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J-Ax e Fedez, le polemiche per il titolo del nuovo album

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Succede che J-Ax e Fedez, due degli artisti più chiacchierati del nostro paese, capaci di creare una notizia da migliaia di clic anche se scendono in ciabatte a prendere le sigarette, decidano di pubblicare un disco assieme. Succede che i due, qualche giorno fa, attraverso i loro canali social, annuncino il titolo del progetto: Comunisti col Rolex.

Bum. Delirio.

In un paese normale i fan sarebbero contenti, magari con qualche perplessità nei confronti del titolo, perché al comunismo a scuola non ci sono ancora arrivati, ma tutto sommato sarebbero in fibrillazione, ergo nessun problema. Storia chiusa quindi? Non proprio. Perché il bello viene adesso.
J-Ax, infatti, nel post che trovate qui sotto descrive un paese spaccato in due.

Come detto in apertura, i due artisti di casa Newtopia sono molto bravi a crear notizia dove essa non c’è. E anche in questo caso, sostanzialmente non c’è nulla a parte il titolo di un album che deve ancora uscire, i cui due estratti, “Vorrei ma non posto” e “Assenzio”, nulla hanno a che fare con la politica.
A mio parere, è più che altro questo “giochetto” del pubblicare un post leggermente piccato sui social, ma senza fare nomi, a creare la notizia e di conseguenza a stuzzicare una classe politica che non aspetta altro se non avere dei contenuti da poter pubblicare su Facebook o Twitter. Ma facciamo qualche esempio.

La storia degli esami comprati all’università, ha tenuto banco – scusate l’orrido gioco di parole – per settimane con post e video in cui Ax e Fedez spiegavano la canzone. Come se Rovazzi spiegasse il testo di “Andiamo a Comandare”. Ah già, è successo anche questo, è inutile stupirsi.
Dopo gli esami è la volta di Salvini, che citato nel brano “Vorrei ma non posto” non ci pensa due volte a dir la sua. E giù di polemiche. Passa l’estate, ci si scorda del singolo, e arriva il premier Renzi che durante il suo tour per il Sì, in un intervista rilasciata a Rolling Stone, dichiara che nella sua playlist di Spotify sono presenti i brani di Ax e Fedez nonostante i due non lo apprezzino. Esce “Assenzio” e guarda caso, per non farci mancare niente, ecco l’inutile notizia di Alessandro Di Battista che si scambia messaggi su WhatsApp con Fedez.

A pensar male sono capaci tutti, ma qui J-Ax non è tanto il titolo che spacca il paese, siete un po’ voi – consentimi il francesismo – che spaccate le balle con questo tentativo di rap-politico alla 99 Posse, che non vi rappresenta minimamente ma che, grazie ad un sistema politico farlocco che vi incoraggia, sentite vostro. È come se in voi si fosse introdotta l’idea di poter essere determinanti per le sorti del paese. Se i nostri cari politici pensassero a cose più importanti, forse tutti questi problemi per il titolo del vostro disco non ci sarebbero.

Per chiudere, infine, vorrei riflettere su due punti del post.
1) “(…) il titolo è una mossa di judo per ribaltare un vecchio e trito insulto che spesso riceviamo per le nostre opinioni politiche”. Mi può anche andare bene il ragionamento, però è meglio tener presente che l’80% del vostro pubblico è composto da ragazzini a cui non gliene frega niente dei comunisti col Rolex. E questa cosa si ricollega al punto due: le views. Perché su YouTube più che altro ci stanno i giovani ed è normale che i vostri video su facciano dei gran numeri.
2) “(…) Volevamo una svolta rispetto al singolo precedente, abbiamo rincorso altro e non ci aspettavamo i risultati pazzeschi che stiamo invece avendo. Perché voi siete più reali di qualunque hater.” Caro J-Ax mi si stringe il cuore a fartelo notare, ma qui, purtroppo, l’unico che si rincorre nella strofa sei tu e non parlo del video.
E poi le rime vanno chiuse, diamine.

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