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Comunicati stampa

OF MONSTERS AND MEN – tre date in Italia la prossima estate

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Con milioni di ascoltatori e hit globali come “Little Talks”, gli islandesi Of Monsters and Men tornano in Italia con l’attesissimo quarto album “All Is Love and Pain in the Mouse Parade”.

Scritto e prodotto nel loro studio in Islanda, il disco indaga il profondo legame tra amore e dolore, continuando il percorso iniziato con “My Head Is an Animal” (2011) e consolidato dai successi internazionali di “Beneath the Skin” (2015) e “Fever Dream” (2019).
Ritornati alle radici, gli Of Monsters and Men aprono un nuovo capitolo della loro carriera, consolidando il legame profondo e duraturo con il loro pubblico in tutto il mondo.

MERCOLEDÌ 24 GIUGNO 2026

POMPEI (NA) – ANFITEATRO DEGLI SCAVI DI POMPEI

B.O.P. – BEATS OF POMPEII

Piazza Immacolata, 80045 Pompei NA

www.instagram.com/beats_of_pompeii/

GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026

BOLOGNA – SEQUOIE MUSIC PARK

www.sequoiemusicpark.com

Via di Saliceto, 75, 40128 Bologna BO

VENERDÌ 26 GIUGNO 2026

GARDONE RIVIERA (BS) – ANFITEATRO DEL VITTORIALE

TENERAMENTE FESTIVAL

www.anfiteatrodelvittoriale.it

Via al Vittoriale, 12, 25083 Gardone Riviera BS

BIGLIETTI DISPONIBILI SU COMCERTO.IT E LIVENATION.IT DALLE ORE 10 DI VENERDÌ 12 DICEMBRE

Gli Of Monsters and Men, collettivo indie-folk islandese tra i più amati a livello internazionale, annunciano tre attesissime date italiane, in occasione dell’uscita del nuovo album “All Is Love and Pain in the Mouse Parade”, un’opera che segna il ritorno della band a sei anni di distanza dall’ultimo LP “Fever Dream”.

Il titolo – “All Is Love and Pain in the Mouse Parade” – può sembrare curioso, ma racchiude perfettamente il cuore del disco: un intreccio di storie, momenti e conversazioni che esplorano il modo in cui amore e sofferenza convivono, si scontrano e si alimentano a vicenda.

Dalla solitudine di un condominio pieno di sconosciuti, ai legami sfiorati in un supermercato, fino alle vite immaginate di una piccola comunità di topi in una casa vuota durante l’inverno: ogni canzone è una finestra sul mondo.

I cantanti e autori Nanna Hilmarsdóttir e Ragnar Þórhallsson raccontano spesso gli stessi eventi da due prospettive diverse. “Il disco parla della dualità: dove c’è amore, inevitabilmente c’è dolore. Non puoi avere l’uno senza l’altro”, spiega Nanna. “È ispirato alle nostre vite, alle nostre famiglie, alla nostra comunità e alle generazioni prima di noi. Tutto questo insieme forma la Mouse Parade.” “È un album che parla di crescere, ma anche di tornare a casa facendo pace con il passato”, aggiunge Ragnar.

Dopo anni trascorsi tra tour e pubblicazioni, e complice lo stop forzato della pandemia, la band si è presa una pausa per rimettere tutto in prospettiva: un EP, un documentario, progetti solisti e persino qualche nuovo arrivo in famiglia hanno riportato equilibrio e nuove idee. Senza etichetta per un periodo e rientrati in studio in autonomia, i cinque musicisti hanno riscoperto l’energia degli esordi, con registrazioni spontanee e un approccio più “fisico”: suonare insieme, imperfezioni incluse, ha ridefinito l’identità del disco.

Registrato nell’arco di due anni e autoprodotto – con la collaborazione di Josh Kaufman (The National, Bob Weir, Bonny Light Horseman) e dell’amico storico Bjarni Þór Jensson – l’album sprigiona un calore intimo, quasi domestico. Il singolo “Television Love” incarna appieno questa atmosfera, con emozioni che si accendono e riaccendono nel tempo, come lettere spedite e ricevute a distanza di anni.

Il disco affronta temi universali: l’isolamento e le aspettative tradite in “Tuna in the Can”, il tumulto dei pensieri in “Kamikaze”, il desiderio estivo di “Ordinary Creature”, fino alla ricerca di un luogo da chiamare casa in “Styrofoam Cathedral”. Il tutto culmina in “The End”, un brano che osserva il caos del mondo con una lucidità disarmante, senza rinunciare a un filo di speranza.

Gli Of Monsters and Men, protagonisti del successo planetario di “Little Talks” (centinaia di milioni di stream), si preparano così a inaugurare un nuovo capitolo della loro storia, restando però gli stessi amici che hanno iniziato a suonare insieme più di dieci anni fa. “C’è un pubblico che è cresciuto con noi e con cui abbiamo costruito un legame profondo,” conclude Ragnar. “È come ritrovare un vecchio amico.”