12 Stones – Picture Perfect

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Ricordate il video degli Evanescence del loro pezzo più famoso e primo successo “Bring Me To Life”? Amy Lee cadeva dalla finestra di un grattacielo e un baldo giovane si sporgeva per evitarle la caduta e non appagato, trova pure il tempo di firmare la parte ‘rappata’ della canzone. Quell’eroe del nu metal è al secolo Paul McCoy, cantante del gruppo statunitense 12 Stones che quest’anno ha pubblicato l’album “Picture Perfect”.

I 12 Stones rientrano nel calderone del post-grunge. Pur non cadendo mai definitivamente nell’oblio, non hanno nemmeno mai raggiunto il livello di altre band come Seether e Shinedown. Alle spalle hanno una discografia travagliata e non esigua, a parte quella finestra di notorietà offerta da Amy Lee, un’ospitata nella colonna sonora di un film orribile (“Il re Scorpione”) assieme ad altri colossi del nu metal come Godsmack e Rob Zombie e del post-grunge come i Creed e alcuni album tra cui il buonissimo “Anthem For The Underdog“.

Questo “Picture Perfect” riprende appunto le sonorità di quell’album sopratutto in pezzi come “Blessing” che da lì sembra provenire, anche se più come b-side che non come protagonista. “Voodoo Doll” diverte e fa muovere la testa, mentre la prima ballata dolce e malinconica arriva con “Nothing To Say” dove i 12 Stones si confermano capaci di creare melodie avvolgenti.

La title track ha un ritmo accattivante, ma si è ormai capito a metà album che “Picture Perfect” non aggiungerà nulla a quello che si sa del gruppo, il tutto però inficiato da un certo appannamento e ripetitività della proposta. Si va avanti ma la solfa non cambia, ancora una ballata, “Lerlene”, ancora più zuccherata e raccolta della prima, tanta acustica e melodia strappa lacrime (o mutande, fate voi) poi ancora riff granitici e aperture melodiche ma nessuna idea di spicco, fino ad un’altra ballad, finale, che rallenta ulteriormente. “Hello Suicide” colpisce con le parole e ricorda mille altre sensazioni provate con mille altre canzoni. Ci sta riproporre una formula che è andata bene già una volta, ma se la convinzione e l’energia viene a mancare, con lei perdiamo anche un po’ di senso generale.

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