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Maledetti Italiani – Gennaio 2016

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Gennaio è un mese un po’ così. Alcuni, i più coraggiosi, si lanciano già nella mischia provando a prendersi questo 2016. Ma in molti indugiano, aspettano il momento buono. Così ci ritroviamo tra l’attesa di qualcosa che sta per arrivare a breve e i recuperi degli ultimi mesi dell’anno passato. Maledetti Italiani di gennaio è un po’ così, con un orecchio al futuro ed uno al passato.

In realtà si è già mosso molto e questo 2016 sembra avere promesse ambiziose.
Partiamo con la predestinata Joan Thiele. Di lei si sente parlare da molto e forse anche da troppo. Da prima ancora di capire bene il suo reale valore. Video, apparizioni, pubblicità. Un pacchetto confezionato benissimo con alle spalle Universal che a quanto pare ha creduto molto, più e prima di chiunque altro in questa artista. Il 2016 è l’anno della verità e dell’atteso esordio. Gennaio ci ha regalato il suo primo singolo “Save me”. Forse troppo poco ancora per dire che abbiamo finalmente trovato un talento purissimo ma quella di Joan è una voce da coccolare e tenere bene da conto. È una predestinata, glielo dobbiamo.

Quando ho ascoltato Mulai per la prima volta ho riprovato quell’emozione che anni fa provai quando ascoltai “Bam”. Loro erano gli M+A e la loro storia è nota a tutti. Io a questo ragazzo giovanissimo bresciano auguro di bissare il successo del duo forlivese, le capacità le ha tutte.

Il 29 gennaio è una data da segnare in rosso sul calendario. Esce “Aurora”, terzo disco della band romana I Cani. Precursori e apripista di una scena che ormai sta spopolando (The Giornalisti, Calcutta). Contessa sembra aver dato un cambio di rotta interessante mantenendo però intatte le sue capacità di scrittura decisamente sopra la media, come testimonia “Il Posto Più Freddo”. Rischia di essere un album da tenersi buono per le classifiche di fine anno.

Uscita fresca invece è quella di Giungla, ex voce degli Heike Has The Giggles, anche lei da tenere d’occhio perché a sentire il primo singolo “Cold” sembra promettere grandi cose. In attesa però di nuovo materiale la riascoltiamo con la sua band e la bellissima “Breakfast”.

Arrivano anche loro da Brescia e sono anche loro, come Mulai, giovanissimi. Gli Hidden Hind lasciano una scia dietro di loro, capaci di catturare fin dal primo ascolto grazie ad un mix vincente con note importanti di pop ben scritto in mezzo ai riverberi shoegaze.

Altra band fresca di pubblicazioni sono I Nastri. Il loro disco “Che Cosa Hai In Mente” non è molto omogeneo e attraversa diversi generi e sfumature. Alcuni spiragli però si fanno apprezzare al punto da volerli tenere sotto occhio.

Un recupero fresco sono invece i romani Stanley Rubik, anche loro capaci di produrre un disco dalle sfumature molto differenti e non sempre facili da interpretare e incanalare. Inri però è sempre una certezza quindi fidatevi di loro.

Alla voce “se ne sentirà parlare parecchio” ci mettiamo anche i Klune: un EP uscito a fine 2015 che è veramente pieno di cose belle. Un richiamo internazionale fortissimo. A conferma che in Italia abbiamo iniziato con una certa insistenza a scrivere musica esportabile, e alcuni degli artisti presenti in questa lista ne sono un esempio. Vi piace dire “te l’avevo detto“? Ecco, allora iniziate a segnarvi questo nome.

Sono usciti i nomi del Primavera Sound Festival di Barcellona lasciando tutti a bocca aperta. A ben vedere però c’è anche una band che ormai è qualcosa di più che una scoperta e che l’anno scorso si è fatta apprezzare parecchio: loro sono i C+C=Maxigross. Bravi.

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