Editoriali
Il Post-Punk che ha Definito il 2025
Dall’intensità irlandese all’avanguardia jazz-punk londinese, ecco gli album che hanno dimostrato che il Post-Punk è più vivo, e più arrabbiato, che mai.
Il 2025 è stato un anno cruciale per il Post-Punk. Nato dalle ceneri dell’urgenza punk, questo genere ha sempre guardato avanti, mescolando l’energia grezza con l’inquietudine intellettuale. Quest’anno, una nuova ondata di artisti e alcuni graditi ritorni hanno affinato quel suono.
Dalle nebbie di Dublino ai club sotterranei di New York e Londra, questi sono i dieci album che ogni fan del Post-Punk dovrebbero avere in playlist.
I 10 Migliori Album Post-Punk del 2025 che non potete perdervi
The Murder Capital – Blindness
Se c’è una band che ha incanalato l’ansia del decennio in una forma d’arte elegante, sono i Dublinesi The Murder Capital. Blindness non è solo un disco molto atteso; è la cronaca della loro continua e rapida evoluzione. Mantenendo l’intensità lirica e vocale che li ha resi celebri, il loro sound qui si espande e muta, spesso sfociando in derive quasi cinematiche, dimostrando che il Post-Punk può essere sia brutale che splendidamente complesso e ricercato.
Home Front – Watch it Die
Un vero e proprio sleeper hit che si è guadagnato l’attenzione generale. Watch it Die è un gioiello di Post-Punk che si intreccia magnificamente con la New Wave degli anni ’80. Con melodie taglienti e una produzione pulita ma potente, l’album ha raccolto elogi unanimi per la sua capacità di suonare contemporaneamente nostalgico e sorprendentemente fresco. Un’intensità che non scende mai sotto il livello di guardia.
Shame – Cutthroat
La band britannica Shame si conferma una delle colonne portanti del Post-Punk moderno. Cutthroat è esattamente ciò che suggerisce il titolo: crudo, incisivo e senza fronzoli. I loro testi affondano nel cinismo sociale e politico con l’urgenza di un pugno nello stomaco. L’album cementa la loro reputazione come i portavoce più sfrontati del Post-Punk, con riff secchi e una sezione ritmica implacabile.
Maruja – Pain to Power
Forse l’uscita più audace del lotto. I londinesi Maruja hanno fatto il botto unendo Post-Punk, Post-Hardcore e un’inaspettata vena Jazz-Punk. Pain to Power è un turbine di caos controllato, con improvvisazioni strumentali che si scontrano con strutture punk taglienti. È il disco che il circolo più dark e sperimentale del Post-Punk ha atteso per anni, spingendo il genere verso territori inesplorati.
Geese – Getting Killed
I Geese continuano a distinguersi come l’elemento più “Art” nel panorama Art Rock/Post-Punk. Getting Killed è un disco di brani particolari, accolto con grande favore dalla critica per la sua originalità e per l’abilità della band di fondere arrangiamenti complessi con un’energia giovanile e disordinata. I loro pezzi sono labirintici ma sempre avvincenti.
The Wants – Bastard
Direttamente da New York, The Wants offrono una visione futuristica e fortemente ritmica del genere. Bastard è un album di Post-Punk elettronico, descritto come “No Wave / No Pop techno punk.” Il loro sound è dominato da linee di basso pulsanti e derive industriali che creano un’atmosfera unica, perfetta per le piste da ballo più oscure.
Viagra Boys – viagr aboys
I Viagra Boys non deludono mai chi cerca un Post-Punk sguaiato, sarcastico e intriso di sassofoni dissonanti. viagr aboys è un altro capitolo nel loro libro di critica sociale caustica, mantenendo quell’attitudine unica e disinteressata che li rende irresistibili. È il Post-Punk che preferisce deridere il sistema piuttosto che piangerci sopra. Li abbiamo sentiti dal vivo questa estate e possiamo confermare che si tratti di una delle migliori live band in circolazione.
The Horrors – Night Life
Un graditissimo ritorno per The Horrors, che in una formazione rinnovata, hanno rispolverato le atmosfere cupe e riverberate che li hanno resi celebri. Night Life attinge all’estetica del loro capolavoro Primary Colours, offrendo un sound oscuro, ispirato e stratificato, dimostrando che la vecchia guardia sa ancora come creare atmosfere intense e avvolgenti.
SPRINTS – All That Is Over
Gli SPRINTS hanno dimostrato con All That Is Over di possedere una delle energie più grezze e dirette del 2025. Un Post-Punk che non si vergogna di essere rock and roll, caratterizzato da performance vocali urgenti e una produzione che privilegia la spontaneità e l’impatto immediato.
Preoccupations – Ill At Ease
I Preoccupations continuano la loro esplorazione delle atmosfere cupe e post-industriali. Ill At Ease è un album che si muove lentamente e inesorabilmente, creando paesaggi sonori gelidi e dissonanti. È un Post-Punk meditativo, meno orientato all’aggressività e più concentrato sulla creazione di un’ipnosi ritmica e malinconica.
