduzione di una gara d’appalto pubblica per i diritti del Festival, un cambiamento legale significativo rispetto al passato. Sebbene la RAI sia stata l’unica a presentare un’offerta, la procedura è ora formalmente aperta alla concorrenza. Infine, l’offerta Rai si arricchisce con due programmi satellite: il nuovo show “Sanremo +” condotto da Conti e il ritorno del “Dopofestival” con Nicola Savino.
EUROVISION: UNA SCELTA E NON PIU’ UN OBBLIGO PER IL VINCITORE
Un’altra novità di spicco di questo Festival è sicuramente la questione Eurovision Song Contest 2026 (che si terrà a Vienna, in Austria). Non è detto, infatti, che a rappresentare l’Italia alla competizione europea debba per forza essere il vincitore assoluto della kermesse. Il meccanismo è chiaro: prima ancora che il Festival inizi, tutti gli artisti in gara sono tenuti a comunicare alla RAI la loro eventuale disponibilità a partecipare all’Eurovision in caso di vittoria. Il vincitore di Sanremo ha, per regolamento, un “diritto di prelazione”, ovvero è la prima scelta assoluta. Tuttavia, se dovesse rifiutarsi (come è già accaduto in passato, ad esempio con gli Stadio nel 2016 o con Olly per l’edizione 2025), la RAI procede a scorrere la classifica finale, offrendo la possibilità al secondo classificato, poi al terzo, e così via, fino a trovare un artista disponibile ad accettare la sfida europea. L’artista che alla fine accetta l’incarico parteciperà all’Eurovision generalmente con lo stesso brano vincitore a Sanremo; a volte sono necessari solo piccoli tagli per rispettare i limiti di durata imposti dal regolamento internazionale dell’ESC. In sintesi, la partecipazione è una scelta ponderata dall’artista, non più un obbligo automatico.
L’appuntamento da non perdere adesso sarà il 14 dicembre: durante la finale di Sanremo Giovani, verranno svelati i titoli delle canzoni in gara.
