Festival di Sanremo 2018, le pagelle della quarta serata

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Si è da poco conclusa la quarta serata del Festival di Sanremo 2018, condotto da Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. Nel corso della manifestazione canora sono saliti sul palco dell’Ariston i venti artisti in gara ed è stato decretato il vincitore della categoria Nuove Proposte. Spazio anche agli ospiti: Gianna Nannini e Piero Pelù, due grandi voci della musica italiana. Abbiamo dato i voti a cantanti in gara, conduttori e ospiti.

Conduttori

Claudio Baglioni 6,5
Ordinato, più delle altre sere. I suoi duetti non mancano, la gag con la Sciarelli, già vista con la Leosini e con Emma D’Aquino sa di minestra riscaldata. Incanta con la Nannini, si diverte con Piero Pelù. Sempre meglio.

Michelle Hunziker 5
Si ritrova un basso in mano e lo definisce “questo”, vabbè. Si riempie la bocca della parola “rock” e la abbina a Red Canzian, la sua simpatia non la salverà.

Pierfrancesco Favino 7
Ha superato la timidezza del primo giorno, fa quello che vuole. Come Michelle scende a salutare la famiglia, porta un panino a moglie e figlia e ritorna sul palco a fare quello che gli riesce meglio: tutto.

Nuove proposte

Leonardo Monteiro 5
Qualche virtuosismo di troppo, da leggersi “evitabile dimostrazione di stile”. Il pezzo non è indimenticabile, probabilmente nemmeno lui. Sanremo dà, Sanremo toglie.

Mirkoeilcane 7
Il ragazzo si farà, ricorda sempre più il primo Daniele Silvestri, quello de “L’uomo col megafono”. Premio Mia Martini e secondo posto per lui. Da tenere d’occhio.

Alice Caioli 6,5
Voce decisa, porta la femminilità al Festival di Sanremo. Peccato che faccia troppo affidamento su quest’ultima. Suo il premio Lucio Dalla.

Ultimo 8
Trionfatore annunciato. Superiorità manifesta, conosce le potenzialità del suo pezzo, per questo si concede, ancora una volta, una partenza soft per poi esplodere al secondo ritornello.

Giulia Casieri 5
Sguardo perso nel vuoto che denota un po’ d’insicurezza. Il brano non è male, ma non all’altezza dei più bravi.

Mudimbi 6
Buona presenza scenica, gioca con la sua canzone. Ecco, è proprio questo suo essere giocoso che ci fa preferire brani di maggiore intensità. Terzo posto che ci sta tutto.

Eva Pevarello 5,5
Non riesce a lasciare il segno, come, d’altronde, non aveva fatto nemmeno una volta uscita da X Factor.

Lorenzo Baglioni 6-
Se potessimo assegnare un premio fantasia lo daremmo di certo a lui. E poi basta.

Big in gara

Renzo Rubino (con Serena Rossi) – Custodire 7
Un’esibizione in crescendo, dal primo ingresso di Serena Rossi il pezzo guadagna sul piano dell’intensità. Esecuzione brillante, come le paillettes di cui si sono cosparsi i due.

Le Vibrazioni (con Skin) – Così sbagliato 6
Sarcina si scrolla di dosso il Kekko Silvestre che è in lui e con Skin ci regala qualche graffio. Chi si aspettava una Skin piena di borchie si è dovuto accontentare della versione Miriam Makeba.

Noemi (con Paola Turci) – Non smettere mai di cercarmi 5,5
Poca intesa tra le due, sembra quasi che sia Noemi l’ospite della Turci. Meglio verso la fine, con Noemi che abbandona il pianoforte per provare, invano, a prendersi la scena.

Mario Biondi (con Ana Carolina e Daniel Jobim) – Rivederti 5,5
Non spicca, neanche questa sera, nonostante un’altra voce importante come quella di Ana Carolina.

Annalisa (con Michele Bravi) – Il mondo prima di te 7
Occhi negli occhi, si sarebbero potuti presentare insieme sin dall’inizio. Scelta furba quella di Annalisa, Michele veniva da un Sanremo fantastico e, a quanto pare, si ricorda ancora come si fa a conquistare il teatro Ariston.

Lo Stato Sociale (con Paolo Rossi e il Piccolo Coro dell’Antoniano) – Una vita in vacanza 4
Interpretazione imbarazzante, eccezion fatta per il Piccolo Coro dell’Antoniano. Simpatici, senza dubbio, ma si dimostrano dei gran paraculi puntando prima sulla vecchia, grande assente questa sera, e poi sui bambini.

Max Gazzè (con Rita Marcotulli e Roberto Gatto) – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno 7-L’attitudine della Marcotulli a mettere note ovunque con il suo pianoforte fa perdere un po’ della magia al brano. Fortunatamente questo non basta ad inficiare l’esibizione e Max si conferma uno dei favoriti.

Decibel (con Midge Ure) – Lettera dal Duca 6,5
Il tocco d’internazionalità che mancava ai Decibel; Midge Ure e la sua SG dovrebbero aprir gli occhi a tutti, anche ai più scettici.

Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico (con Alessandro Preziosi) – Imparare ad amarsi 6,5
Non era certo il pathos che mancava al trio Vanoni, Bungaro e Pacifico, ma Alessandro Preziosi dà maggior teatralità ad un pezzo già delicato.

Diodato & Roy Paci (con Ghemon) – Adesso 7
Il pezzo di Diodato è tra i più belli di questa edizione, senza se e senza ma. La scelta di Ghemon è raffinatissima, con quest’ultimo che non si limita a cantare il pezzo, ma lo arricchisce con una strofa scritta da lui.

Roby Facchinetti & Riccardo Fogli (con Giusy Ferreri) – Il segreto del tempo 5
Se questo tempo un segreto ce l’ha, noi, ancora, non l’abbiamo scoperto. Giusy Ferreri non è di particolare aiuto, ma la situazione era davvero drammatica. 

Enzo Avitabile & Peppe Servillo (con Avion Travel e Daby Touré) – Il coraggio di ogni giorno 6
Pezzo pressoché rimasto invariato, con gli Avion Travel che, però, donano una maggior profondità alla melodia. La moka sul pianoforte è una perla.

Ermal Meta & Fabrizio Moro (con Simone Cristicchi) – Non mi avete fatto niente 6,5
L’esibizione si apre con Cristicchi che recita le parole di Antoine Leiris, che perse la moglie durante gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Il resto è ordinaria amministrazione, sempre a fuoco.

Giovanni Caccamo (con Arisa) – Eterno 6,5
Altro esempio di forte alchimia, Arisa ritorna a Sanremo e come sempre, almeno su quel palco, fa la sua porca figura.

Ron (con Alice) – Almeno Pensami 7
L’esibizione di Ron è sempre quella, quella che dalla prima sera ci fa dire “deve vincere”. Alice, poi, impreziosisce qualcosa che alla perfezione ci si avvicinava già.

Red Canzian (con Marco Masini) – Ognuno ha il suo racconto 5
Michelle lo annuncia manco fosse Brian Johnson, lui si presenta con un sottofondo di fiati e con quell’hipster di Marco Masini.

The Kolors (con Tullio De Piscopo ed Enrico Nigiotti) – Frida (Mai, mai, mai) 6,5
Carichissimi, sarà per via di tutte quelle batteria. Convincenti, come poche altre volte, concludono l’esibizione con un assolo di Tullio De Piscopo e Stash scende ad accertarsi che le prime file dell’Ariston non siano occupate esclusivamente da salme.

Luca Barbarossa (con Anna Foglietta) – Passame er sale 6
Barbarossa ha perso un po’ dello smalto mostrato nelle precedenti esibizioni, ma ha dalla sua una compagna che onora il compito ed interpreta il pezzo alla perfezione.

Nina Zilli (con Sergio Cammariere) – Senza appartenere 6+
Un’esibizione che sembrava non voler mai cominciare, Sergio Cammariere a divertirsi al pianoforte con il cartonato di Nina Zilli lì vicino. Forse la versione migliore di Nina è venuta fuori proprio questa sera, forse un po’ tardi.

Elio e le Storie Tese (con Neri Per Caso) – Arrivedorci 6,5
Elio esordisce salutando i telespettatori di Unomattina, non sbaglia, è l’una passata. Sul palco ci sono dei geni, i Neri Per Caso con le loro armonizzazioni vocali s’incastrano perfettamente con lo stile degli Elii.

Ospiti

Gianna Nannini 6 (nell’anima)
Un bell’ossimoro, essere Gianna Nannini e portare un brano dal titolo “Fenomenale”, ma l’introduzione fatta da Michelle avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Duetta con Baglioni su “Amore bello” e le cose migliorano, in chiusura un lento che il Direttore Artistico chiude con un bacio in fronte che sa di friendzone.

Piero Pelù 7
Arriva, spoglia Baglioni e lo fa saltellare come un grillo. “Il tempo di morire”, in onore a Battisti (e Mogol), è l’ennesimo successo della linea fortemente voluta da Baglioni. Piero sfrutta la canzone per lanciare un messaggio forte contro la violenza sulle donne, senza dover improvvisare alcuno spettacolino.

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