Editoriali
Le 5 faide ROCK più stupide, puerili e fottutamente essenziali
Quando l’ego genera capolavori e noi ci godiamo lo spettacolo
Il rock’n’roll vive di reunion commoventi, anniversari celebrativi e discorsi sull’eredità culturale. Tutto molto nobile. Peccato che la verità sia un’altra: le rockstar sono bambini dell’asilo con i capelli lunghi. Al posto dei mattoncini si lanciano tour bus e insulti via stampa. E noi paghiamo il biglietto per vedere lo spettacolo.
Ecco le cinque faide più inutili e insieme più necessarie che la chitarra distorta ci abbia regalato. Spoiler: il vincitore non è mai chi urla più forte.
1. METALLICA vs MEGADETH
Dave Mustaine viene cacciato dai Metallica nel 1983. Troppo ubriaco, troppo incazzato, troppo inaffidabile. Lui che fa? Fonda i Megadeth e giura vendetta eterna.
La cacciata non fu una pacifica stretta di mano. Dopo la notte brava, Mustaine si svegliò, scoprì che la sua band lo aveva abbandonato e che il suo equipaggiamento era stato già caricato su un bus in partenza. Gli diedero solo un biglietto per tornare a Los Angeles in autobus.
Quarant’anni dopo continua a parlarne in ogni intervista come se fosse successo ieri. Ha creato una band colossale per ripicca. Ha venduto milioni di dischi. Ha dimostrato a Hetfield e Ulrich che poteva farcela da solo.
Eppure continua a perdere il sonno ogni volta che i Metallica comprano una villa nuova.
Il verdetto? Quella cacciata epocale ci ha regalato non una, ma due band fondamentali del thrash metal. Senza quel litigio, metà degli anni ’80 sarebbero stati vuoti. Mustaine ha passato quattro decadi a dire di essere il vero genio. I Metallica a contare i soldi. E a fare St. Anger, che è la vera vendetta di Mustaine senza nemmeno dover fare nulla.
Il vero eroe? L’autista che scaricò Dave a Los Angeles senza sapere di aver innescato una rivalità senza fine.
2. NIRVANA vs GUNS N’ ROSES
Kurt Cobain disprezzava Axl Rose. Troppo rockstar, troppo patinato, troppo eighties. Axl disprezzava Kurt. Troppo depresso, troppo alternativo, troppo poco pettinato.
Si insultavano pubblicamente come nonne al mercato, ma con più eroina.
Era la battaglia tra l’integrità grunge e l’eccesso hard rock. L’intellettuale emo contro il bullo biondo platino. Kurt che predicava autenticità mentre Axl arrivava sul palco con tre ore di ritardo vestito da pirata spaziale.
Una guerra persa da entrambi, vinta solo dalla stampa musicale.
Il bello è che avevano ragione tutti e due. Kurt aveva ragione a odiare l’ipocrisia dello showbiz. Axl aveva ragione a pensare che Kurt si prendesse troppo sul serio. E noi? Noi ci siamo tenuti Nevermind e Appetite for Destruction, che è più di quanto si possa chiedere a due frontman con problemi di gestione della rabbia.
3. BLACK SABBATH vs DIO
Ozzy viene cacciato dai Sabbath per ovvi motivi. Arriva Ronnie James Dio, un gigante della voce alto quanto un amplificatore Marshall in orizzontale.
La rivalità non era musicale. Era puro ego. Tony Iommi che doveva abbassare il microfono ogni volta che tornava Ozzy. Dio che scriveva testi fantasy mentre Ozzy parlava di pipistrelli morti. Due mondi incompatibili nello stesso gruppo.
Il risultato? Heaven and Hell, uno dei dischi più potenti della storia del metal.
Ascoltate quel disco e sentite la tensione. Sentite l’ego che si scontra, la chimica malata, la consapevolezza che quella formazione non sarebbe durata. E infatti non è durata. Ma ha generato il metal epico moderno.
Merito a Iommi, che ha sempre saputo trasformare un litigio in un riff leggendario. Il loro rapporto era così tossico che quando si sono riuniti anni dopo, hanno chiamato la band Heaven and Hell, il nome perfetto per il loro eterno purgatorio.
4. OASIS vs BLUR
Una rivalità costruita a tavolino dalla stampa inglese. Trasformata in un delirio isterico dai fratelli Gallagher, che sono i veri campioni mondiali del litigio sterile.
Litigavano su chi aveva la canzone più Beatles. Su chi aveva la fidanzata più brutta. Su chi rappresentava meglio la working class (mentre guadagnavano milioni).
Se i Blur erano i bravi ragazzi intellettuali di Londra, gli Oasis erano l’operaio ubriaco che ti rompe il naso al pub.
Hanno venduto vagonate di dischi grazie a questa faida che, diciamocelo, era pura pubblicità. Ma l’abbiamo amata. Perché era teatro. Perché Noel e Liam si detestavano davvero, e questo si sentiva.
Oggi i Gallagher litigano ancora. Da soli. Su Twitter. È il loro capolavoro finale, un patrimonio culturale protetto dall’UNESCO.
5. CLASH vs SEX PISTOLS
Questa non è una faida. È uno scisma filosofico con le chitarre distorte.
Da una parte Joe Strummer e i Clash: idealisti politici, convinti che il punk dovesse dire qualcosa, cambiare qualcosa, essere più di tre accordi e sputi. Dall’altra Johnny Rotten e i Sex Pistols: nichilisti puri, convinti che il punk fosse solo distruzione e che tutto il resto fosse fuffa da radical chic.
Strummer vedeva i Pistols come una band costruita a tavolino da Malcolm McLaren, un prodotto di marketing travestito da rivolta. Rotten vedeva i Clash come ragazzini borghesi che giocavano a fare i rivoluzionari senza aver mai visto una vera fottuta baricata.
Entrambi avevano ragione. Ed è per questo che la loro rivalità ha generato un intero movimento.
I Sex Pistols sono bruciati in un anno e mezzo. Fiamma altissima, vita brevissima. Hanno lasciato un solo disco (Never Mind the Bollocks) e un’eredità di anarchia bellissima e autodistruttiva. I Clash hanno preso quell’energia e l’hanno trasformata in qualcosa di più grande: politica, sperimentazione, durata.
Senza quella rivalità, il punk sarebbe stato solo rumore. Il loro odio reciproco ha creato due visioni del mondo. Una diceva “brucia tutto”. L’altra diceva “brucia tutto, ma poi costruisci qualcosa di nuovo”. Il punk ha vinto perché loro hanno litigato.
La verità svelata
Morale della favola: l’ego è il miglior produttore discografico che il rock abbia mai avuto.
Tutti questi frontman isterici, questi chitarristi megalomani, questi batteristi rancorosi hanno litigato, si sono sputati addosso, si sono rubati mogli e riff. Ma il risultato finale? Vagonate di musica tirata e storie da raccontare mentre vai a lavoro a fanculo tutti.
Quindi viva i musi lunghi. Viva gli insulti in diretta. Viva Mustaine che rosica da quarant’anni, e i fratelli Gallagher che si sono auto-esiliati su Twitter, per la nostra gioia. E viva soprattutto noi, che quando la band implode per un basso che non si sente (vero Jason Newsted?), abbiamo sempre un doppio album da ascoltare.
Il rock non sarebbe lo stesso senza idioti geniali che si odiano.
E noi li amiamo proprio per questo.
