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gRAPpa #3: musica brutta, Fabio Rovazzi e Andiamo a comandare

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Da quando è partita questa rubrica non ho avuto modo e occasione per presentarmi, ma oggi è arrivato il momento. Mi chiamo Stefano, ho 22 anni e a volte ascolto musica particolarmente brutta perché mi rilassa.
Da qualche giorno sto passando un po’ di tempo con i miei cugini Carlo e Marco di 4 e 8 anni. Sai che divertimento direte voi. Però, questi due ragazzini innocenti mi hanno spinto a fare outing. Mi sono accorto che conosco praticamente tutti gli Youtuber, Facebook star, re e regine di Periscope e compagnia cantante. E dirò di più, sono anche iscritto al canale di alcuni personaggi, ma questo ancora non ho il coraggio di svelarlo.
Che c’è di male direte voi? Nulla. E cosa c’entra tutta questa premessa con la musica? E il rap? Calma.

Quest’anno molti di loro hanno tentato di cimentarsi con la musica, con scarsi risultati. Sono davanti agli occhi di tutti gli esempi di Greta Menchi, Gordon (quello che si veste da donna, e che non mi fa ridere), Leonardo Decarli e altri ancora. Escludo dalla lista Luca Chikovani perché lui ha sempre cantato quindi è ok. Uno di loro però, al tempo la meno “star” di tutte, ha azzeccato la hit. Fabio Rovazzi.
Ogni giorno Carlo, il cugino di 4 anni, mi ribadisce che lui non fuma canne, sboccia acqua minerale e che non vede l’ora di rubare il mio cane per portarlo sul trattore in tangenziale (nessun cane è stato maltrattato finora).
 Questa cosa sta letteralmente sfuggendo di mano al punto che, finalmente, dopo quasi 5 mesi, la canzone “Andiamo a comandare” di Fabio Rovazzi ha stancato.

Per chi non avesse ancora le idee chiare, Fabio Rovazzi non è un rapper e nemmeno un cantante; questo lo sa benissimo anche lui, come più volte ha tenuto a ribadire scusandosi con i colleghi, quelli che cantano davvero. È semplicemente un bravo video-maker che una mattina si è svegliato e ha fatto una canzone.
Ma allora, perché Rovazzi ha avuto successo e un vero innovatore come Bello Figo Gu no? 
E cosa vogliamo dire a Daniele Ronchetti, in arte Gabri Gabra, quando durante Colorado si esibiva in dei freestyle comici? Non è sempre musica che fa ridere? 
Come mai non sono riusciti a fare doppio disco di platino?

Cerchiamo di capire i punti di forza di “Andiamo a comandare”.
-La base spacca: i produttori Merk & Kremont sono dei veri talenti che presto produrranno anche per gli artisti mainstream del pop nostrano. In Italia funziona così: quando una cosa va la si copia fino allo sfinimento.
-Il balletto: forse il motivo fondante del successo di questa canzone. È stupido al punto giusto, e nemmeno Gianluca Vacchi potrebbe fare di meglio.
-I molti youtubers presenti nel video: hanno contribuito a rendere il video virale.

Inoltre, quando hai la “fortuna” di avere dalla tua parte Fedez e J-Ax che parlano di te durante tutte le interviste radio forse, entrare in certi meccanismi diventa un po’ più semplice. 
Fedez e J-Ax da bravi strateghi del marketing ci hanno messo del loro, cercatevi il video di una recente intervista a Rtl102.5, sembra uno spot pubblicitario che nemmeno Giorgio Mastrota ai tempi d’oro. Il problema è che nelle pubblicità di Mastrota i materassi sono presenti, Rovazzi negli studi di Rtl no.

Insomma, tutti parlano di Rovazzi, persino mia madre. Intanto “Andiamo a comandare” è diventata la prima canzone italiana a raggiungere la certificazione di disco d’oro soltanto con lo streaming, poi una volta sbarcata in radio è arrivato anche il doppio disco di platino.
Cari discografici, mi rivolgo a voi. Di gente che fa musica brutta ne abbiamo abbastanza, è inutile proporre nuovi artisti. Date un vero produttore a Bello Figo Gu che da anni è in lista d’attesa e vedrete che hit. Pensateci.

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