Black Sabbath: The End Of The End, sarà davvero la fine?

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Mi piacerebbe poter suonare ancora insieme, in futuro”. È così che chiosa Tony Iommi sulle battute finali di “The End Of The End”, film-concerto nelle sale italiane solo ed esclusivamente il prossimo 4 ottobre. Lo so, mi odierete perché ho spoilerato il clou della pellicola, ma credetemi: “The End Of The End” è un’ottima occasione per rivivere uno show che, in un modo o nell’altro, rimarrà negli annali, e precisamente l’ultimo live che i Black Sabbath hanno tenuto il 4 febbraio 2017 nella loro città natale, Birmingham. E anche per gustarsi qualche chicca firmata Ozzy Osbourne (vedi simpatici consigli per spacciare la più colossale delle sbronze come postumo del jet-lag, e molti altri ancora).

Effettivamente, la sensazione che si avverte durante il film è quella di una band che non ha nessunissima intenzione di fermarsi, e che ama in modo spropositato il lavoro di una vita. Ozzy Osbourne, nonostante i milioni di acciacchi, ha la capacità di trasformarsi da comico nato nella vita di tutti i giorni a frontman trascinatore di folle non appena sale su un palco, Tony Iommi è sempre più ispirato e desideroso di suonare, soprattutto in seguito alla malattia che nel 2013 lo ha colpito pesantemente, e Geezer Butler è l’unico ad ammettere di volersi ritirare ora che sono ancora in forma, in modo da lasciare un buon ricordo ai fan.

Tornando al live vero e proprio, come già sappiamo durante l’ultima tappa del “The End Tour” i Nostri hanno proposto i grandi classici del loro glorioso passato, da “Black Sabbath” a “Paranoid” passando da “Fairies Wear Boots” e “Snowblind”, un’emozione raccontata con occhio sapiente dal regista Dick Carruthers in un tripudio di fuoco e fiamme. Altro punto di forza del film sono gli spezzoni di interviste a Osbourne, Iommi e Butler e le riprese di uno show più intimo che la band ha realizzato qualche giorno dopo il live di Birmingham in una sala prove privata, durante il quale suonano “The Wizard”, pezzo che non proponevano da parecchio tempo. E che temevano loro stessi di non essere più capaci a suonare.

La magia della musica dal vivo non è solo una benedizione per chi assiste, ma anche per chi la suona: infatti lo stesso Iommi ammette che non esiste nulla come un concerto, ed è proprio questa adrenalina a tenere vive molte rockstar (non solo i Black Sabbath), come una sorta di sostanza stupefacente a cui non si può rinunciare. Staremo a vedere se il futuro ci riserverà davvero delle sorprese.

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