Il rap crudo di Marracash e Guè Pequeno ha terrorizzato l’Arena di Verona

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Cinque dischi di platino e cinque dischi d’oro. È questo il bottino ottenuto daSanteria”, l’album di Guè Pequeno e Marracash pubblicato lo scorso anno e premiato ieri sera, 5 giugno 2017, ai Wind Music Awards in scena all’Arena di Verona.

Lo show in diretta su Rai1, presentato da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, da molti anni a questa parte premia tutti gli artisti che nel corso dell’anno sono riusciti a ottenere delle certificazioni dalla Fimi, più altri cantanti che, non avendo ottenuto un bel niente e con un disco o un brano da promuovere, vengono ospitati per ricevere premi inventati dal nulla, ma questo è un altro discorso.

Marracash e Guè Pequeno insieme a Fedez e J-Ax sono stati gli artisti più premiati della serata. L’accoglienza ricevuta dai primi però non è stata delle migliori.

Ok, il brano “Scooteroni”, presentato dai due rapper milanesi, è tutto fuorché un pezzo estivo canonico, almeno qui in Italia, e sentire frasi come “la tua tipa mi prende per via orale come la tachipirina” su Rai1 fa un certo effetto, ma vedere il pubblico terrorizzato, seduto e in imbarazzo è comunque troppo.
Siamo un Paese volgare che si spaventa delle volgarità presenti in una canzone, ma che poi canta a squarciagola ritornelli come “entriamo senza pagare, come i calciatori di serie A”, c’è qualcosa che non va onestamente. Sogniamo la vita del calciatore con i soldi che parla male e sbaglia tutti i verbi nelle interviste, ma non riusciamo ancora ad accettare i rapper che vanno oltre al dito medio o le corna. È perlomeno strano, no?

Nulla contro Fedez e J-Ax, ci mancherebbe. Sono due modi diversi di fare rap, non sto qui a perdere tempo sui soliti argomenti del “quello non è rap” perché onestamente annoiano e non è questo il punto.
Anche perché se Guè e Marra avessero cantato “Senza pagare” al posto di “Scooteroni” l’effetto sarebbe stato comunque lo stesso. Non è infatti un problema di canzone.

L’immagine oggi conta più di ogni altra cosa e una certa figura di rapper da noi resterà per sempre “ghettizzata” e schiava del pregiudizio. A meno che non si decida di scendere a compromessi. Come per esempio ha fatto J-Ax post The Voice dandosi una ripulita e ricominciando una nuova carriera più “family friendly” insieme a Fedez.

Marracash e Guè Pequeno si mostrano da sempre per quello che sono. Due “cattivi” ragazzi, che pensano certamente al business (dovranno pure campare no?) ma a modo loro, senza snaturarsi troppo. Il piatto su cui mangiare è al momento grande per tutti e fortunatamente fuori dal contesto televisivo quel tipo di rap funziona. In sintesi, possono fare quello che gli pare. E fanno bene, ci mancherebbe. Real recognize real, no? Sì, ma non all’Arena di Verona.

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