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Garbage, la playlist per prepararsi al loro ritorno in Italia

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A pochi mesi dall’unica tappa italiana al Fabrique di Milano dello scorso giugno (leggi il report), i Garbage torneranno in Italia questa settimana per due serate che li vedranno impegnati a Firenze e Padova il 2 e 3 novembre; i due concerti tricolori saranno anche i primi del loro tour europeo che terminerà il 19 novembre dopo tre esibizioni in Russia. Rispetto alla scorsa primavera, la band anglo-statunitense sarà nel nostro Paese con un nuovo album da promuovere, quello “Strange Little Birds” uscito pochi giorni dopo la loro unica tappa nazionale, e il possibile ritorno di Butch Vig alla batteria, dopo dei problemi di salute che lo hanno costretto a restare fermo per buona parte del tour.

In vista del loro imminente ritorno, rispolveriamo undici tracce del loro repertorio, alcune famose altre meno note, in ordine di uscita.

Vow (“Garbage” 1995)

Uno dei brani più conosciuti del loro repertorio è anche il primo singolo pubblicato nel 1995. Un brano che ha iniziato la loro storia mettendo già subito in chiaro la direzione che il gruppo avrebbe preso nel disco di debutto.

Queer (“Garbage”, 1995)

Un blues che flirta con il trip hop per poi esplodere nel rock della parte centrale. Uno dei tanti potenziali singoli dall’omonimo debutto oggetto di fraintendimenti da parte di molti, che lo hanno interpretato come un brano vicino alla comunità LGBT (temi che comunque saranno insieme al femminismo un fil rouge tra i vari album, e che troveranno molto spazio nel loro terzo lavoro) anche a causa dell’ambiguo finale del video.

Driving Lesson (sessioni di “Garbage”, 1995)

Canzone non molto nota del loro repertorio (uscì come b-side del singolo di “Stupid Girl”) ma che sarebbe potuta tranquillamente comparire nel disco di debutto. Una canzone che strizza l’occhio a quell’elettronica che poi esploderà sul successivo “Version 2.0”.

Push It (“Version 2.0”, 1998)

Forse il loro video più iconico, insieme a quello di “I Think I’m Paranoid”, e il brano che ha permesso a “Version 2.0” di volare nelle vendite. Il videoclip è diretto da Andrea Giacobbe, fotografo italiano che darà all’opera un’impronta personale che rivedremo anche nel video di “Revolution Action”, una delle tracce più note degli Atari Teenage Riot.

Hammering In My Head (“Version 2.0”, 1998)

Il brano che meglio riassume le capacità dei Garbage di fare un crossover tra rock e musica elettronica: introdotto da un beat dance e da un assolo di chitarra, “Hammering In My Head” è una delle tracce più sottovalutate del loro repertorio ma che ogni tanto compare nelle setlist, un brano che sarebbe potuto tranquillamente uscire come singolo e che non sfigurerebbe nei circuiti del clubbing.

The World Is Not Enough (“The World Is Not Enough” OST, 1999)

Brano inciso su commissione per l’omonimo episodio della saga di James Bond e che, a conti fatti, risulta una delle tracce più famose dell’agente segreto più noto del Cinema. Ad accompagnarla un video altrettanto riuscito che mostra una Shirley Manson che avrebbe potuto ambire al ruolo di Bond Girl in quella pellicola.

Cherry Lips (“Beautiful Garbage”, 2001)

Un pezzo simbolo della vicinanza di Shirley Manson alle tematiche femministe e LGBT. La storia di questo “Delicato ragazzo che è la più bella ragazza che hai potuto vedere” è anche uno dei brani più famosi del repertorio dei Garbage, al punto di essere utilizzato per alcuni spot pubblicitari e come colonna sonora di alcuni eventi sportivi.

Sex Is Not The Enemy (“Bleed Like Me”, 2005)

Una delle canzoni più anomale del loro repertorio, un anthem rock che dimostra le capacità del gruppo di sfornare grandi brani anche con il pilota automatico. Su disco non convince, ma dal vivo è tra le canzoni più apprezzate, anche grazie al coro che entra in testa dal primo ascolto.

Run Baby Run (“Bleed Like Me”, 2005)

Uno dei pezzi più pop dell’intero repertorio, ben visto dagli appassionati del genere ma meno da chi preferiva i Garbage più elettrici. Motivo per cui questo singolo, ultimo estratto da “Bleed Like Me”, non riscosse il successo che avrebbe meritato. “Fallimento” che fu la causa della lunga pausa che la band si sarebbe presa di lì a poco.

Battle In Me (“Not Your Kind Of People”, 2012)

Un arena rock che fa coppia con la già citata “Sex Is Not The Enemy”, dove a dominare sono le chitarre del duo Steve Marker e Duke Erikson e soprattutto la batteria di Butch Vig, mai così esplosiva.

Night Drive Loneliness (“Strange Little Birds”, 2016)

Canzone autobiografica che può essere interpretata come simbolo del nuovo corso dei Garbage: una band che, dopo vent’anni di carriera e con tutti i componenti che hanno ormai superato la soglia dei cinquant’anni, è capace in alcune canzoni di reinventarsi pur rimanendo, in altri, saldamente ancorata al sound del passato.

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