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I migliori album del 2016 nel POLLO redazionale

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Tutte le cose belle prima o poi finiscono. E sarà così anche per Outune.net. Senza dilungarci troppo su questo, concentriamoci sulla classifica dei migliori album dell’anno 2016 per la redazione. 365 giorni in cui ci son stati troppi necrologi e troppe uscite come da tradizione. Tuttavia questo è stato un anno decisamente interessante, con molte release importanti e alcuni dischi decisamente top.

Dilagante l’affermazione dei Radiohead, autori di uno di quei lavori che resisteranno alla prova del tempo. Gioie anche per vecchie (o vecchissime) querce del rock e nuove leve del metal. Tra i nominati buona la rappresentanza del rap di qualità e anche della musica italiana, con varie diramazioni underground che fan sempre piacere.

MIGLIORI ALBUM 2016 – Classifica Redazione

1 – Radiohead – A moon Shaped Pool, 52 punti (!!), 7 menzioni (!!)
2 – Avenged Sevenfold – The Stage, 30 punti, 3 menzioni
3 – David Bowie – Blackstar, 30 punti, 3 menzioni

4 – Brian Fallon – Painkillers, 20 punti, 2 menzioni
5 – Periphery – III Select Difficulty, 16 punti, 2 menzioni
6 – Iggy Pop: Post Pop Depression, 14 punti, 3 menzioni
7 – Nick Cave: Skeleton Tree, 14 punti, 3 menzioni
8 – Red Hot Chili Peppers: The Getaway, 14 punti, 2 menzioni
9 – Green Day – Revolution Radio, 12 punti, 3 menzioni

Tutti gli altri album nominati (ordine alfabetico):
A Tribe Called Quest – We Got It From Here… Thank You 4 Your Service
Afterhours – Folfiri o Folfox
Alessandra Amoroso – Vivere a colori
Alter Bridge – The Last Hero
Annalisa – Se avessi un cuore
Architects – All Our Gods Have Abandoned Us
Astronoid – Air
Badbadnotgood – IV
Beartooth – Aggressive
Biffy Clyro – Ellipsis
Bon Iver – 22, A Million
Botany – Deepak Verbera
Bury Tomorrow – Earthbound
Danny Brown – Atrocity Exhibition
Daughter – Not to Disappear
Deap Vally – Femejism
Descendents – Hypercaffium Spazzinate
Destrage – A Means To No End
Deviant Process – Proxysm
Fallujah – Dreamless
Frank Ocean – Blonde
From Ashes To New – Day One
Gojira – Magma
Ian Hunter – Fingers Crossed
Jack White – Acoustic Recordings 1998 – 2016
Jimmy Eat World – Integrity Blues
Kanye West – The Life Of Pablo
Karybdis – Samsara
Kings of Leon: Walls
Lady Gaga – Joanne
Leonard Cohen – You Want It Darker
Lisa Hannigan – At Swim
Lukas Graham – Lukas Graham
M.I.A. – AIM
Mac Miller – The Divine Feminine
Make Way For Man – Evolve and Repair
Marco Mengoni – Marco Mengoni live edition
Marracash e Guè Pequeno – Santeria
Massive Attack – Ritual Spirit (EP) +The Spoils (EP)
Meshuggah – The Violent Sleep Of Reason
Metallica- Hardwired To Self-Destruct
Michael Kiwanuka – Love And Hate
Mr. Oizo – All Wet
OneRepublic – Oh My My
Rihanna – Anti
Rkomi – Dasein Sollen (Ep)
Rolling Stones – Blue & Lonesome
Salmo – Hellvisback
Sixx A.M. – Prayers For The Blessed
The 1975 – I Like It When You Sleep, for You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It
The Black Queen – Fever Daydream
The Lumineers – Cleopatra
The Weeknd – Starboy
TheGiornalisti – Completamente sold out
Thrice – To Be Everywhere Is To Be Nowhere
Tiziano Ferro – Il mestiere della vita
Wild Nothing – Life of Pause
Zen Circus: La Terza Guerra Mondiale

ALESSANDRO MELA

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Brian Fallon – Painkillers
The Lumineers – Cleopatra
Lady Gaga – Joanne
Kings of Leon – Walls
Green Day – Revolution Radio

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
Andare in trasferta: Amburgo per Brian Fallon, Liverpool per lui e Frank Turner
+ Secondo giro di Sziget: tanti concerti belli e qualcuno che vabbè (coff coff Rihanna)
+ Sempre a Budapest: l’intervista a Marky Ramone
– Realizzare che se il 2016 è stato un carnaio di musicisti, il 2017 non potrà essere meglio. E nemmeno gli anni a venire. Scusate l’ottimismo!
+ Allargare gli orizzonti e scoprire dischi come “Hellvisback” di Salmo, che mi è piaciuto un sacco sia lì che live
+ Un anno pieno di grandi ritorni, la mia classifica rende l’idea
+ Molti, ma molti più concerti degli anni passati

LA FRASE DELL’ANNO
“Trump è il peggiore.” (Marky Ramone)

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NICOLA LUCCHETTA

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Michael Kiwanuka – Love And Hate
Descendents – Hypercaffium Spazzinate
M.I.A. – AIM
Kanye West – The Life Of Pablo
The Black Queen – Fever Daydream / Buñuel – A Resting Place For Strangers

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Il fatto che ho dovuto scegliere i cinque dischi dell’anno da una lista (personale) che ha superato la decina di nomination è segno che la qualità del mercato discografico sta tornando in auge
+ The Get Down, probabilmente la serie TV a tema musicale più figa mai concepita da mente umana
+ Il viaggio a New York con bei concerti e i pellegrinaggi al murales di Joe Strummer e al playground dedicato ad MCA
+ Kanye West e Salmo fagocitati dal loro stesso personaggio. Il positivo è voluto
+ I Radiohead che trollano il mondo intero per il lancio del nuovo album. Livello di trolling raggiunto in extremis da Bello Figo negli studi Mediaset ad inizio dicembre
– Un altro anno senza MCA, un nuovo disco dei Glassjaw e senza il portare la colazione a letto a Taylor Swift ogni mattina (gli ultimi due li metto per scaramanzia, metti mai che si realizzino..)
– La lista infinita dei decessi avvenuti quest’anno. Mi limito a citare quello che mi mancherà di più: Prince
– La altrettanto lunga lista dei concerti zompati nel 2016, soprattutto nella prima metà dell’anno. Primavera Sound e At The Drive-In le vittime più eccellenti
– Il declino verticale dei Tonight Alive e il playback live di Macklemore. Peccato, ci credevo in entrambi
– Il fatto che ogni anno mi ripropongo di fare una lista durante l’anno di dischi, eventi e citazioni ma che, puntualmente, mi dimentico e mi ritrovo l’ultimo giorno utile a ripercorrere l’anno trascorso. E non ricordo cosa ho mangiato a pranzo ieri

LA FRASE DELL’ANNO
“I Parliament Funkadelic. Sono ossessionato dalla loro musica. Quando arrivai al traguardo della laurea, i miei nonni mi diedero 35mila dollari, credo per acquistare una casa o, comunque, per iniziare a farmi una vita dopo gli studi. Spesi tutti quei soldi, più 6mila dollari dei miei risparmi personali, per seguire il reunion tour dei Parliament Funkadelic che durò per tre mesi. Mia madre si scocciò non poco, mia nonna si arrabbiò, ma quell’esperienza diede una svolta alla mia vita.” (Jesse Hughes, Eagles Of Death Metal)

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STEFANO MAZZONE

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Marracash e Guè Pequeno – Santeria
Salmo – Hellvisback
The Weeknd – Starboy
Mac Miller – The Divine Feminine
Rkomi – Dasein Sollen (Ep)

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Entrare nella redazione di Outune nonostante la mail sconclusionata mandata a Jacopo.
+ Il mio primo Home Festival e l’intervista a Fabri Fibra insieme a Nik.
+ Rockin’1000 That’s Live da brividi come la stazione di Cesena a mezzanotte.
+ La dab di Bello Figo su Rete4 e la Mussolini muta (più o meno).
+ Gli apertivi a scrocco delle conferenze stampa.
+ Il concerto dei Twenty One Pilots.
– Sentire “Vorrei ma non posto” in discoteca.
– Fabio Fazio, Elisa e Manuel Agnelli che tentano di spiegare la trap a Che Tempo Che Fa.
– Non essere più riuscito ad ascoltare “Blackstar” dopo la morte di David Bowie.
– Il mal di schiena post concerti.

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MATHIAS MARCHIONI

I 5 DISCHI DELL’ANNO

Red Hot Chili Peppers: The Getaway. Ti spiazza al primo ascolto, con un mood quasi nostalgico che non riesci ad accostare ai nostri, ma ben presto capisci di essere di fronte ad uno dei migliori album della band californiana.
Iggy Pop: Post Pop Depression. Mai dare per scontato che un grande artista riesca sempre a sfornare grandi album. Una delle eccezioni che confermano la regola è sicuramente l’iguana.
Nick Cave: Skeleton Tree. In un 2016 tremendo dal punto di vista delle perdite subite, non solo a livello artistico, questo album si staglia come colonna sonora assoluta del periodo. Canzoni così profonde e strazianti da non concedere commenti.
Zen Circus: La Terza Guerra Mondiale. W l’Italia e W i nostri. Gli Zen sono rimasti gli ultimi baluardi del genere Rock Made in Italy (fatto come si deve!) e lo confermano con un altro grande album.
Kings of Leon: Walls. Potrei banalizzare dicendo semplicemente: “una garanzia”. Infatti banalizzo.

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+
L’intero tour italiano di Springsteen da fotografo ufficiale assieme ad Henry
+ Outune tutta e JC in particolare che mi ha permesso di diventare giornalista e realizzare un sogno che aveva le ragnatele nel cassetto da 10 anni.
+ Godersi i tanti momenti di gratifica professionale che sono arrivati dopo anni di sacrifici.
+ e – 34000km percorsi in 12 mesi, per seguire ogni evento possibile. 10km della A1 in direzione Milano sono miei di diritto.
– Tante, tantissime cose. Così tante che non ne cito nemmeno una per non farne un elenco infinito.

LA FRASE DELL’ANNO
“Te l’ho già detta la mia opinione sulla questione mental coach/motivatore?”

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CHIARA BORLONI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Avenged Sevenfold – The Stage
Periphery – Periphery III: Select Difficulty
Architects – All Our Gods Have Abandoned Us
Astronoid – Air
Gojira – Magma

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ quest’anno ha visto la luce una quantità industriale di dischi fighi. Meritano una menzione particolare
Fleshgod Apocalypse
Votum
Dance Gavin Dance
Carnifex
Whitechapel
Ihsahn
Katatonia
Too Close To Touch
Imperium Dekadenz… ok, mi fermo qui.
+ il preascolto di “Hardwired… To Self-Destruct” dei Metallica.
+ la notte in cui è uscito il nuovo disco degli Avenged Sevenfold, passata ad ascoltarlo, a commentarlo, e a farsi film improbabili sul significato del concept.
+ il sorriso di mia mamma al concerto dei Duran Duran e degli Who.
+ le interviste a Daniel Tompkins e ai Biffy Clyro
– tra le morti “musicali” di quest’anno, quella che più mi ha distrutto è la scomparsa di Tom Searle, il chitarrista degli Architects: un ragazzo giovanissimo, uno dei musicisti più brillanti della scena. Letale.
– la delusione per “The Getaway” dei Red Hot Chili Peppers, mitigata dall’energia degli ultimi live della band.
– il concerto dei Bullet For My Valentine e l’abuso del playback in generale.
– aver mancato l’Impericon Never Say Die Tour.
– gli Earthside che promettono il video del singolo con Daniel Tompkins a settembre, e ad oggi non si è ancora visto nulla.

LA FRASE DELL’ANNO
“Penso di essermi contratto un polpaccio facendo crabcore”

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DANIELE CORRADI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
1: Metallica- Hardwired To Self-Destruct
2: Radiohead- A Moon Shaped Pool
3: Nick Cave- Skeleton Tree
4: Iggy Pop- Post Pop Depression
5: Alter Bridge- The Last Hero

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Questo è l’anno dove Chris Cornell ci ha dato in regalo il bellissimo tour ‘Higher Truth’ e relativo favoloso concerto agli Arcimboldi.
+ I redivivi degli anni ’90 hanno visto la reunion dei Temple Of The Dog, e sono sicuro che molti di loro possono ora morire in pace.
– La brutta faccenda dei secondary ticketing ha ulteriormente imbruttito un sistema di pagamento di emozioni, ha vestito di prostituzione un rapporto che dovrebbe essere di puro amore e ora viene visto per quello che è, una mercificazione
+/- I Guns ‘n Roses accontentano i loro fan e tornano, in una veste un po’ forzata, a calcare i palchi di tutto il mondo. Questa è la parte buona. Il costo dei biglietti dei loro concerti sono la parte brutta, e ha portato nelle loro tasche milionate in pochi giorni.
– Non si può non citare la strage di idoli della quale siamo stati inermi spettatori in questo 2016. Sempre meno nuovi fuoriclasse, mentre quelli che ci hanno cresciuto stanno uno dopo l’altro salpando per lidi di imperitura mitologia.
+ I Metallica mettono in fila tutti ancora oggi, fanno uscire un doppio album e producono e girano un videclip per ognuno dei pezzi del disco, sia degli inediti che delle canzoni già esistenti e live, in un era di morte clinica del video clip musicale. Giganti.
+Vedere il cantante del tuo gruppo preferito condividere una mia recensione di un suo side project, ha dato senso a molte cose. Dare senso è una cosa molto importante, in tutti i campi della vita. Avere senso, è spesso vitale.
+ La chiusura di un luogo senza pareti, ma molto caldo, Outune, e la chiara sensazione negli sguardi e nelle parole di chi guida e condivide questa avventura che il bello sia ancora da vedere.

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CINZIA MERONI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
David Bowie – “BlackStar”;
Lisa Hannigan – “At Swim”;
Deap Vally – “Femejism”;
Massive Attack – “RitualSpirit”+”The Spoils”;
Nick Cave – “SkeletonTree”.

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Riapertura Bataclan;
+ Nobel per la Letteratura a Bob Dylan;
+ Desert Trip;
+ Norma contro il secondary ticketing;
+ ReunionGuns N’ Roses.
– Le morti;
– Scioglimento The Maccabees;
– Dylan e lo SNobel (un salto a Stoccolma poteva anche farcelo);
– Secondary ticketing;
– Bello Figo (e la Mussolini).

CHRISTIAN JONOCH

I 5 DISCHI DELL’ANNO
1.Avenged Sevenfold – The Stage: l’evoluzione allo stato puro
2.From Ashes to New – Day One: la rivelazione che pesca dal passato
3.Afterhours – Folfiri o Folfox: la conferma
4.Sixx A.M. – Prayers For The Blessed: quando il secondo piatto ti delizia più del primo
5.Radiohead – A Moon Shaped Pool: inaspettato

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Menzioni speciali per:
Niccolò Fabi – Una Somma Di Piccole Cose: una raccolta di poetica
Lacuna Coil – Delirium: un buon ritorno dopo qualche inciampo
Tremonti – Dust: il buon Mark mi impressiona sempre
Sting – 57TH and 9TH: finalmente ha capito cosa gli volevamo sentir fare
Salmo – Hellvisback: quello che non avrei detto mi sarebbe piaciuto
+ Il lancio geniale del nuovo album dei Radiohead: come stupire e prendere tutti in giro nel giro di qualche giorno con hype a livelli estremi
+ Il lancio in sordina del nuovo album degli Avenged Sevenfold: come buttarti lì in scioltezza uno dei migliori dischi dell’anno, senza proclami o echi risonanti
+ Home Festival a Treviso: una settimana di live pazzeschi e un evento ipermegabeneorganizzato…in Italia!
– La disputa Elisa-giornalisti-fan dopo l’uscita di On e il “Lasciate stare mia nonna!”
– Il servizio de Le Iene sui pomponi del bagarinaggio online sui concerti. Disgustorama per una vicenda arcinota e arcidisgustosa
– La delusione per il nuovo album degli Alter Bridge: il disco è belloccio, ma la mia aspettativa era ancora maggiore e mi ritrovo a rinchiudermi ancora nella “Fortezza”

LA FRASE DELL’ANNO
“…Assolutamente, per quanto mi sarà possibile…”. Ovvero la risposta di Bob Dylan alla domanda se avrebbe partecipato alla cerimonia di consegna dei Nobel 2016.

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LUCA FREDDI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Botany – Deepak Verbera
Frank Ocean – Blonde
Danny Brown – Atrocity Exhibition
A Tribe Called Quest – We Got It From Here… Thank You 4 Your Service
Badbadnotgood – IV

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ANDREA MARCHETTI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Radiohead – A moon shaped pool
Thrice – To be everywhere is to be nowhere
Lukas Graham – Lukas Graham
RHCP – The Getaway
Kings of Leon – Walls

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
Sto diventando vecchio, ormai ricordare momenti sta diventando sempre più difficile. Più che il singolo momento sono fierissimo di questi ormai tre anni di partecipazione alla famiglia di Outune. Tanti sono stati i concerti di questo 2016 e spero che ancor di più lo saranno quelli dei 2017! Tante sono state le strigliate (sempre a fin di bene) e tante le soddisfazioni.

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GIANLUCA LEO

I 5 DISCHI DELL’ANNO
1) The 1975 – I Like It When You Sleep, for You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It
2) Bon Iver – 22, A Million
3) Radiohead – A Moon Shaped Pool
4) Jack White – Acoustic Recordings 1998 – 2016
5) Lady Gaga – Joanne

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Il ritorno dei grandi e le reunion (sì Radiohead e At The Drive In, dico proprio a voi)
– Le morti illustri di chi avrebbe dovuto arricchire il mondo della musica ancora per un po’ (Hallelujah, Starman!)
+ I festival dal pubblico, i festival dal palco e il privilegio di poter vivere entrambe le situazioni
– La guerra dei/sui talent, in cui non vince la musica ma il personaggio
+ L’adrenalina della prima intervista, un po’ perché in inglese, un po’ perché ai Foals

FRASE DELL’ANNO
“Hooch è pazzo!”

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UMBERTO SCARAMOZZINO

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Brian Fallon – Painkillers
Radiohead – A Moon Shaped Pool
Jimmy Eat World – Integrity Blues
Beartooth – Aggressive
Biffy Clyro – Ellipsis

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Le tre (!) interviste ai Biffy Clyro in quattro mesi
– La scomparsa di tanti, troppi pilastri della musica
+ La trasferta ad Amburgo per Brian Fallon
– Aver perso il concerto degli Alter Bridge a Bologna per colpa della sfiga sempiterna
+ La birra con gli Arcan Roots sulla terrazza dell’Obihall
– Le tante band di amici che si sciolgono, le serate in sala prove sempre meno frequenti
+ Il ritorno dei Thrice e degli Story Of The Year. Ah sì, anche quello dei Guns N’ Roses.
– Non aver ancora ottenuto una top 10 o top 15 al posto della top 5 qui sopra. Compenso citando i 10 dischi che ho escluso:
Thrice – To Be Everywhere Is To Be Nowhere
Ben Harper & The Innocent Criminals – Call It What It Is
Alter Bridge – The Last Hero
Architects – All Our Gods Have Abandoned Us
Avenged Sevenfold – The Stage
Chevelle – The North Corridor
Kensington – Control
Beach Slang – A Loud Bash Of Teenage Feelings
Iggy Pop – Post Pop Depression
Nahko and Medicine For The People – HOKA
+ Gli Idays con le sue belle persone, i suoi bei concerti, le pedalate notturne
– La fine di Outune e la chiusura definitiva di un periodo della mia vita

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GIUSEPPE GUIDOTTI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Radiohead – A Moon Shaped Pool
Daughter – Not To Disappear
Wild Nothing – Life Of Pause
Mr. Oizo – all wet
Rihanna – anti

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ELENA REBECCA ODELLI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Blackstar – David Bowie
A Moon shaped pool – Radiohead
Revolution Radio – Green Day
Marco Mengoni live edition – Marco Mengoni
Completamente Sold Out – TheGiornalisti

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GIUSEPPE COPPOLA

I 5 DISCHI DELL’ANNO
– Oh My My – OneRepublic
– Vivere A Colori – Alessandra Amoroso
– Il Mestiere Della Vita – Tiziano Ferro
– Revolution Radio – Green Day
– Se Avessi Un Cuore – Annalisa

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ E’ soprattutto l’anno del mio ingresso in Outune. Una divertentissima gabbia di innamorati della musica che prende la passione e la scaraventa su un foglio, un sito su quello che volete, tra stralci di vita quotidiana e concerti da pelle d’oca. Sempre pronti a dare consigli all’ultimo arrivato, come se fosse un fratello minore desideroso di crearsi la propria strada davanti a sé.
– In tutto ciò però, non sono ancora riuscito ad incontrare nessuno di loro live, come si dice da queste parti. La distanza è notevole, ma la speranza non mi manca. Vi troverò, e vi conoscerò!
+ Il 2016 è l’anno del ritorno di Tiziano Ferro con “Il mestiere della vita”. E’ un artista che mi ha insegnato tanto, ha segnato molte tappe della mia vita e le ha descritte come nessuno saprebbe mai fare.
– Ancora nessun concerto per Outune. Spero di rifarmi presto tra uni, impegni e lavoro.
+ Prendersi i complimenti dagli artisti via Twitter fa sempre piacere. I ringraziamenti, ovviamente, sono rivolti a Jacopo e a tutta la squadra.
+ Aver scoperto nuovi artisti e nuovi album che mi hanno aperto ancora di più gli occhi sulla musica che mi circonda
+ Un anno intenso, a stretto contatto emotivo con Annalisa. Dalla delusione di Sanremo (-) nonostante un pezzo sicuramente all’altezza, al nuovo album autobiografico. Ciliegina sulla torta, il suo concerto a Solofra (AV) che mi ha avvicinato ancora di più a quest’artista straordinaria.
Frase dell’anno:
“Vai, e grazie!”
Sembra nulla, ma in tre parole c’è tutto ciò che desideravo. Fiducia, innanzitutto. Libera scelta su parole da usare e temi da trattare. E poi quel grazie: mi dice che forse quello che faccio lo sto facendo nel modo giusto, e qualcuno magari lo apprezza anche.

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LUCA GARRO’

I 5 DISCHI DELL’ANNO
David Bowie – Blackstar
Ian Hunter – Fingers Crossed
Leonard Cohen – You Want It Darker
Rolling Stones – Blue & Lonesome
Iggy Pop – Post Pop Depression

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+Essere riuscito a pubblicare il mio primo libro
-Morte di David Bowie
+Reunion dei Guns
-Morte di Lemmy
+Mia figlia che quando finisce Scary Monsters (And Super Creeps) chiede di farlo ripartire
-Morte di Prince
+Il folle, ultimo tour degli Ac/Dc con Axl alla voce visto a Marsiglia
-Morte di Leonard Cohen
+Springsteen al Circo Massimo
-Morte di David Bowie (sì, ancora)

FRASE DELL’ANNO
Perdurabo

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JACOPO CASATI

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Avenged Sevenfold – The Stage
Periphery – III Select Difficulty
Make Way For Man – Evolve and Repair
Destrage – A Means To No End
Alter Bridge – The Last Hero

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Come uscite ci siamo trattati molto bene quest’anno. Dalle cose più classiche a quelle più progressive che piacciono a 2 o 3 persone qui dentro, c’è stato di che godere. Mi prendo la libertà di citare dischi che non hanno (dolorosamente) trovato spazio in classifica ma che vi consiglio assolutamente di recuperare:
Megadeth – Dystopia
Heaven Shall Burn – Wanderer
Protosequence – Schizophrene
NightShade – Predilections
Mandroid Echostar – Coral Throne
Hypno5e – Shores Of The Abstract Line
Exumer – The Raging Tides
Fleshgod Apocalypse – King
Asphyx – Incoming Death
Polaris – The Guilt and The Grief (EP)
+ Cantare col mio piccolo è la cosa migliore possibile.
– Meno fai più guadagni. Più fai più la prendi in c*lo.
– Incapaci al potere. Felici anche di esserlo. Incapaci, non al potere s’intende.
– Impossibile pensare a un sito di musica senza IL MASNA. Spero ci ripensi prima o poi.
+ Un #TeamOutune letteralmente pazzesco. Con cui affronterei qualsiasi guerra.
+ Capire che “I’ve been through hell and back” non è solo una frase da canzone tamarra.
+ Per un bizzarro scherzo del destino, gli ultimi mesi hanno visto l’inizio e la fine di un sacco di cose. Sarà così anche per Outune. Senza il quale non sarei ciò che sono oggi. Nel bene e nel male. Ancora una volta, aggiungendoci anche una #MArea di pesanti cambiamenti su ogni fronte, sono vivo. E so ancora legnare quando serve. Mica poco.

LA FRASE DELL’ANNO
“Never ever gonna let you go”

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PAOLO SISA

I 5 DISCHI DELL’ANNO
Deviant Process – Proxysm
Karybdis – Samsara
Fallujah – Dreamless
Meshuggah – The Violent Sleep Of Reason
Bury Tomorrow – Earthbound

I MOMENTI MIGLIORI E PEGGIORI DELL’ANNO MUSICALMENTE PARLANDO
+ Tanti lavori degni di menzione ulteriore. Tra questi
Unearth The Kings – The Southern Necessity
Monolith – The Mind’s Horizon: Desolation Within
Heaven Shall Burn – Wanderer
Vektor – Terminal Redux
Ulcerate – Shrines Of Paralysis
Astronoid – Air
Chevelle – The North Corridor
Beartooth – Aggressive
The Body/Full Of Hell – One Day You Will Ache Like I Ache
Aliases – Derangeable
– La fine di un’epoca

LA FRASE DELL’ANNO
“Non ti dimenticherò mai”

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