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Heroes all’Arena di Verona la normalità verso il futuro

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Heroes all’Arena di Verona ha riportato la musica e il live nelle nostre vite, certo all’inizio, almeno per chi era in collegamento, si è entrati un pochino in punta di piedi. L’esperienza era del tutto nuova e credo che anche per i presenti sia stato un colpo d’occhio un po’ surreale, il pubblico presente è molto distanziato e l’Arena sembra ricordarci che l’emergenza è dietro l’angolo, ma soprattutto ci ricorda il perché siamo tutti li, chi virtualmente e chi no. Ci ricorda che il Covid ha tenuto a casa migliaia di lavoratori nel campo musicale e che questa serata è dedicata a loro.

L’Arena è bellissima e per quanto faccia male vedere così poche persone è stata una bellissima emozione tornare a sentire il pubblico, sentire la gente cantare, applaudire e cantare tutti insieme.
Aprono Alex braga ft Rosa Feola e Kety Fusco questo concerto senza precedenti, e da li in poi ci aspettano più di 5 ore di musica. Non vorrei fare la spunta a nessun artista, perché si sono messi a disposizione e come ricordavano gli organizzatori, gli artisti hanno fatto un passo indietro e si sono messi a disposizione per rendere possibile tutto ciò.

Una scaletta di 40 artisti che ha portato sul palco quella che è la musica italiana contemporanea, una scaletta che ci ha emozionati, che ci ha fatto ballare e anche riflettere. Mi tengo la speranza che la maggior parte di voi fosse davanti ad uno schermo a godersi il concerto e a vivere emozioni vecchie e nuove allo stesso tempo. L’interazione multimediale, l’essere sul palco con gli artisti, le interviste e i Meet & Greet.
Sul palco sono saliti ( in ordine di uscita) i beniamini dei giovani e dei meno giovani: Michele Bravi, Anastasio, Random, Gaia, Franco 126, Coez, Frah Quintale, Coma Cose. Levante è un piacere per gli occhi e per le orecchie, uno stile inconfondibile e quando sussurra “Andrà tutto bene” sembra che i suoi occhi siano lucidi, guarda l’Arena e si intuisce che l’emozione la assale. I Pinguini Tattici Nucleari  cantano per la prima volta dal vivo il brano che hanno dedicato alla loro città “Bergamo”. E poi Gazzelle e Willie Peyote  che ci offre anche un ft. con i Selton che portano in anteprima  ”Fammi scrollare”. E ancora, i Marlene Kuntz ai quali l’Arena dedica un lunghissimo applauso, i The Kolors, Anna, Aiello, Brunori Sas sempre piacevole e bravissimo, Tommaso Paradiso che con l’aria da eterno teen-ager viene acclamato da tutto il pubblico, di nuovo Gazzelle in ft. con gli Zero Assoluto. Subito un altro ft. quello di Rocco Hunt e Ana Mena e poi Marracash in ft. con Elisa e l’Arena inizia a scaldarsi sul serio, lei impeccabile, lui non è da meno e non sfigura di fianco alla splendida artista triestina. Si prosegue con Madame che trovo bravissima, Mahmood che porta sul palco le sonorità della sua terra di origine e che lo hanno reso amatissimo. Mecna, Priesttess che mi ha letteralmente messo KO con una voce che ha spaccato. E’ la volta di Achille Lauro ft.  Annalisa ed a questo punto che mi fermo a pensare che la nostra musica sta volando lontana, è nel web, è in giro per il mondo e il mondo ci sta guardando attraverso la nostra musica e penso a quanto sono internazionali i due artisti sul palco, almeno dal punto di vista scenico, e da li in poi guardo gli artisti che si susseguono come dei porta bandiera della nostra musica e della nostra cultura.

Poi arrivano Gemitaiz e Madman e ovviamente si riprendono lo scettro. Grandiosi.
Sale Mostro, un pezzo e va via, peccato lui è un artista incredibile. Ghemon ft. Ginevra, Ginevra da sola e poi arriva Ghali piacevolissimo ed estroso come sempre. Elodie, elegantissima e bella voce (anche delle sue bellissime coriste). Subito dopo il palco si tinge delle note di Francesca Michielin bravissima, voce e piano e tutto rimane sospeso fino a che non entra in ft. con lei Fedez, è stato il solo che ha ringraziato tutto il personale sanitario e l’emozione di Federico sul palco la si poteva toccare e i suoi occhi lucidi parlavano da soli. Dopo “Bimbi per strada” con lui in ft. sale Cara coloratissima ed allegra e ci fanno ballare con “Le feste di Pablo”.

Finalmente salgono sul palco gli Afterhours e il rock si prende l’Arena. Manuel a torso nudo spacca come non mai, c’è la solita irruenza e logica della band. Manuel si da un contegno, si infila una cravatta e ricorda a tutti a brutto muso che chi lavora con la musica è un lavoratore esattamente come gli altri e che sul palco non ci sono dei saltimbanchi ma persone che ci mettono tutta la loro professionalità. Che noi possiamo fare della musica l’uso che vogliamo ma dietro c’è tanto lavoro e professionalità. Ho avuto l’impressione per un attimo che l’Arena si fosse un pochino raffreddata, ma qualcuno doveva pur dirlo! A riscaldare il pubblico ci provano gli Eugenio in Via di Gioia, ma di certo arrivano le fiamme quando salgono i Subsonica con “Up Patriots to Arms” e con la meravigliosa “Tutti i miei sbagli” che ha fatto saltare anche mio suocero che ha 87 anni. E’ la volta di un artista impareggiabile Diodato, la sua voce e il suo stile sono davvero qualcosa di unico, canta “Adesso” e “Che vita meravigliosa”. Dopo di lui, Margherita Vicario e io mi sono innamorata, secondo il mio modesto parere l’unica vera indie della scaletta. Ironica, intelligente e molto brava. E ancora, Shiva, Nitro, che dire di lui se non che è un vichingo nato in Veneto con una capacità di rappare fortissima.
Ma è il re a chiudere la serata, Salmo, senza band, da solo e basta per 100. L’Arena lo ha aspettato e acclamato e lui non delude, perché Salmo non delude mai. Chiude con “Ho paura di uscire” e spero sia l’augurio più grande quello di non averne più.

Si chiude una serata, speciale, con la musica che è arrivata ovunque, che forse in qualche modo ha unito le generazioni che a casa, come me, si è guardata il concerto, mi immagino i giovanissimi spiegare ai loro genitori chi sono i Coma Cose o i genitori scoprire che esistono nuovo leve bravissime ma stasera hanno anche ballato i Subsonica con i loro figli. Un esperimento, un’esperienza davvero incredibile. Solo complimenti a chi ha reso possibile tutto ciò.

La musica italiana si è sparsa nel web e c’è da esserne fieri, magari non chiamerei tutto quello che gira indie, magari inviterei a stare attenti a non rendere i brani simili per un sicuro successo. Non ne abbiamo bisogno, la musica italiana può e deve conquistare il suo posto nel reparto internazionale.
Vi farà ridere ma ho pensato quante artiste donne belle abbiamo, abbiamo esportato anche la nostra indiscussa bellezza ed eleganza femminile, semaforo giallo per gli uomini un pochino meno attraenti ma si sa l’uomo vero non è quello impomatato e finto. Per me poi Salmo è anche bellissimo!

 

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