Music Attitude

Myles Kennedy, Year Of The Tiger promette davvero bene

alter-bridge-storia-foto-8

Ero molto preoccupato riguardo il debutto solista di Myles Kennedy, inutile negarlo. Preoccupazione dovuta al fatto che al ragazzo vogliamo molto bene, consci che nonostante in questi ultimi dieci anni stia ricevendo i consensi dovuti, ha comunque raccolto una parte infinitesimale di quello che il suo talento e i suoi mezzi tecnici meritano.

Non riusciamo a giudicare e analizzare con freddezza questa ennesima uscita discografica come tutte le altre, perché negli anni abbiamo imparato a conoscere Myles. Impresa non difficile: il musicista di Spokane è schietto e trasparente come pochi altri nell’ambiente musicale e del rock in particolare. Lo abbiamo visto sui palchi e, insieme alle sue impressionanti prestazioni, abbiamo seguito ogni suo sorriso, ogni sua smorfia. Lo abbiamo incoraggiato con urla e applausi in questo suo impervio percorso che lo ha trasformato in uno dei frontman più influenti della scena. Ma tanto ci è voluto, tra fragilità caratteriale, timidezza e poca convinzione nei suoi mezzi.

myles-kennedy-year-of-the-tiger

Un percoso lungo e faticoso, fatto di piccoli passi fatti di piombo. Dopo la delusione profonda che lo ha quasi distrutto del non funzionamento dei suoi Mayfield Four negli anni ’90 (cosa che, ascoltando ancora oggi i due album prodotti dai MF4, ci risulta incomprensibile), il processo di rinascita è stato costante ma non regalato, fatto di lavoro e tour praticamente senza sosta, patrocinato da due chiocce d’eccezione come Tremonti e Slash.

Alter Bridge e Slash se lo sono conteso e passato a testimone ininterrottamente per tre lustri ed ora finalmente Myles è libero di esprimersi senza rete di protezione. Ma attenzione ai fantasmi del passato che rischiano di ripresentarsi. La lunghissima attesa e i continui rimandi ci hanno fatto pensare al peggio, come se riuscissimo a immaginarsi un Myles pauroso di tentare il salto nel vuoto, crucciato da spettri di fallimenti passati.

Finalmente dopo molte false partenze spunta un titolo che ci ha però fatto storcere il naso. “Year Of The Tiger” pare un auto incitamento disperato, una spacconata scomposta che nasconde una fragilità da ghiaccio in primavera. Palmo in piena faccia quando nelle recenti interviste Myles parla del disco come del suo secondo album solista. Ma come, il primo che fine ha fatto? Pare non esprimesse il suo momento attuale dal punto di vista artistico e personale, per cui è stato cestinato. Va bene, capita. Ma che mossa è definire il tuo album di debutto come secondo album? Tu puoi anche averne registrati venti prima, ma questo rimane il tuo primo album solsita Myles. Dai eh, convinto!

Ieri è successo, dopo anni, dopo aver saputo tracklist ufficiale e data di release dell’album (9 Marzo 2018 per Napalm Records) sul web si affaccia il primo estratto e primo singolo di Myles Kennedy che porta il nome dell’album, Year Of The Tiger. Con molte ombre nell’animo, lo ascoltiamo e..

Sorpresa, ma forse no, il pezzo è buono. Siamo lontani dalla bellezza acerba e sfrontata dei Mayfield Four, lontani dalla potenza cristallina dell’esordio dgli Alter Bridge “One Day Remains”, la voce di Myles dimostra tutti gli anni e tutti i chilometri percorsi presentandosi più nasale, più gestita (come peraltro si è mostrata in “The Last Hero” degli Alter) ma la costruzione della canzone è perfetta.

Calibrata ad hoc tenendo ben presente i fan di Myles Kennedy e dei suoi lavori comprensivi delle sue molteplici collaborazioni, Year Of The Tiger è dinamico anche se acustico, e da’ da subito una sensazione di convinzione, consapevolezza dei propri mezzi. All’improvviso tutte le vicissitudini e le parole allarmanti di Myles prendono consistenza in una convincente forma di logicità. Il testo mantiene quell’attitudine di auto affermazione che non ha nulla di spaccone anzi, conferma la tendenza ben nota di Myles di muoversi in punta di piedi. Non più seguendo le orme di giganti come Slash e Tremonti ma da solo accompagnato da una chitarra come si vede nel bel video che accompagna il singolo.

Bella fotografia, con Myles al centro dell’attenzione, la clip ha dei tratti biografici di abbandono e di percorso costante e polveroso. Il cantante cammina per una strada trascinando la sua chitarra, con un montaggio di contrasto con flashback alla sua infanzia, accompagnata da una figura paterna che viene poi a mancare. La canzone è melodica come ci si aspettava, ma carica di un’energia sorprendente.

Ben costruita e ben prodotta (il solito Michael ‘Elvis’ Baskette, già producer degli Alter Bridge, in cabina di regia) è mantenuta da un riff che è un tributo al monumento “The Battle Of Evermore” dei Led Zeppelin; il suo incedere ricorda il primo singolo dell’ultimo lavoro di studio di Chris Cornell “Nearly Forgot My Broken Heart”. Due figure di riferimento importanti e assolute, due solisti che si sono liberati con successo dei loro gruppi ingombranti. Nell’anno della tigre Myles annuncia che farà sentire la sua voce, e noi siamo impazienti di dargli tutte le possibilità di questo mondo.

myles-kennedy-year-of-the-tiger

Comments

comments

CONDIVIDI
Musicattitude.it
  • utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa
  • usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi
  • accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.