Pearl Jam Let’s Play Two, la recensione del film

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Esistono poche band che si trovano a proprio agio a suonare negli stadi come i Pearl Jam, figuriamoci poi al Wrigley Field di Chicago, la casa dei Cubs (squadra di baseball idolatrata da Eddie Vedder fin da quando era bambino), e come se non bastasse, durante una stagione fortunatissima che ha portato il team alla vincita delle World Series nell’ottobre del 2016 dopo un digiuno di oltre cento anni. Il racconto di questa favola americana è alla base del documentario “Let’s Play Two”, la cui soundtrack è già in vendita nei negozi tradizionali e negli store digitali dallo scorso 29 settembre (in concomitanza con l’uscita del film nei cinema statunitensi), mentre il documentario in Italia sarà disponibile esclusivamente in DVD e Blu Ray dal prossimo 17 novembre.

“Let’s Play Two” però non è solo una celebrazione dei Chicago Cubs, ma anche della carriera dei Pearl Jam. Infatti i concerti sold-out che la band ha tenuto il 20 e il 22 agosto dell’anno scorso al Wrigley Field arrivano a quasi un quarto di secolo dalla prima esibizione a Chicago dei Nostri, in un locale molto più piccolo, il Metro, a un solo isolato di distanza dallo stadio (“ci abbiamo messo 25 anni a fare un isolato”, ricorda commosso e divertito Eddie Vedder).

Il concerto è inframmezzato da spezzoni storici che ripercorrono le vicende della nota squadra di baseball (una delle più sfortunate d’America, ma con uno stuolo di supporter agguerritissimi), da filmati risalenti al 1992, in cui compare un giovanissimo Eddie Vedder a spasso per Chicago, intento a raccontare aneddoti sui suoi adorati Cubs, e da interventi più recenti di Stone Gossard, Matt Cameron, Mike McCready e Jeff Ament.

Ma il cuore pulsante di “Let’s Play Two” sono, ovviamente, i live dei Pearl Jam, caratterizzati da una scaletta molto variegata (si parte da “Low Light”, contenuta in “Yield”, per chiudere con la cover di “I’ve Got a Feeling” dei Beatles, passando per mega hit come “Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town” e “Corduroy” e l’inno dei Cubs scritto da Vedder, “All the Way”) e la presenza di diversi ospiti sul palco, ad esempio il cestista Dennis Rodman durante “Black, Red, Yellow” e vecchie glorie dei Cubs.

Non mancano i momenti commoventi, uno su tutti la splendida “Release” dedicata a un fan dei Pearl Jam, reduce da poco dalla morte del padre, o la presenza sul palco di un amico di McCready, immobilizzato in carrozzina, durante l’esecuzione di “Inside Job”. Memorabili anche gli spezzoni delle prove, che i Nostri hanno tenuto sul tetto di un locale nei pressi del Wrigley Field, eseguendo in acustico, tra le altre, “Thumbing My Way” e la cover di “I Believe In Miracles” (profetica, data la conclusione delle World Series) dei Ramones.

“Let’s Play Two” è una celebrazione molto americana (con tanto di lieto fine) che fa suo il motto “never give up” e lo applica sia ai Chicago Cubs, che ai Pearl Jam. Ma è anche una gioia per tutti i fan di Vedder e soci, che potranno godersi un altro live intenso e impeccabile, in pieno stile PJ.

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