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Maria Devigili – Io tu e le Cose

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Già nostra ospite su Area Covid-19, Maria Devigili tornerà presto in Italia, portando con sé un nuovo progetto: “Io tu e le Cose”. Non si tratta solo di un meraviglioso pezzo, uscito in questi giorni (tutte le info per acquistarlo sono disponibili alla pagina Facebook della cantautrice), ma l’artista trentina è riuscita ad unire, seppur distanti, 18 donne che faranno parte del video che accompagna il pezzo. Lasciamo a Maria la parola:

Io tu e le Cose è una canzone che è rimasta nel cassetto per un anno e mezzo. L’avevo composta nel gennaio del 2019 per un’iniziativa legata al Festivalino di Anatomia Femminile ideato dal giornalista e critico musicale Michele Monina. Michele, che più volte in passato mi ha coinvolto in progetti legati alla musica al femminile, propose a me e ad altre cantautrici di comporre una canzone sul corpo femminile. Il duplice obiettivo era quello di portare queste nostre canzoni a Sanremo ma anche di farne una compilation. La compilation non è mai andata in porto. Invece, il Festivalino di Anatomia Femminile a Sanremo 2019 ci è andato! Durante la kermesse sanremese, su diversi palchi predisposti a pochi metri dal Teatro Ariston, si è tenuto un festival alternativo della durata di 5 giorni con sole cantautrici tra cui anche la sottoscritta.

Ecco, fu lì che suonai per la prima volta “Io tu e le cose” ma sinceramente, non so quanto sia stata veramente recepita. Il contesto era molto caotico e dispersivo, sembrava di essere alla fiera delle vanità e del resto “Sanremo è Sanremo”. Aggiungo anche che il tema delle mestruazioni affrontato in questo pezzo è un argomento tabù. Io l’ho affrontato con ironia e richiede un ascolto attento. Poi, quando tu da sola con la tua chitarra canti “il sangue ti cola tra le gambe” o “coppa mestruale” e lo fai di fronte ad un pubblico mediamente disattento che magari non ha ascoltato la frase precedente, il massimo dell’effetto che puoi sortire potrebbe essere: “Cosa??? Ah no devo aver capito male”.

I giornalisti sapevano a stento di questo festival al femminile e anche quando lo sapevano, erano davvero poco interessati a noi cantautrici con l’aggravante di essere “indipendenti”, quindi figlie di un Dio Minore. Ritornando alla canzone… La proposta di fare una canzone sul corpo femminile ci arrivò meno di due settimane prima dell’ evento sanremese e ammetto che a prima vista mi sembrò poco fattibile. Non tutte le cantautrici aderirono proprio perché i tempi erano troppo stretti. Fare una canzone a richiesta e su un tema così specifico, una canzone che sia autentica e ispirata non è proprio una cosa scontata. In ogni caso, l’ispirazione è arrivata. Nel giro di due giorni ho composto registrato e prodotto da me il pezzo, tutto stando nella mia “cameretta” a Las Vegas dove mi trovavo anche lo scorso anno a gennaio in visita dal mio compagno.

Ho scelto di parlare del ciclo mestruale non solo perché fa parte del corpo femminile ma anche perché è una parte storicamente e socialmente nascosta. Quella parte così reale e presente che si camuffa dietro strani modi di dire come “ le tue cose”, il “marchese”, il “barone rosso” etc. La fantasia di questi nomignoli fa ridere e per me meritava di finire in una canzone. Da lì il titolo “Io, tu e le Cose” (da leggere anche come una citazione ironica di “Io tu e le Rose”, il famoso brano di Orietta Berti )

Per concludere, nell’intro del mio brano dico ”Come sei bella quando il sangue ti cola tra le gambe” e questo riassume un po’ tutto. Il sangue non è solo quello del ciclo mestruale. E’ il sangue della lotta, il sangue della passione, il sangue della vita, il sangue della sofferenza dei soprusi subitiLa vera bellezza è nel “non nascondere” quello che si è. Non nasconderlo per gli altri, per la famiglia, per la società. Essere bella per quello che si è, anche con il sangue che ti cola tra le gambe, con i problemi, con i mal di pancia, con le inadeguatezze, con tutto. Quella è la vera bellezza.

Io, tu e le cose non è tanto un inno alla femminilità o alle donne in quanto tali Io lo considero più una canzone sull’essere ste stesse/i, è questo il vero traguardo di ogni persona e di ogni genere. Il videoclip che presto uscirà infatti parlerà anche di questa ridicola standardizzazione dei ruoli sociali. La donna che si occupa della casa esiste come esiste la donna che non cucina, la donna che ripara l’ auto o la donna che gioca a calcio. Siamo donne ma non per questo siamo tutte uguali, amiamo fare cose diverse, abbiamo pensieri e attitudini diversi”.

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