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Con Coez è bella anche Milano – Live report della seconda data al Forum di Assago
Il tour nei palazzetti di Coez continua con la doppia data al Forum di Assago, e se la prima è andata sold out, la seconda ci si avvicina.
La situazione a pochi minuti dall’inizio del live è una distesa di persone in fermento che copre tutto il parterre, mentre nelle tribune pare non ci siano posti vuoti.
Ad aprire il concerto è la voce potente e la personalità unica di Lamante, a cui è stato dato il compito di fare da opening act per tutto il tour. Il pubblico anche stavolta la adora, la accoglie con cori, applausi ed entusiasmo.
Il Forum è caldo, le luci si spengono e qualche minuto dopo le 21:00 Coez e la sua band calcano il palco. Palco dalla scenografia bellissima: pavimento a zig-zag bianco e nero alla Twin Peaks che rimanda ai video di Ti manca l’aria e Mr. Nobody, visual retrò perfettamente in linea con le vibes dell’ultimo disco e grandi televisori targati <Coez1998>.
Milano, fate i bravi
Silvano – vero nome di Coez – inizia il concerto con la sua canzone preferita dell’album, quella che alla fine gli dà il titolo, Estate 1998, per poi passare in rassegna i suoi successi più grandi tratti dai suoi sette dischi in studio. Da Faccio un casino a Domenica, da Lontana da me a Occhi rossi; per i veterani anche brani come Chiama me – che lui stesso precisa aver aggiunto alla scaletta dopo essere stata parecchio richiesta dai fan, anche se che era stata scartata da Sanremo Giovani ai tempi. Ma il bello delle canzoni scritte col cuore è questo: fanno la loro strada, trovano una nuova anima e rivivono, anche dopo anni.
E Coez conosce bene il suo pubblico, lo coccola, sa quello che vuole e lui è consapevolissimo di aver sfornato hit dopo hit nel corso della sua carriera.
Un altro esempio è Le parole più grandi, riscoperta dai fan più giovani che sottopalco la cantano a gran voce mentre vengono ripresi dalle videocamere che trasmettono le immagini sugli schermi sul palco.
Dulcis in fundo
Alcuni sono rimasti delusi dall’assenza di Jet nonostante ci sia nella playlist ufficiale del tour su Spotify, ma questa mancanza è stata ben colmata da non uno, ma ben due ospiti: Frah Quintale, che arriva per cantare Alta Marea e Lovebars, e Franco126 per la loro Roma di notte.
La classica scesa finta dal palco ormai è prevedibile e retrò, ma 1998 è un disco che scava nella nostalgia degli anni ’90 quindi certe pratiche ci stanno tutte. Nessuno lascia il proprio posto, tutti sanno che non può finire così: quando il palco si ripopola la chiusura del live spetta a tre brani iconici. Qualcosa di grande, È sempre bello e La musica non c’è.
L’atmosfera generale che si è respirata è di grande unione, amore in ogni dove, qualche lacrima, abbracci fra amici, coppie, figli e genitori, tanti cuori e un’unica voce. Coez è un fuoriclasse che mette d’accordo ogni generazione proprio perché nei suoi testi parla di emozioni vere, esperienze che toccano tutti, e guardandomi attorno posso affermare che questo concerto ne è stato l’ennesima prova.
La scaletta
- Estate 1998
- Mr. Nobody
- Mal di te
- La tua canzone
- Faccio un casino
- Catene
- Siamo morti insieme
- Domenica
- Ciao
- Lontana da me
- Niente che non va
- E yo mamma
- Occhi rossi
- Come nelle canzoni
- Le parole più grandi
- Dentro al fumo
- Ti manca l’aria
- Le luci della città
- Alta marea (con Frah Quintale)
- Lovebars (con Frah Quintale)
- Taciturnal
- Davide
- !ly
- Roma di notte (con Franco126)
- Chiama me
- Ali sporche
- Qualcosa di grande
- È sempre bello
- La musica non c’è
