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Placebo, il report e la scaletta del concerto a Milano del 15 novembre 2016

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placebo-scaletta-concerto-milano-15-novembre-2016Placebo hanno suonato a Milano, in un Mediolanum Forum da tempo sold out. Ecco il report e la scaletta del concerto del 15 novembre 2016.

Il report del concerto

I Placebo tornano in Italia, più precisamente al Mediolanum Forum di Assago, e lo fanno per un’occasione speciale. “Questo è il ventesimo concerto per celebrare i nostri vent’anni. È il nostro cazzo di compleanno!”. Un euforico Brian Molko introduce così la serata del 15 novembre, con le migliori premesse possibili.

Si parte con un particolare videotape di “Every You Every Me”, girato nel 1998 in occasione dell’uscita del terzo singolo di “Without You I’m Nothing” e pubblicato solo lo scorso mese. Basta una semplice proiezione per scatenare la platea e trasformare il palazzetto in una bolgia, anche se è un peccato ascoltare la registrazione di un pezzo così fondamentale della discografia del combo britannico invece di vederlo dal vivo. Poco male però, la carne al fuoco in questa festa di compleanno è talmente tanta che a fine serata nessuno si accorgerà di nulla.
Tocca a “Pure Morning” aprire la danze e l’arrivo sul palco dei festeggiati è accolto da boati, urla, applausi, forse qualche capello strappato.

Ma la vera sorpresa non è il pubblico, che a onor del vero è sempre eccezionale dato che i fan dei Placebo sono tra i più fedeli del panorama. L’exploit è proprio della formazione britannica, ma ancor più in particolare del suo frontman. Brian Molko è famoso per essere un’anima inquieta, uno di quegli artisti che devono il 70% dei loro risultati al mood. E diciamo la verità: di concerto dei Placebo minati da questa forte sensibilità la storia è ormai piena. Eppure, a Milano, per questa particolare festa di compleanno, Brian è col morale alle stelle. Mai visto così. Sorridente, propositivo, chiacchierone. Certo, non posso mancare i moniti in quella che da ormai tanti anni è una sua personalissima crociata contro l’uso degli smartphone ai concerti, ma è solo una nota a margine di uno show dominato da una strabiliante connessione con i fan. Lo si percepisce durante “Loud Like Love” (pazzesca dal vivo, molto meglio che su disco), “Special Needs”, “Twenty Years”. Ogni pezzo viene interpretato con un trasporto da brivido. Si vive con la pelle d’oca la sezione triste e malinconica del concerto, tra una struggente “Exit Wounds” e una soffertissima “Without You I’m Nothing” – durante la quale è doveroso un omaggio al compianto David Bowie, compianto modello per i Placebo e per il mondo intero – prima di sfociare nel pandemonio di “For What It’s Worth”. I successi sono troppi da elencare e dopo la solita potentissima “Song To Say Goodbye” tocca a “The Bitter End” chiudere la prima parte del concerto. Inutile dire che col brano tratto da “Sleeping With Ghosts” è venuto giù tutto.

La celebrazione non è finita e nell’encore trovano spazio due colossali pezzi dall’album d’esordio “Placebo”, del 1996. Arriva così a cinque la conta finale delle tracce del fortunato debutto, per la gran gioia di chi ha vissuto questo gruppo fin dall’iniziale disagio interiore, dall’angoscia di chi canta canzoni per gli “outsiders”.
E alla fine il regalo, anziché arrivare ai festeggiati, arriva a noi: “Running Up That Hill” chiude il secondo e ultimo encore e pone fine ad uno dei concerti più belli dell’anno.
Una delle più indimenticabili apparizioni dei Placebo in Italia.

La scaletta del concerto

  1. Pure Morning
  2. Loud Like Love
  3. Jesus’ Son
  4. Soulmates
  5. Special Needs
  6. Lazarus
  7. Too Many Friends
  8. Twenty Years
  9. I Know
  10. Devil in the Details
  11. Space Monkey
  12. Exit Wounds
  13. Protect Me from What I Want
  14. Without You I’m Nothing
  15. 36 Degrees (slow version)
  16. Lady of the Flowers
  17. For What It’s Worth
  18. Slave to the Wage
  19. Special K
  20. Song to Say Goodbye
  21. The Bitter End
    Encore:
  22. Teenage Angst (slow version)
  23. Nancy Boy
  24. Infra-red
    Encore 2:
  25. Running Up That Hill (A Deal with God) (Kate Bush cover)

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