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Teho Teardo, le foto del concerto all’Handmades Festival di Roma del 25 aprile 2015

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Teho Teardo si è esibito lo scorso 25 aprile presso Villa De Sanctis a Roma, nel contesto dell’Handmades Festival 2015. Nella rassegna capitolina dedicata al mondo dell’autoproduzione, Teardo si è posto come nome di spicco. Noto per essere un autore sempre alla ricerca di nuovo suoni legati alla tradizione, profondo esploratore del rapporto tra musica e immagini, l’artista è uno dei più attivi compositori per il cinema italiano e internazionale.

Dalle sue parole post-concerto emerge perché nessuno più di lui sarebbe stato adatto ad inserirsi all’interno di un progetto ricco come l’Handmades:

L’altra sera dopo il concerto a Handmades sono rientrato a casa e mi sono addormentato in tre secondi. Credo di aver cominciato a sognare da subito.
Ho sognato che tornavo in auto a Villa de Sanctis per cercare una campana che avevo utilizzato durante il concerto. Ero convito di averla perduta.
Ci tengo alle mie campane, le ho acquistate a Berlino e colui che me le ha vendute mi è davvero simpatico.
In macchina ascoltavo i Cramps, cosa che faccio anche da sveglio.
Quanto vorrei che ci fossero band come i Cramps oggi, qualcuno che faccia solo quello che gli va senza bisogno di appartenere ad un contesto legato a mode. Mi piaceva anche la loro furia sul palco. Li ho visti dal vivo più volte, erano imprevedibili pur suonando un genere canonico che arrivava direttamente dalla loro preziosa collezione di dischi. Mi ha sempre sorpreso chi riesce ad andare altrove muovendosi dai classici. Nel loro caso dal blues e dal rock’n’roll.
Mi piaceva la loro esagerazione nell’affrontare la tradizione e quando in concerto rovesciavano tutto, loro stessi per primi.
Mi manca quella furia nella musica, soprattutto quando vedo bands di adolescenti che fanno di tutto pur di rientrare nei canoni di gradimento.
Cos’è il gradimento se non il sottomettersi al volere altrui?
Quando penso ai Cramps mi viene in mente anche Giacinto Scelsi, a qualcuno potrebbe sembrare un’eresia, ma è così. Dopo averli ascoltati posso passare immediatamente all’ascolto di un brano di Scelsi.
Mi piacciono anche i loro nomi, Lux Interior e Poison Ivy. Il nome è fondamentale nel rock’n’roll.
Il mio nome non mi piaceva così un giorno lo cambiai. Lo dissi a mia madre: hey questo nome mi fa schifo. Non ebbi risposta.

Teho Teardo

Fotografie a cura di Laura Penna.

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