Cesare Cremonini – Possibili scenari

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Sono tanti i possibili scenari che ci offre il nuovo album di Cesare Cremonini, uscito oggi 24 novembre 2017. L’artista bolognese ci propone un vero e proprio viaggio nel suo mondo musicale onirico, racchiudendolo in dieci tracce molto variegate, come spesso è accaduto nella sua recente carriera. Cremonini è coraggioso e nessuno lo può negare. Un coraggio che da un lato è consapevolezza delle sue doti di arrangiatore e musicista. Doti, a tratti, davvero eccezionali.

Non ha paura di affrontare temi di ispirazione brit-beatlesiana come in “Poetica”, primo singolo estratto da “Possibili scenari”, addirittura avvicinandosi ai Radiohead con Silent Hill, passando nel frattempo al Lucio Dalla più ispirato con “Nessuno vuole essere Robin” che è la canzone migliore del lotto. Abbraccia anche il pop internazionale più sfacciato ed elettronico come nel duo iniziale: la title track e “Kashmir-Kashmir“: quest’ultima un funky molto orecchiabile. Se musicalmente è comunque possibile trovare inevitabili alti e bassi, nonché preferenze personali e decisamente soggettive, questo non vale per i testi: vero punto di forza di Cremonini. Mai banali, sempre molto auto-referenziali o facilmente identificabili come tali, comunque ben fatti e “studiati”. Una certezza.

Possibili scenari non è certo l’album della maturità, probabilmente raggiunta già in precedenza e precocemente. È un album molto bello, ben suonato e arrangiato. Una conferma. L’asticella non è stata alzata di molto rispetto al passato così come le aspettative di chi attendeva questo nuovo lavoro del cantautore bolognese, piuttosto questo album è una conferma di quanto di buono Cremonini ha saputo esprimere nei lavori precedenti e non era affatto un risultato scontato. I migliori capitoli del lotto vanno comunque in una direzione ben precisa, quella più cantautoriale che è evidentemente nel dna di chi fa musica lungo la Via Emilia: da “Poetica”, passando per “Nessuno vuole essere Robin”, “Il cielo era sereno” e “La macchina del tempo”, brano di chiusura di “Possibili scenari”. Cesare ha fatto di nuovo centro, ma il risultato non era in discussione.

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