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Jack Savoretti presenta il tour italiano 2015. Le foto e il resoconto dell’incontro a Indiehub

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Jack Savoretti ha presentato il suo tour 2015 e (per i distratti) il nuovo album “Written In Scars” a Milano, presso Indiehub. Uno tra i co-working maggiormente in vista in Italia, ha quindi ospitato l’artista anglo-italiano, habitué oramai del nostro paese, il cui seguito nel Belpaese aumenta mese dopo mese.

La location ha regalato al pomeriggio una sfumatura in più di genuinità, benché questa non mancasse, visto che una delle migliori doti di Savoretti è certamente anche quella che maggiormente colpisce chi ancora non lo conosce: la semplicità. I sorrisi che rivolge a ogni giornalista presente sono disarmanti (sì, ammettiamo pure che la metà è composta da giornaliste) ma è la disponibilità mostrata verso tutti e l’incanto delle pause tra le quali suona su un vecchio dondolo che conquistano. Siamo nel centro di Milano. Si sente solo la sua voce negli intervalli, oltre ai click, silenziosi ma non troppo, dei fotografi presenti.

Jack Savoretti, classe 1983, ha una grandissima esperienza alle spalle: nasce a Londra da padre italiano e madre tedesca, ha vissuto in vari posti tra cui anche gli Stati Uniti. Esperienze diverse che si sentono nella sua musica: ha una voce ruvida, appassionata e struggente che prende l’animo e lo fa ballare tra un pezzo e l’altro di “Written in Scars“, recente concept album. Ogni singola canzone del nuovo disco infatti è stata scritta in modo da avere vita propria, nell’insieme tuttavia i pezzi raccontano l’evolversi di una storia. Il cd mostra questo viaggio introspettivo, una ricerca di una presa di coscienza verso una maturazione che arriva alla fine: il percorso inizia sulle note malinconiche di “Back to Me” e termina sulla rinascita e risoluzione di “Fight ‘Til the End”, un “lucchetto che chiude la scatola e raccoglie la summa di tutto ciò che ho voluto raccontare nel disco” secondo Jack.
All’interno delle canzoni troviamo le considerazioni private e intime sulla sua esistenza, sui fattori che fanno diventare adulta una persona. Lo sguardo tuttavia rimane rivolto anche allo sfondo politico e sociale in cui una persona, suo malgrado, vive. Piccola perla del disco è “Nobody ‘cept You”, interpretazione di un poco noto ma splendido brano di Bob Dylan.

Dell’album convincono anche le ritmiche contagiose e gli arrangiamenti, curati nei minimi dettagli. In primo piano rimane comunque prevalente la simbiosi tra la voce particolarissima di Jack e la sua chitarra acustica. Di riferimento e ispirazione per la scrittura dei brani troviamo personaggi celebri e noti nel panorama come Samuel Dixon (produttore di Adele e co-autore di Sia), Matt Benbrook (produttore di personaggi come Jake Bugg e Faithless) e di musicisti come Pedro Vito e Seb Sternberg.

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Savoretti si è divertito anche a rispondere a molte domande, in cui ha raccontato come l’avvicinamento a certi autori sia stato un regalo dei genitori. La madre, ex modella che frequentava gli ambienti musicali inglesi, lo ha ispirato per certi artisti che ritroviamo nella sua base musicale. E’ stata proprio lei a dargli l’idea di iniziare a suonare. Dal padre sono arrivati anche riferimenti italiani come Battisti, De Andrè e molti altri: di questi nomi forse ritroverete anche un collegamento nello stile con cui si veste, specialmente in particolari che ricordano molto l’epoca di tali autori.
Qualcuno gli chiede poi del video di “Home“, girato al Luigi Ferraris di Genova prima della partita con la Juventus: di questa esperienza Jack racconta con soddisfazione di come inizialmente quasi nessuno sapesse chi fosse e cosa stesse facendo allo stadio, mentre al termine della partita moltissimi tifosi volessero avere maggiori informazioni su di lui e conoscerlo.

Sorride poi quando gli chiedono della sua collaborazione con “Sons of Anarchy” e della tematica “colonne sonore dei telefilm”. Semplicemente ci dice di essere stato fortunato che chi sia andato alla scoperta di nuova musica passando per le varie soundtracks delle serie tv moderne abbia trovato lui. Da situazioni del genere, sono arrivati al grande pubblico artisti particolarissimi, come ad esempio Joseph Arthur, adorato tra gli altri da un certo Michael Stipe…

La semplicità di Savoretti si riscontra anche quando gli chiedono delle band di apertura dei suoi prossimi concerti italiani. Dice di averli scelti perché sono artisti che meritano; alcuni sono musicisti che le scorse volte gli hanno dato i propri dischi. Il che ha tutto un profumo molto retrò. Noi di Milano siamo felici ad esempio che sia Jack Jaselli ad aprire per lui a Genova, visto al Blue Note non è stato possibile inserire alcuna band d’apertura. Savoretti tornerà questo mese in Italia per otto date, di cui una già sold out al Blue Note di Milano.

*17 Aprile New Age Roncade*
*18 Aprile Teatro Miela Trieste*
*21 Aprile Locomotiv Club bologna*
*22 Aprile Blue Note Milano SOLD OUT*
*23 Aprile Hiroshima mon Amour Torino*
*24 Aprile Teatro della Tosse Genova *
*26 Aprile Marte Salerno*
*28 Aprile Auditorium Roma*

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