X Factor ha capito (da tempo) che a noi non frega più niente della Musica

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X Factor è un programma musicale, ma parla di musica? Lo ha mai veramente fatto?
Torniamo ai primordi del format, al suo significato originale. Il fattore X è quell’elemento innato ed evolutivo che fa di una persona normale un artista. Un campione che ha il potere di comunicare attraverso la musica, ma non solo. Chi esce da questo format deve avere una marcia in più dal punto di vista artistico musicale, ma deve anche essere incastonato alla perfezione nel mercato del momento. È qui che nascono le magagne più grosse legate al programma che va in onda su Sky dal 2011.

Per queste regole del funzionare nel mercato italiano si prediligono generi a scapito del talento, prodotti che hanno la qualità di “funzionare” affossano altri che invece hanno qualità assoluta. Quindi malumori, sussurrati e urlati, litigi e discussioni che aumentano l’audience ma ammazzano la qualità. Qui si delinea un contrasto dicotomico che si manifesta in tutti i campi artistici, quello delle esigenze di mercato contro la qualità della proposta artistica. Perché tutti vogliono ascoltare la bella musica, ma chissà come i soldi li fa la musica spazzatura. I punti di congiunzione di queste due traiettorie sono estremamente rari.

In un mondo perfetto, X Factor dovrebbe sfornare esattamente uno di questi punti di congiunzione tra qualità e posizionamento sul mercato, ma da quando questo non succede? O meglio, è mai successo? In casi eclatanti come quello di Mengoni, il programma è stato realmente decisivo per l’esplosione artistica del cantante, o ce l’avrebbe fatta da solo? È questa la tesi del direttore artistico di Radio Deejay Linus, che ha abbandonato il format sostituito da RTL, ora radio ufficiale del programma. Sparando a zero sul piatto dove ha mangiato per la verità, ma le sue dichiarazioni ci danno occasione di riflettere ancora una volta sulla bontà dei talent e del loro servizio al mondo della musica. Sono molti i casi di artisti rifiutati o dimissionari che hanno sparato a zero sul programma solo una volta averlo lasciato. E tutti non hanno la coscienza così pulita in fatto di utilità a migliorare la qualità della proposta musicale italiana a cominciare proprio da Radio Deejay.

Il problema di fondo a tutto questo risiede proprio nella coscienza individuale. Vogliamo la musica di qualità in Italia? O preferiamo guardare le risse, le polemiche legate proprio al fatto che la musica di qualità non c’è? È un dato di fatto che dalle ultime edizioni di X Factor non è più uscito nessun artista di rilievo. Ma il format è vivo e in salute a livello di ascolti. Quindi la domanda è, quello che vogliamo da X Factor è un artista di qualità?

Ora che è chiaro che X Factor non funziona più nemmeno sotto l’aspetto commerciale nel contesto di vendite degli album e dei pezzi proposti, il programma ha sempre di più un’unica giustificazione televisiva. Non ha più un servizio musicale, se mai l’ha avuto. Un pensiero inquietante potrebbe essere quello che X Factor sia la diretta conseguenza di un’attitudine di noi ascoltatori. A X Factor non frega più niente della musica, perché non frega più niente a noi.

Tutte queste risse mediatiche tra Morgan ed il programma, partecipazioni fuori contesto di Arisa e Elio e Skin, servono probabilmente a creare un polverone che nasconda la vera tendenza del mercato musicale italiano. La produzione del nulla, ascolti estemporanei che nascono e terminano entro i tre minuti di ascolto di un pezzo che si limita a copiare e incollare note già sentite, già esistite.

Allora forse questa mossa di Linus di abbandonare e guardare a quel mondo musicale che è sempre stato visto come vecchio e ampolloso, Sanremo, potrebbe avere un senso. Perché è da quel palco che è venuto fuori Gabbani che piaccia o meno, è l’unico artista che sembra avere quella connessione tra musica e cultura che ha sempre contraddistinto la proposta italiana, pur proponendosi in maniera fresca e nuova.
Lasciamo X Factor a intrattenere il pubblico televisivo come Linus e il suo fidato collaboratore Nicola Savino, e cerchiamo la musica buona come abbiamo sempre fatto, con il solo aiuto del nostro cuore e della nostra testa. La musica buona è lì e vi sceglierà lei, se aprite bene le orecchie.

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